Primarie Centrosinistra, Bersani: «Renzi una risorsa in questo grande squadrone»

Il giorno dopo la vittoria, Pier Luigi Bersani chiarisce il futuro. Un futuro che il Pd vede già al governo, che Bersani continua ad attribuire al popolo, che avrà posto anche per Nichichi Vendola. E poi, forse, c'è spazio anche per qualcun altro, nello squadrone

«Renzi è stato un protagonista in questa bella avventura. Ci ha messo energia, ci ha messo freschezza, una risorsa, come siamo tutti in questo grande squadrone».

23.02: Pier Luigi Bersani, vincitore del ballottaggio delle primarie del Centrosinistra, rimanda i discorsi per il futuro e per il goveno:

«Non parlo adesso di Governo, non è che possiamo metterci a tavolino, ho sentito Matteo e anche lui la pensa così»

In ogni caso, sarà lui (nell'immagine TM News, con lo staff dei suoi comitato, il candidato premier del Centrosinistra, che dovrà saper trovare una formula per governare, verosimilmente, se il Pdl e il centrodestra persistono nella loro situazione di disfacimento progressivo, e con l'opposizione, oltre che di quel che resta della destra, del Movimento Cinque Stelle che avvia le sue primarie per i candidati alle politiche.

22.35: «Qui non c'è l'uomo solo al comando. Si governa con il popolo. E mettiamoci anche un po' di allegria. Siamo italiani, no?»

22.33: «Siccome la mamma del populismo e della demagogia è sempre incinta, dobbiamo vincere senza raccontare favole. Dobbiamo ricordare agli italiani che siamo di fronte alla più grande crisi dal dopoguerra ad oggi. Che abbiamo tanti problemi, a partire dal lavoro per arrivarealla distanza fra i cittadini e la politica e le istituzioni. Dobbiamo vincere con la verità per poter governare».

22.31: le due cose che Bersani vuole fare da domani: creare un profilo di governo per il Pd e creare gli spazi per le nuove generazioni.

22.27: Bersani ringrazia i volontari, tutti coloro che hanno sottoscritto la coalizione Italia. Bene Comune, i socialisti, ringrazia Nichi Vendola e Sel, e poi ringrazia anche, ridacchiando, i marxisti per Tabacci.

22.24: il candidato premier del centrosinistra esprime una doppia soddisfazione. La prima per le primarie. E per il fatto che siano state aperte, perché un grande partito popolare deve ascoltare i cittadini. La seconda, naturalmente, per se stesso.

Pier Luigi Bersani Primarie Centrosinistra discorso di vittoria

22.24/strong>: Pier Luigi Bersani è alle prese con il discorso di celebrazione della vittoria.

22.05: Giorgia Meloni commenta il risultato delle primarie del Pd e rilancia quelle del Pdl.

22.03: Matteo Renzi ha fatto un discorso da sconfitto come non se ne sentono di solito, confermandosi molto preparato dal punto di vista della comunicazione. Intanto, i risultati regionali lo mostrano vincente nella sola Toscana.

Primarie centrosinistra: i risultati

Primarie centrosinistra: i risultati parziali - Piemonte
Primarie centrosinistra: i risultati parziali - Valle d
Primarie centrosinistra: i risultati parziali - Lombardia
Primarie centrosinistra: i risultati parziali- Trentino Alto Adige

21.40: ancora Renzi: «Abbiamo provato a cambiare la politica, ma non ce l'abbiamo fatta». «Abbiamo dalla nostra parte l'entusiasmo, il tempo e la libertà. Ho ricevuto molto più di quello che ho dato».

21.33: «Non eravamo qui per fare una battaglia di testimonianza. Eravamo qui per prendere in mano il governo del paese. E quindi, qualcosa abbiamo sbagliato». Renzi ammette la sconfitta, dice che di solito in politica non perde mai nessuno, chiede scusa per aver evidentemente sbagliato. «Non sono riuscito fuori dalla Toscana a scrollarmi di dosso l'immagine del ragazzetto ambizioso che vuole fare chissà che cosa».

21.30: Matteo Renzi da Firenze ammette la vittoria di Pier Luigi Bersani e tronca sul nascere qualsiasi tipo di polemica parlando di una vittoria netta, a prescindere da qualsiasi discussione sulle regole.

21.03: la vignetta di Mauro Biani in commento al risultato delle Primarie.

Primarie Centrosinistra risultati vince Pierluigi Bersani 2 dicembre 2012

20.55: 58,62% - 41,38%. E' questo il risultato parziale diffuso dal sito di Matteo Renzi (nell'immagine) dopo che sono stati scrutinati 1435 seggi.

20.37: Pier Luigi Bersani ha vinto le Primarie del Centrosinistra. Dopo il 18% dei seggi scrutinati, il segretario del Pd è al 61,1%, Matteo Renzi al 38,8%, dati sostanzialmente in linea con il sondaggio Piepoli. Non c'è margine di discussione, sarà Bersani il candidato premier per il centrosinistra.

20.37: sarà una serata breve. Matteo Renzi, in sostanza, ammette già la sconfitta con un Tweet su Twitter.


20.32: secondo il sondaggi Piepoli, Pierluigi Bersani avrebbe raccolto il 61,5% contro il 38,5% di Matteo Renzi.

20.00: chiuse le urne. Ci sono ancora persone in coda in tutta Italia che, naturalmente, potranno votare. Il primo dato definitivo è quello di Mosca, dove Bersani ha vinto con 35 voti a 5.

19.00: comunicato il nuovo dato di affluenza. Alle 17.30 avevano votato 2,3 milioni di elettori

18.15: continuano le polemiche sul tema degli "elettori respinti". Eppure, ci sarebbe un'argomentazione semplicissima per porre fine alla querelle. Ed è quella proposta dalla delibera n. 26 del coordinamento nazionale riunitosi in data 29 novembre 2012, in cui si legge, nel rispetto delle regole stabilite dalla coalizione:

«Le motivazioni dell’impossibilità personale di registrarsi devono essere coerenti e credibili rispetto alla facoltà che era data di potersi registrare fisicamente oppure online nei 22 giorni compresi dal 4 novembre al 25 novembre».

Insomma, il discorso è semplice. Per partecipare alle primarie del Centrosinistra era stato stabilito che gli elettori avrebbero avuto a disposizione la possibilità di preiscriversi per ben 22 giorni, fisicamente o sul web. Ci si poteva iscrivere anche di persona, al seggio, il 25 novembre 2012. Non solo: chi si fosse preiscritto, avrebbe avuto la possibilità di votare al ballottaggio anche se fosse stato impedito alla votazione nel primo turno.

L'apertura della consultazione (obiettivamente, anche un rischio per la coalizione) è evidente. Le polemiche appaiono, una volta di più, strumentali. Il senso è semplice: se una persona non ha voluto iscriversi in 22 giorni, né si è presentata al primo turno, o ha motivazioni sensate oppure difficilmente può apparire un motivato elettore del centrosinistra.

14.52: «Attenzione, affluenza in netto calo, come ovvio viste le regole». E' questo quel che scrive, in una mail, il comitato Adesso Partecipo, staff di Matteo Renzi. L'osservazione appare quantomeno illogica (in Italia, è abbastanza naturale, storicamente, che i ballottaggi vedano affluenze minori rispetto ai primi turni). Tuttavia, lo staff ne approfitta per invitare tutti i renziani a votare, sfruttando il calo di elettori:

«Se ritorniamo tutti a votare vinciamo. Forza! Proviamoci, è fattibile. Adesso».

Tutto lascia pensare a un copione già scritto: qualora (quasi impossibile) vincesse Renzi, si direbbe che è un successo "nonostante gli ostacoli". Qualora (estremamente probabile) vincesse Bersani, si direbbe che il successo è dovuto alle "regole". Regole, peraltro, accettate da tutti i partecipanti prima dell'inizio delle primarie.

14.47: il mantra di lamentele di Matteo Renzi prosegue impietosamente per tutta la giornata.

«È pazzesco che 10 mila persone non possono votare qui a Firenze».

La litania non avvenna a smettere, ripresa a più livelli e a vario titolo. Si tratta, tuttavia, di un'interpretazione parecchio distorta dei fatti, a meno che non si voglia per forza ammettere che le regole in corsa debbano essere cambiate a piacimento di uno dei due contendenti.

14.26: Antonio Di Pietro scrive sul suo blog:

«Chiunque vinca le primarie di oggi dovrà decidere se vuole per interlocutore quest’area o preferisce fare patti con i conservatori. Da questo, più che da mille discorsi, si capirà se il Pd e Sel vogliono la continuità o la discontinuità con la disastrosa esperienza del governo Monti».

L'area cui si riferisce Di Pietro è quella del Movimento arancione, Alba, il soggetto politico nuovo di cui abbiamo parlato qualche tempo fa. Un'area, in sostanza, che non si riconosce nelle politiche del governo attuale, che non sosterrebbe il Pd proprio per il suo sostegno a Monti, che pure non vuole limitarsi al voto di protesta.

Confronto TV Bersani Renzi - Chi ha vinto

14.00: diffusi i dati dell'affluenza alle ore 12. Si sono presentati alle urne del centrosinistra un milione di elettori.

12.37: sembra un balletto, un valzer di dichiarazioni. Dopo che i garanti hanno assicurato che il voto si sta svolgendo senza problemi, riportiamo la dichiarazione di Nicola Danti, responsabile dei comitati per Renzi in Toscana:

«Dall'apertura dei seggi fino ad ora persistono in Toscana casi gravissimi, che mettono a rischio la validità del voto in numerosissimi seggi. Per ora denunciamo una situazione intollerabile di disorganizzazione, speriamo che non si tratti di altro».

12.30: il Governatore della Regione Puglia vota Pier Luigi Bersani.

«Un elettore di Sel non può dare il suo voto a Renzi, c'è un'evidente incompatibilità, anche alla luce delle polemiche degli ultimi giorni».

12.00: i garanti delle primarie assicurano che le operazioni di voto si svolgono regolarmente in tutta Italia e senza polemiche.

11.56: Laura Puppato, la candidata alle primarie, quarta su cinque al primo turno, ha votato per Bersani.

«Garantisce il mio programma. Queste primarie sono state comunque una dimostrazione di partecipazione e di civiltà, un evento che tutto il mondo ci invidia»

11.45: anche il segretario del Pd ha votato.

10.54: il Pd comunica anche via Twitter che in tutti i seggi delle primarie della Liguria su può firmare per una petizione al governo in difesa dei lavoratori di Ilva e Ansaldo Energia.

9.30: Matteo Renzi ha già votato a Firenze. Il sindaco ha spiegato:

«Sono venuto prima per rispetto dei cittadini, per non creare loro disagi».

Poi ha parlato delle polemiche dei giorni passati, cercando di stemperare i toni:

«L'accusa di aver violato le regole mi ha umanamente molto ferito. Tuttavia arriva il momento nel quale sai che continuando ad alimentare la tensione non si va da nessuna parte. Il clima adesso è tranquillo, per me la prima cosa è la lealtà. Faremo i conti questa sera».

Non poteva mancare, poi, una battuta a proposito di chi non ha potuto votare al secondo turno:

«Chi vincerà queste primarie avrà anche il compito di recuperare credibilità agli occhi delle persone che oggi avrebbero voluto votare. Comunque vada sarà una festa».



2 dicembre 2012

: le urne sono aperte. Il centrosinistra oggi sceglie il suo leader, e lo fa all'interno del Pd, con questo faccia a faccia fra Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi che ha riservato anche sorprese spiacevoli, con le accuse del sindaco di Firenze che, più d'una volta negli ultimi giorni, ha sollevato polveroni che hanno rischiato di oscurare il buon successo mediatico delle primarie.

Sono state accolte 7.094 domande di iscrizione al secondo turno. Un dato che sicuramente consentirà ai Renziani di alimentare le polemiche, ma che è perfettamente coerente con le modalità che erano state condivise al momento di lanciare le primarie.

D'altro canto, l'elettore veramente interessato ha avuto 20 giorni per preiscriversi alle votazioni e poi la possibilità di iscriversi al primo turno.

La polemica in tal senso appare dunque davvero strumentale.

Il botta e risposta della vigilia

16.30: Bersani risponde a Renzi:

«Anche un pranzo».

Ma non oggi, perché sono tutti in "turnée". E' evidente che ci sia anche la preoccupazione da parte del segretario del Pd, che pure minimizza, perché c'è oggettivamente il rischio che domani si parli più delle persone respinte ai seggi che del risultato del ballottaggio.

1 dicembre 2012: Matteo Renzi, dopo aver polemizzato per tutta la settimana con tutti a proposito delle regole delle primarie, oggi prova a stemperare i toni attraverso Twitter, invitando il suo avversario a prendersi un caffé insieme (durante il dibattito tv si era parlato di una birra).


Nessuna risposta pubblica, per il momento, da parte di Pier Luigi bersani.

Fine della pax. Arriva Fiorello

La pax-primarie è finita mezz'ora dopo il confronto tv su Rai1. Renzi insiste sulla questione delle votazioni, Bersani insiste sul fatto che non si cambiano le regole in corso, ed in poco tempo il bel clima della bella politica ostentato da entrambi i candidati si sfascia drammaticamente.

Dopo che i garanti hanno richiamato ufficialmente Renzi per aver invitato, con annunci a pagamento, gli elettori che non hanno votato al primo tuno ad andare comunque a votare al secondo, il sindaco di Firenze ha fatto ricorso, ha denunciato il rischio brogli e chiesto formalmente che tutti possano votare il 2 dicembre. Tutti coloro che si sono iscritti a www.domenicavoto.com (128.733 cittadini) sono stati invitati a presentarsi comunque ai seggi, anche senza la risposta affermativa dell'ufficio elettorale.

Nella bagarre interviene anche Fiorello, che ritorna con la sua edicola, ovviamente dalla parte di Renzi secondo la retorica che abbiamo imparato a memoria: il nuovo che avanza, i vecchi gli si scagliano contro eccetera eccetera.

Retorica politica da bar. O meglio, da edicola. Che però funziona, evidentemente.

Chi ha vinto il confronto tv?

Rassegna stampa: per i quotidiani di destra, ha stravinto il sindaco di Firenze. Per gli altri il risultato è più orientato verso il pareggio.

Confronto Tv Bersani Renzi: rassegna stampa

Confronto Tv Bersani Renzi - La Stampa
Confronto Tv Bersani Renzi - Libero
Confronto Tv Bersani Renzi - Messaggero

In effetti, come dicevamo, Renzi ha comunicato meglio da un punto di vista strettamente televisivo, ma Bersani ha ribadito con convinzione i propri contenuti.

Confronto Tv Bersani Renzi: foto

Confronto Tv Bersani Renzi
Confronto Tv Bersani Renzi
Confronto Tv Bersani Renzi

Il sostanziale pareggio deriva proprio dal fatto che nessuno dei due avrà, in alcun modo, smosso l'elettorato.

Primarie: il dibattito in tv

Maniche di camicia e cravatta nera per il sindaco di Firenze. Giacca e cravatta rossa-feticcio per il segretario del Pd. E' così che i due contendenti al ballottaggio nelle primarie del centrosinistra si presentano nello studio di Rai1. Che non è quello di SKY e infatti ci sono applausi su applausi, e c'è persino la pubblicità. Ma chi ha vinto? Bersani o Renzi?

La verità è che nessuno dei due avrà mai convinto gli elettori degli altri. Bersani ha utilizzato la sua linea di comunicazione tradizionale: tono rassicurante, metafore, risatine, atteggiamento paternalista nei confronti del giovane avversario. Più lucido sulla politica estera, segna un punto a favore sulle pensioni, dicendo di voler rivedere la riforma Fornero. Difende le leggi sul lavoro e vuole rimettersi dal punto di vista dei cittadini che hanno più problemi.

Renzi è stato più "aggressivo" e sloganistico, più "giovane" nel modo di comunicare, con frequenti riferimenti al web, per esempio. Il punticino lo porta a casa con la chiusura a Casini e il no alle alleanze verso il centro, sulle quali punzecchia più volte Bersani. Attacca il centrosinistra sui suoi errori, e questo piacerà a molti, la butta sull'indignazione di pancia e sui temi che fanno presa (costi della politica, anticasta e via dicendo), ma complessivamente paga un po' la mancanza di una visione globale e resta prigioniero della sua rottamazione ad ogni costo (seppur garbata ed edulcorata per la tv di Rai1).

Insomma: chi ha vinto? Nessuno, perché nessuno è riuscito ad attingere al bacino elettorale dell'altro. E' facile pensare, dunque, che questo dibattito televisivo, questo confronto, non sposterà di molto i voti in favore dell'uno o dell'altro.

Pierluigi Bersani e Matteo Renzi: primarie pd e centrosinistra

Bersani racconta un aneddoto e promette che guarderà l'Italia dal punto di vista di chi ha più problemi. Ed elenca la sua linea di cambiamento: «Rinnovamento delle persone, esigenza di cambiare un meccanismo che abbiamo alle spalle, personalistico, dell'uomo solo al comando, della comunicazione esagerata. Questo è il passato. Il nuovo è governare riuscendo a mettersi all'altezza degli occhi dei cittadini e della loro vita comune». «Poi vediamo i contenuti, ma lasciamoci alle spalle una stagione fallimentare, con equità e solidarietà».

Renzi fa un appello perché i cittadini vadano a votare al ballottaggio delle primarie.
Poi parla della politica come elemento per scaldare i cuori, per pensare al futuro dei bambini.
«Il Pd non può essere la riedizione di vecchie storie (DC o PCI 2.0), non può continuare a mettere le stesse persone cambiando simbolo».
«Ci sono due modi per il cambiamento: uno quello di dire stiamo a vedere, stiamo in panchina. L'altro è metterci la faccia In tanti della notra generazione hanno paura a metterci la faccia».

23.00: tre minuti per l'appello finale.

E il domani?

Renzi: torna a parlare della metafora calcistica e del fatto che se vince Bersani lui sarà a dargli una mano senza chiedere niente.

Bersani: «Chi perde pro tempore continuerà a fare il suo mestiere. E' stata una bella vicenda, ci farà uscire più forti e consapevoli che tocca a noi davvero dare una mano a questo paese».

A chi chiedere scusa

Bersani si scusa con moglie e figlie per il tempo che ha rubato loro.
Poi il mio bravissimo parroco, perché feci lo sciopero dei chierichetti.

Renzi si scusa con il fratello. Ha 29 anni, è laureato con 110 e lode in medicina quando io diventavo sindaco a Firenze. E ha deciso di andarsene dall'Italia perché se avesse fatto il medico a Firenze sarebbe stato il fratello del sindaco.

Cosa unisce e cosa divide Renzi e Bersani

Renzi: ci unisce l'idea che la politica sia una cosa bella. Ci divide un'idea di futuro. Ho grande rispetto di Bersani. Secondo me non possiamo andare nel futuro con le stesse persone che accompagnano Bersani che in questi giorni non hanno scritto una pagina di futuro.

Bersani: ci unisce la passione politica. Ci divide un'idea: per me la ruota va fatta girare ma non c'è bisogno per questo di prendere a calci l'esperienza.

Immigrazione

Bersani: «Bisogna che i migranti non diventino clandestini. Poi arriverà il momento in cui ci vergogneremo dei morti nel mediterraneo».
Renzi è d'accordo, poi critica la Bossi-Fini. E stoccata a Bersani: «Spero che nel pacchetto Casini non ci sia anche Fini».

Cosa dire la prima volta a Obama

Renzi: se crede nell'Europa come partner vera (e l'Italia deve tornare a fare l'Italia e non farsi dare i compiti dalla Germania).
Bersani: «Le porto i saluti e la stima dell'Italia, che è un paese europeista e amico degli Stati Uniti. Dopodiché vorrei parlarle di un paio di cosucce: Afghanistan ed F35».

Renzi chiede il diritto di replica: «L'Afghanistan ha già la road map e sugli F35 il problema riguarda noi». «Non facciamo demagogia»

Femminicidio

Bersani: «Ho firmato un progetto di legge che ridefinisce il sistma delle pene, metodi educativi, informazione, sistemi di tutela»
Renzi: «D'accordo. Iniziamo però a chiedere a voi della tv di chiamare le cose con il loro nome. Non sono "omicidi passionali", la passione non c'entra niente».

Diritti omosessuali

Renzi: civil partnership
Bersani: unioni civili secondo la legge tedesca. Che Casini sia d'accordo o meno, così ci capiamo. Legge contro l'omofobia

Le prime tre cose che farete

Bersani: ius solis; norma anticorruzione; lavoro e piccola impresa. E poi lascerei qualche sorpresa: governare vuol dire anche sorprendere.
Renzi: lavoro come riforma delle regole (2164 articoli da far diventare 59-60 traducibili in inglese); abolire il potere dei burocrati; innovazione per il digitale

Quanti ministri?

Bersani: 20, metà uomini e metà donne con rinnovamento generazionale
Renzi: 10, 5 uomini e 5 donne

Quali alleanze?

Renzi: il programma che vince è quel che esce dalle primarie.
Bersani: Governo da Sel a socialisti a movimenti civici. In presenza di accordo programmatico, eventuali forze moderate di centro.

22.43: Domande brevi. 30" a risposta. La prima è sulle alleanze.

Bersani aveva già parlato del tema. Invita il Nord a cessare con gli stereotipi, parla ella cultura della legalità, della necessità della legge sul falso in bilancio, ribadisce concetti già espressi.

Renzi: Più mezzi alle forze dell'ordine. La scommessa è la scommessa educativa, generazionale e culturale.

22.38: mafia e legalità

Bersani chiede il diritto di replica: «Attenzione a non usare gli argomenti dell'avversario. Eravamo 12 partiti. Non c'era il Pd. Adesso c'è il Pd, che è il primo partito di questo paese. Noi garantiamo all'Europa e al mondo che siamo in condizione di governare».

Renzi: «Il problema non è soltanto l'agenda Monti. Quando abbiamo fatto la grande alleanza, la sinistra radicale – fra cui anche Nichi Vendola – ha votato contro Prodi e ci siamo trovati l'inciucio con D'Alema». «Siamo sicuri che le varie anime riesci a tenerle tutte insieme?»

Bersani: «Se non vogliam Casini, non vogliamo Vendola, non vogliam nessuno, l'ultima volta che abbiam fatto così ha vinto Berlusconi». «SEL è una forza europeista». «Dobbiamo andare oltre l'esperienza Monti. Senza negare rigore e credibilità, ma cercando di metterci un po' di equità e un po' di lavoro».

22.26: seconda domanda dei renziani: «Come si può essere credibili in Europa se abbiamo contrarietà contro l'azienda Monti?»

Bersani: «Liberalizzare è di sinistra».

Renzi: «Andare a verificare dove si riesce a far risparmiare il cittadino».

22.20: dal comitato bersaniano arriva la domanda sulle liberalizzazioni.

Renzi ringrazia i suoi (e quelli di Bersani) e vuole, come legge elettorale, la legge dei sindaci. «Spero che il parlamento non faccia una legge peggiore». Poi ribadisce il suo no a Casini: «Le ipotesi di ulteriori alleanze oggi profumano di inciuci».

Confronto Tv Bersani Renzi diretta

Bersani: legge elettorale: sistema parlamentare, doppio turno di collegi, che garantisce partecipazione e stabilità. «Le alleanze si decidono al secondo turno». «Per quel che ci riguarda, organizziamo il campo dei progressisti, abbiamo stretto un patto con due partiti, Sel e Socialisti, liste civiche, indipendenti. Ritengo che questa area dei progressisti debba rivolgersi in modo aperto ad aree di centro che rifiutino revival berlusconisti». «Ci presentiamo aperti, se c'è una disponibilità programmatica».

22.16: domanda dal comitato Renzi sulla legge elettorale: «Qual è la proposta che ritiene migliore per la governabilità, e riferimenti a alleanze con Casini e Di Pietro».

Renzi demolisce la riforma Berlinguer: «Di sinistra aveva solo il nome». «Portare il merito nella scuola è cosa di sinistra». «La scuola è stata considerata a parole come una priorità, ma vista in vent'anni come l'ultima ruota del carro».

Bersani: «La prossima legislatura deve essere quasi costituente, dal punto di vista dell'istruzione». Rivalutare gli insegnanti. «Uno che vuol studiare e non può studiare riceve una ferita alla propria dignità umana».

22.10: tema scuola.

22.08: Bersani: «Bisogna che tu approfondisca un po' su questo tema. Dobbiamo immaginare un sistema di uscita flessibile, in un range anche ampio, dopodiché chi va prima prende meno, chi va dopo prende di più e se c'è qualche esodato l'azienda gli darà qualcosa per i primi due anni. Matteo, stiamo parlando di cose che costeranno miliardi». Ma la «riforma delle pensioni non è chiusa. Bisogna risolvere il problema degli esodati e dare più flessibilità in uscita».

22.07: Renzi afferma che non si tornerà indietro, sulla riforma pensionistica, anche se ci sono delle cose da sistemare. Errore abolire lo scalone (per far contenta la sinistra radicale). «Una comunità significativa non lascia soli gli anziani, anzi, i fondi sociali dovranno essere implementati. Ma non si può dire che sulle pensioni abbiamo scherzato»

22.04: parere sulla riforma delle pensioni Fornero.

Renzi: «Non abbiamo fatto la legge sul conflitto di interessi. E non l'abbiamo fatta quando siamo stati al governo noi. E' la dimostrazione del fatto che abbiamo fallito». «Si deve fare entro i primi 100 giorni di governo, e in Italia ha un nome. E' quello dell'ex Presidente del Consiglio».

Bersani: «Non fare una seria antitrust nel settore delle telecomunicazioni è stato un limite. E poi ci vuole una legge sull'incompatibilità». E che si garantisca la concorrenza. In Inghilterra non è che c'è la legge sul conflitto di interessi, è che non ci si mette le dita nel naso. E' una questione di civiltà.

22.00: domanda dal web sul conflitto di interessi.

Renzi replica con battuta: «Passare da Pericle a Fiorito...» E poi ribadisce che c'è stato un referendum in merito.

Bersani cita Pericle. E dice: «Non mi rassegno all'idea che solo i ricchi possano far politica»

21.54: pubblicità. Bersani userà dopo il diritto di replica.

Diritto di replica di Renzi: «Non basta dimezzare. Bisogna abolirlo. E poi tutte le spese della politica disponibili al cittadino online».

Bersani dice di aver voluto dimezzare il finanziamento pubblico ai partiti: «Sono per rafforzare le norme anticorruzione». «Bisogna studiare un tetto ai cumuli, alle pensioni eccetera». «Credo che sia ora di superare delle sperequazioni. Io sono per partire dalla politica per arrivare al fatto che non sia ammissibile che un grande manager prenda una buona uscita da 20 milioni di euro, magari lasciando la sua azienda nei guai. A partire dalla politica, si può operare per evitare le sperequazioni».

Renzi «Sono contro il finanziamento pubblico ai partiti. E contro i vitalizi». «Ci vuole più legalità in politica, per troppo tempo si è consentito di tutto, anche su questo la politica deve cambiare. Sono per il dimezzamento del numero dei Parlamentari».

21.47: si passa alle domande dal web. La prima, manco a dirlo, riguarda i costi della politica.

Renzi

Replicano entrambi. Bersani dice che le cose si sono fatte. Renzi vorrebbe discutere di grandi opere, ma finisce presto il suo tempo. I due si promettono una birra («Per i fatti nostri», dice Renzi)

Renzi polemizza, citando l'esempio dell'Ilva e delle cose fatte male o non fatte. «La politica industriale, in questi ultimi vent'anni, non c'è stata. Abbiamo fatto qualcosa più degli altri. Ma l'Italia deve diventare il paese capace di produrre bellezza anche nella manifattura e nell'industria. Su questi temi abbiamo qualcosa da farci perdonare».

Bersani: un percorso che porti il sapere italiano verso i temi ambientali, l'efficienza energetica, l'agenda digitale. Fare uno sforzo di riqualificazione.

21.42: Politica industriale

Bersani

Bersani: la destra ha fatto un disastro culturale, contrapponendo il sud al nord. Quel che serve all'Italia è di per sé meridionalista. Le riforme che si possono fare sono utili al Sud. Fare riforme per il cittadino: «Dove sta bene un cittadino, sta bene anche un'impresa. E quanto alle imprese, basta soldi prima. Se mai soldi dopo, quando le cose le hai fatte». «La mafia c'è dappertutto, ed è un dramma. Nella crisi è un pesce nell'acqua. E' la più grande industria del paese».

Renzi: non c'è un problema-sud. C'è un problema Italia, che usa poco i fondi europei, che ha una mentalità di un certo tipo. Renzi chiede di tornare al merito, visto che da noi c'è il tema del «conoscere qualcuno, anziché conoscere qualcosa. Non ho preso molti voti al Sud, ed è un mio problema. Ma son contento di perdere se non riesco a convincere il Sud che c'è bisogno della scossa».

21.37: la questione meridionale.

Renzi: «non sono d'accordo. Il nodo chiave è l'Iran. Sono d'accordo con i due popoli due stati. Ma questa storia della primavera araba a me fa piangere il cuore. Io vedevo i ragazzi, i blogger che gridavano alla libertà. Oggi quel sogno è svanito». E chiede che l'Europa faccia valere i diritti delle donne nel Mediterraneo.

Bersani: il punto di fondo resta il problema israelo-palestinese. Ci sono due popoli, uno insicuro, l'altro umiliato, che non riescono a parlarsi. Se non succede qualcosa di positivo su questo punto, credo che niente possa risolversi. L'Europa e l'Italia devono puntare a una soluzione incoraggiando le soluzioni moderate. Votare sì alla Palestina come osservatore ONU.

21.30: la primavera araba e la questione palestinese.

Bersani: Far pagare di più alla finanza. Rilanciamo il tema degli Stati Uniti d'Europa. Se qualcuno pensa che questa sia un'utopia, bisogna che si sappia che l'alternativa è un disastro. Ma non è questione di vertici che funzionano o meno, si è sedimentata nell'opinione pubblica europea che il più forte si deve salvare da solo. Nel Nord Europa si è cominciato a pensare che magari qua in Italia siamo a suonare i mandolini mentre gli altri lavorano. Questi equivoci vanno dipanati.

Europa - Renzi: sogno gli stati uniti d'Europa. Elezione diretta del Presidente dell'Unione Europea. Una Banca Centrale vera. Un'Europa capace di dire qualcosa sulla politica estera (cita la Siria, le bombe a grappolo e l'Europa che sta zitta). Gli danno il premio Nobel per la pace e si mettono a litigare su chi deve andare a riprenderlo. Non è mica un problema personale: qui c'è in ballo l'Italia. Dobbiamo sentire su di noi l'eredità di Spinelli, Gobetti, De Gasperi.
Immorale spendere i soldi dei figli e dei nipoti.

Diritto di replica di Renzi: «Non ho mai detto che l'abbiamo inventata noi, ma il nostro governo con te e Visco ha dato poteri ad Equitalia. Tu sei stato al governo 2547 giorni in questi anni. Dobbiamo dire agli italiani quello che non abbiamo fatto»

Diritto di replica di Bersani: «Equitalia non l'abbiamo inventata noi». Questa storia della Svizzera, è un condono.

Renzi: Avevo i calzoni corti quando mi parlavano di evasione fiscale e continuo a leggere che dobbiamo lottare contro l'evasione fiscale. Ci sono responsabilità anche nel centrosinistra (mai come nel centrodestra). Bisogna avere il coraggio di dire che gli strumenti che abbiamo pensato non sono all'altezza. Cita Equitalia che mette le ganasce ai laboratori degli artigiani, cita la necessità dell'accordo con la Svizzera.

Bersani: tasso di infedeltà fiscale superiore a quello degli altri paese. E' per umanità che a chi non paga le tasse si manda l'ambulanza, perché non ne avrebbe diritto. «Con santa pazienza, ci adeguiamo a poco a poco a non usare il contante. Secondo: bisogna avere la tracciabilità di tutto. Le agenzie del fisco devono essere più amichevoli verso chi le tasse le paga».
Poi, guerra ai paradisi fiscali.

21.20: Seconda domanda, «si possono abbassare le tasse?»

Renzi spiega di voler dare 100 euro netti al mese a tutti coloro che guadagnano meno di 2mila euro netti al mese. E di voler partire dai comuni. Lo stato centrale deve avere la forza di tagliare dove non ha mai tagliato. Esempio: aumentate le tasse ai cittadini, diminuite a chi fa gioco d'azzardo. Guardare con più attenzione al merito per il domani.

Bersani
ricorda che 5 anni sono passati in crisi assoluta. Rimettere in moto il lavoro, far girare crediti alla piccola impresa, investimenti dei Comuni. Ma il percorso sarà lungo perché non se ne esce rapidissimamente.

Confronto Tv Bersani Renzi

Prima domanda: comincia Renzi. Si parte dalle difficoltà che attraversa il Paese. Molti italiani useranno la loro tredicesima per pagare le tasse, l'Ocse ha detto che c'è stato il peggior calo dei consumi dalla fine della seconda guerra mondiale. Matteo Renzi, da dove parte?

21.13: si comincia.

16.54: ecco le regole del confronto televisivo di questa sera. Si comincia alle 21.10 (su Rai1). La durata del dibattito è fissata in un'ora e 45 minuti.

Ci saranno due break pubblicitari.

Ai candidati verrà posta una serie di domande: avranno 2' a testa per rispondere e 20" per ribattere a dieci domande "flash".

Ciascuno dei candidati può utilizzare 5 volte il diritto di replica, a propria discrezione.

A ciascuno sarà poi concesso un appello finale.

Il formato televisivo sarà simile a quello messo in scena da SKY: Monica Maggioni seduta, Bersani e Renzi in piedi.

Ci saranno anche le domande del pubblico (una dal comitato di Bersani per Renzi e viceversa).

15.00: sono ore frenetiche, quelle che separano Pier Luigi Bersani e Matteo Renzi dal confronto di questa sera su Rai1, che, ovviamente, seguiremo live qui su Polisblog.

Sono ore frenetiche perché nel frattempo Mario Monti ha lanciato l'allarme (o l'assalto?) alla sanità pubblica. Perché all'Ilva tutto precipita nella tragedia climatica, dopo quella ambientale. Perché c'è un Paese ferito che forse non sa nemmeno più di esserlo. Perché Berlusconi non si sa bene cosa farà.

E in tutto questo, Renzi e Bersani si devono sfidare in tv (stasera su Rai1 e per tutta la settimana), prima che i votanti che hanno determinato il primo esito delle primarie tornino al voto il 2 dicembre.

Il ballottaggio: chi può votare?

Primarie Pd Ballottaggio

Primarie Pd Centrosinistra - Risultati
Primarie Pd Centrosinistra - Risultati - Valle d'Aosta
Primarie Pd Centrosinistra - Risultati - Lombardia
Primarie Pd Centrosinistra - Risultati - Trentino Alto Adige
Primarie Pd Centrosinistra - Risultati -Veneto

8.50: ci risiamo. Una delle tematiche più "calde" a quattro giorni dal voto è di nuovo "come si vota" e "chi può votare". Per il come si vota, la questione è esattamente come la scorsa settimana: con documento, tessera elettorale e certificato di iscrizione al centrosinistra (quello rilasciato al primo turno) si accede al seggio e si esprime la propria preferenza fra i due candidati.

Chi può votare? In teoria, solamente coloro che hanno votato al primo turno, salvo eccezioni. Ed è proprio su questo tema che si sta consumando lo scontro fra i renziani e i bersaniani. I primi vorrebbero portare altre persone al voto. I secondi dicono che non si cambiano le regole in corsa.

L'unica eccezione ammissibile per il voto al ballottaggio senza aver partecipato al primo turno, da regolamento, sarebbe quella di dichiarare di aver avuto impedimenti indipendenti dalla propria volontà alla partecipazione al voto di domenica 25 novembre. Ecco il regolamento nel dettaglio.

«Si vota domenica 2 dicembre 2012 dalle 8 alle 20 negli stessi seggi in cui si è votato il 25 novembre 2012. Sono ammessi al voto gli elettori in possesso del certificato di voto rilasciato per il primo turno completo del cedolino relativo alla giornata del 2 dicembre 2012. Possono altresì partecipare al voto coloro che dichiarino di essersi trovati, per cause indipendenti dalla loro volontà, nell'impossibilità di registrarsi all'albo degli elettori entro la data del 25 novembre, e che, in due giorni compresi tra il 27/11 e il 01/12, stabiliti con delibera dal coordinamento nazionale, sottoscrivano l'appello pubblico in sostegno della coalizione di centro sinistra "Italia Bene Comune" e quindi si iscrivano all'Albo degli elettori.

Spetta al Coordinamento provinciale valutare la consistenza o meno delle cause, indipendenti dalla volontà dell'elettore, che ne hanno impedito l'iscrizione all'Albo degli elettori entro il 25 novembre, ovvero la preiscrizione on-line. Il Coordinamento provinciale, con voto unanime, decide se ammettere o meno la registrazione all'Albo degli elettori».



27 novembre 2012

: in attesa del confronto in tv e con Matteo Renzi ospite a Porta a Porta, continua lo scontro a distanza fra i due candidati.

Il Comitato per Renzi chiede maggior partecipazione e vorrebbe cambiare le modalità di iscrizione (si può comunque votare al ballottaggio se non si è votato al primo turno, ma bisogna dichiarare di aver avuto un impedimento). Bersani dice: «Bene le primarie aperte, ma non siano un porto di mare».

Nel frattempo, Nichi Vendola fa endorsement non a favore di Bersani, ma sfavore di Renzi.

E un dato è evidente: le primarie, al Pd, stanno facendo bene. Nei sondaggi di Mentana, il Partito democratico sfonda il 30%.

Bersani e Renzi a Che tempo che fa del 28 novembre

21.30: quando tocca a Pierluigi Bersani, i modi diversi di comunicare si propongono in tutta la loro evidenza. Il segretario del Pd ricorda di aver voluto lui le primarie, di aver voluto il ballottaggio, che ora di fatto permette ancora a Renzi di giocarsela, critica la retorica renziana:

«Non mi piace quando dice che lui è l'innovatore e io l'usato sicuro. Sicuro è parola che mi piace, anche usato non la butto via, purché si riconoscano le riforme che ho fatto. Io dove sono stato ho sempre cambiato. Governare è cambiare, tutti i giorni. Credo di sapere come fare, quindi sono sicuro. Vorre dimostrare a Renzi che si può cambiare con i fatti, non a parole».

21.15 da Fazio, inizia Matteo Renzi, che si è detto contento dell'esperienza-primarie:

«Ho fatto 2 ore e 20 di fila, ma da ieri il centrosinistra e il Pd non appartiene più ai dirigenti, D'Alema, Bindi. Sono della gente. Avrei voglia di cercare quelli che dicevano che avrebbero rovinato il centrosinistra. E domenica sarà un referendum su due diverse idee di futuro»

Il sindaco di Firenze ha poi ribadito che il "noi-loro" riguarda il fatto che, secondo lui, il "noi-loro" significa che ci sono due modalità diverse di gestire la stessa squadra. Lo ha spiegato, con metafora calcistica, anche su Twitter.


E poi, altri discorsi sulla necessità di provare a prendere voti che sono stati di Vendola, sul desiderio di farcela e sul futuro:

«E' probabile che vinca Bersani? Probabilmente sì, se vince il giorno dopo gli dò una mano e non gli chiedo niente in cambio. Noi e loro vuol dire che noi siamo per l'abolizione del finanziamento ai partiti, per l'innovazione tecnologica, che non sia considerata un di più in una politica industriale, siamo contro gli inciuci con Casini. In questa distinzione, però, c'è rispetto»

ore 21.00: il ballottaggio fra Bersani e Renzi inizia stasera a Che tempo che fa, nel salotto televisivo di Fabio Fazio.

26 novembre 2012: a ballottaggio ormai certo, ecco che sul sito della coalizione appaiono i risultati definitivi.

Il dato più significativo? L'affluenza effettiva. 3.110.210. Ben lontani dai 4 di cui si parlava nel corso della giornata di domenica. A titolo di confronto, gli elettori delle primarie del Pd nel 2009 erano stati 3.102.709 (dato praticamente analogo a quello delle primarie di oggi) e nel 2007 3.554.169. Nel 2005 l'affluenza alle primarie dell'Unione fu di 4.311.149 elettori. Numeri che fanno riflettere, nella loro parabola discendente, e che raccontano una storia di disaffezione del cosiddetto "popolo della sinistra" per la coalizione.

Ecco i dati definitivi (ma ancora "ufficiosi", come riporta il sito della coalizione) candidato per candidato.


    Pier Luigi Bersani ha ricevuto 1.395.096 voti validi, pari al 44,9% del totale
    Matteo Renzi 1.104.958, 35,5%
    Nichi Vendola 485.689, 15,6%
    Laura Puppato 80.628, 2,6%
    Bruno Tabacci 43,840, 1,4%

Primarie del centrosinistra: chi sono i veri supereroi?

    26 novembre 2012, 0.55: le primarie del Pd non sono finite. Questo è il risultato che emerge dalle urne. Pierluigi Bersani e Matteo Renzi sono al ballottaggio. 8 punti percentuali (circa, lo spoglio non è ancora finito) separano i due contendenti. Ecco i risultati parziali.


    3.989 sezioni su 9.232

    Pierluigi Bersani 44,3%
    Matteo Renzi 36,3%
    Nichi Vendola 15,1%
    Laura Puppato 2,9%
    Bruno Tabacci 1,2%

IL RESOCONTO DELLA GIORNATA DELLE PRIMARIE

Confronto Tv Bersani Renzi - La Stampa

Confronto Tv Bersani Renzi - Corriere della Sera
Confronto Tv Bersani Renzi - Il Sole 24 ore
Confronto Tv Bersani Renzi
Confronto Tv Bersani Renzi - L\'Unità
Confronto Tv Bersani Renzi - Il Giornale
Confronto Tv Bersani Renzi - Il Fatto Quotidiano
Confronto Tv Bersani Renzi - la Repubblica
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