USA 2016: i primi sondaggi sui candidati alle primarie

Data per scontata la partecipazione di Hillary Clinton, nel campo repubblicano la situazione è molto più complessa.

La marcia di avvicinamento a USA 2016 è appena cominciata, ma è curioso come a oltre un anno dall'inizio delle primarie ci sia una cosa che viene già data da tutti per scontata: la partecipazione e la vittoria di Hillary Clinton alle primarie democratiche. Tutti i sondaggi preliminari, infatti, prendono in considerazione la sola Clinton contro un parterre di possibili avversari repubblicani. Facile premonizione? Probabilmente sì, visto anche il modo aggressivo in cui l'ex first lady ha iniziato a mettersi in mostra, attaccando Obama sulla Siria.

Eppure qualche rivale nella corsa alla nomination presidenziale da parte dei democratici potrebbe esserci, e andare sotto il nome di Elizabeth Warren, già soprannominata l'anti Hillary. Candidata di sinistra-sinistra, questo potrebbe essere il suo punto di forza nelle primarie, ma renderla poi più debole nelle elezioni vere e proprie. Resta il fatto che ancora oggi il suo è l'unico nome in grado di dare un minimo pensiero a Hillary Clinton.

Gli ultimi sondaggi di Fox News sulle primarie democratiche danno infatti Hillary Clinton vincente con il 64% delle preferenze. Seguita da Joe Biden al 12% e appunto da Elizabeth Warren al 9%. Ora, la scelta di Joe Biden (nonostante la tentata staffetta del vicepresidente sia un classico) sembra poco credibile: un 74enne bianco (ma cattolico, come Kennedy) candidato alla presidenza? Sarebbe un passo indietro clamoroso rispetto al giovane e nero (in verità, mulatto) Barack Obama. Compare nel sondaggio anche Andrew Cuomo, italoamericano figlio di Mario Cuomo accreditato per il momento del 5%. Ma a meno di sconquassi la strada sembra già segnata.

Molto diversa la situazione per quanto riguarda i repubblicani, i candidati potenziali sono davvero numerosi: Jeb Bush, Chris Christie, Ted Cruz, Bobby Jindal, Rand Paul, Rick Perry, Marco Rubio, Paul Ryan. In larga parte si tratta dei soliti wasp (white anglosaxon protestant) che rischiano di far perdere terreno ai repubblicani (vista l'avanzata impetuosa delle minoranze), ma con qualche eccezione: il cubano Marco Rubio, l'indiano Bobby Jindal, di origini cubane anche Ted Cruz. Tutti i candidati (con l'eccezione di Jindal, che arriva solo al 4%) sono dati tra il 9 e il 12%. Il che significa che ancora non c'è nessuna chiara indicazioni su quale sarà la gara tra i repubblicani.

A livello nazionale le cose risentono di tutto ciò, dando un grosso vantaggio a Hillary Clinton, che sta infatti già iniziando a darsi un profilo presidenziale, a costruire la sua immagine con un vantaggio temporale enorme. Cosa che potrebbe ridurre lo svantaggio di essere un candidato democratico che fa seguito a due mandati di presidenza democratica (negli Usa la legge dell'alternanza funziona abbastanza bene). Ed ecco che i sondaggi a livello nazionale la vedono vincente contro ogni altro candidato, raggiungendo sempre distacchi di almeno dieci punti percentuali. L'unico che sembrerebbe metterla un po' in difficoltà è Jeb Bush, fratello minore di W. e serio candidato alle presidenziali per i repubblicani.

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