Sanzioni export: Putin stringe accordi con l'Egitto. Ue e Usa in difficoltà

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Vladimir Putin non ha intenzione di tornare indietro sulla sua decisione di bloccare l'importazione dei prodotti agricoli europei e americani. A tale riguardo, proprio in queste ore, si è impegnato a rafforzare gli scambi agroalimentari con l'Egitto.

Ieri il presidente russo ha incontrato il suo omologo egiziano, Abdel Fattah al Sisi, a Sochi. I due si sono detti disponibili alla creazione di un'area di libero scambio. La Russia, tanto per incominciare, fornirà all'Egitto 5 milioni di tonnellate di grano. A sua volta Mosca aumenterà del 30% le importazioni di prodotti agricoli egiziani. Delegazioni delle autorithy agroalimentari russe si recheranno presto a Il Cairo per perfezionare gli accordi e dare avvio in tempi brevi all'implementazione dell'export del paese nord africano.

Così dopo il rafforzamento dei rapporti commerciali con i paesi latinoamericani, in particolare il Brasile, il Cremlino continua ad ampliare la sua rete di alleanze in chiave anti-occidentale. Tale strategia è il frutto di una vera e propria ritorsione, decisa in seguito alla scelta di Usa e Ue di imporre un nuovo pacchetto di sanzioni alla Russia in risposta al suo atteggiamento sulla crisi ucraina.

A poco sono serviti i moniti della Casa Bianca, che ha parlato di effetti nefasti sull'economia russa in rapporto al blocco dell'export occidentale: Putin tira dritto per la sua strada. E vista la grande disponibilità a nuove alleanze che sta raccogliendo in giro per il mondo, dall'America del Sud all'Africa fino all'Asia, pare proprio che di grandi problemi non dovrebbe averne. Tuttavia, ricordiamo che se Mosca rilevasse un aumento significativo di inflazione tra un anno, farebbe sempre in tempo a tornare indietro. Dunque, il coltello dalla parte del manico in questo momento sembra avercelo Mosca e non Washington.

L'Unione Europea, per parte sua, si è limitata a qualche timida protesta, ma niente di più. Da alcune indiscrezioni, pare che il Commissario Europeo per il Commercio, Karel De Gucht, si sia lamentato con i governi di Brasilia e Buenos Aires per aver entusiasticamente indirizzato i loro imprenditori verso il mercato russo, minacciando un rinvio della ratifica degli accordi tra Ue e Mercosur (Mercato comune dell'America meridionale). Per il momento, però, i paesi sudamericani non hanno dato molto credito alle pressioni europee.

La verità è che, alla luce della situazione attuale, il danno più grande potrebbero riceverlo i paesi europei, Italia compresa. La nostra Coldiretti ha già lanciato un allarme, ricordando che lo scorso anno l'esportazione agroalimentare italiana in Russia ha toccato la cifra di 706 milioni di euro.

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