Le pagelle del giovedì

Roberto Maroni: bocciato. Voto – 9. Il ministro dell’Interno Maroni ha sempre ripetuto che le sue politiche in materia di immigrazione sono “del tutto conformi alle direttive Ue”. None. In audizione davanti al Comitato Schengen, Maroni è stato costretto ad ammettere gli “errori” contenuti nel pacchetto sicurezza del governo: è “eccessivo” l’allontanamento dei cittadini comunitari senza casa e reddito e per chi è senza permesso di soggiorno scatterà una sanzione pecuniaria e non il carcere. Il governo è costretto al dietrofront. I primi nodi vengono al pettine?

Umberto Bossi: (stra)bocciato. Voto – 9. Appena parlano di qualcosa fuori del federalismo, quelli della Lega combinano guai. La mozione del partito di Bossi sulle “classi ponte” o “classi separate” per gli immigrati votata alla Camera ha sollevato sconcerto e indignazione. Hanno protestato persino la Mussolini e il sindaco di Roma Alemanno, che chiede una “pausa di riflessione”. Per la Chiesa “è una dimostrazione di intolleranza, un atto di inciviltà”. Soprattutto la dimostrazione che si può scadere nell’assurdo e nel ridicolo. Umberto, se ci sei batti un colpo!

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