Clinton "costretta" a scusarsi con Obama dopo le polemiche sulla Siria

Obama Holds Cabinet Meeting
Hillary Clinton ha chiesto scusa a Barack Obama, dopo aver attaccato pesantemente le sue scelte di politica estera. In sostanza, in un'intervista al The Atlantic, l'ex Segretario di Stato aveva definito inefficace il comportamento della Casa Bianca in Siria. Non sono, poi, mancate anche critiche a Washington sugli accordi per il nucleare con l' Iran e sull'atteggiamento troppo condiscendente tenuto con i palestinesi. Tutto ciò, come è naturale, non poteva non sollevare un grande polverone mediatico, accompagnato da strascichi polemici. "Hillary dice fesserie" avrebbe replicato piccato il presidente.

Ora la ex first lady ha deciso di fare marcia indietro. Gli Usa sono impegnati a sbrogliare la difficile matassa iraquena e un atteggiamento troppo critico nei confronti dell'amministrazione in carica potrebbe trasformarsi in boomerang. Accuse così dure, in questo momento, possono essere controproducenti: molti media stavano già tacciando Clinton di slealtà nei confronti del suo ex rivale alle primarie del 2008.

Così dopo la telefonata di scuse, lo staff della favorita alle presidenziali del 2016 ha diramato un comunicato tramite il Politico, dal quale si legge: "Clinton è stata orgogliosa di servire il paese nella presidenza Obama, di essere partner del presidente nel progetto per far avanzare gli interessi e i valori americani nel mondo che cambia".

Dalla Casa Bianca, in prima battuta, si sono limitati a replicare laconicamente che "la telefonata è stata apprezzata". Successivamente Obama e Clinton si sono visti al party di Martha's Vineyard (cui partecipano i "pezzi grossi" della politica statunitense e di Wall Street). Qui, secondo le indiscrezioni dei media, i due si sarebbero abbracciati e avrebbero chiacchierato amichevolmente. Insomma, l'incidente pare chiuso.

Tuttavia, al di là delle scuse, il messaggio è passato. La probabile prossima inquilina della Casa Bianca, in politica estera, terrà un atteggiamento molto diverso da quello che ha caratterizzato la politica americana dell'ultimo periodo. Clinton ha lasciato chiaramente intendere che l'epoca del disimpegno è finita e che gli Usa sono pronti ad un nuovo protagonismo sullo scacchiere internazionale.

Per la verità, Clinton ha sempre propugnato un comportamento più aggressivo e disinvolto degli Stati Uniti rispetto a quello sostenuto da Obama. Ora, però, è arrivato il momento di esplicitarlo con forza, visto l'approssimarsi delle primarie. Prendere le distanze dal Presidente in carica (in crisi di consensi) è diventata una necessità per la corsa alla presidenza. Stando accorti, ovviamente, a non calcare troppo la mano.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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