Elezioni Regionali Emilia Romagna 2014: i candidati alle primarie Pd

Ecco i nomi dei candidati alle primarie per le elezioni regionali in Emilia Romagna. Dopo il ritiro di Richetti, rimangono in corsa due. Ma spuntano nuovi nomi.

10 settembre - Le indagini per peculato in cui sono stati coinvolti otto consiglieri regionali del Partito Democratico travolgono le primarie per le elezioni regionali in Emilia Romagna. Tra di loro, infatti, ci sono anche il candidato "renziano della prima ora" Matteo Richetti e quello "renziano dell'ultimo momento" Stefano Bonaccini. Va detto che le accuse a loro carico dovrebbero essere di lieve entità: al primo si contesta un uso improprio dell'auto blu, al secondo un uso improprio dei soldi del gruppo consiliare in riferimento a cifre (pare) modeste.

Fatto sta che Richetti ha deciso di ritirarsi, anche se è possibile che la decisione non sia causata (solo) dall'inchiesta, ma dalla richiesta sempre più pressante di lasciare la corsa per non spaccare in due il partito. Non sembra infatti un caso che non si sia ritirato Bonaccini, a questo punto vincitore quasi certo delle primarie Pd, visto che in corsa oltre a lui rimane solo Roberto Balzani, un outsider forte sui temi ambientali.

Una situazione che, in generale, non piace al Partito Democratico: avere un candidato presidente indagato per peculato dopo che l'ex presidente del Pd si è dimesso in seguito a una condanna per falso ideologico non è il massimo della vita. E così spuntano i nomi che potrebbero salvare capra e cavoli: in primis quello di Graziano Delrio. Sottosegretario di Renzi e uomo ombra del premier, nelle ultime settimane sembra aver perso i favori del capo. Lui ha già fatto sapere di non volersi candidare per restare al governo, ma si farà un altro tentativo per convincerlo.

In alternativa, i nomi che circolano sono quelli di Giuliano Poletti (ma è difficile, soprattutto per i suoi trascorsi ai vertici delle Coop, coinvolte nell'inchiesta che ha portato alla condanna di Errani) e addirittura di Romano Prodi. Nome che spunta su Repubblica, che si premura di avvertire che "chi lo conosce dice che non accetterebbe". Non è necessario essere così intimi dell'ex premier per capire che la cosa è fuori dal novero del possibile.

I primi candidati per le Primarie Pd in Emilia Romagna

30 agosto - Si è ormai definito il quadro di quelli che saranno i candidati del Pd alle primarie per le elezioni regionali in Emilia Romagna. Cinque candidati, rimasti quattro dopo la rinuncia del sindaco di Imola Daniele Manca, che avrebbe avuto dalla sua l'appoggio di Bersani, Renzi e dello stesso Errani. Il candidato di punta per le primarie che si svolgeranno il 28 settembre è quindi Stefano Bonaccini, un tempo bersaniano, oggi renziano, e soprattutto segretario regionale del Pd nonché responsabile Enti locali nella direzione nazionale.

A sfidarlo, il renziano da sempre (ormai bisogna distinguere le due categorie) Matteo Richetti. Fino a poco fa membro di spicco del nuovo corso piddino, ultimamente rimasto nelle retrovie per ragioni non del tutto chiare (sembra strano che il tutto sia causato solo dalla sua opposizione all'ingresso del Pd nel Pse). Il suo è il secondo nome forte, che potrebbe attirare i tanti voti dei renziani della prima ora, non così convinti di dare il loro voto a Bonaccini.

Gli altri candidati sono Roberto Balzani, ex sindaco di Forlì forte sui temi ambientali; Patrizio Bianchi, prodiano assessore regionali all'Istruzione ed ex rettore dell'Università di Ferrara, Palma Costi, presidente dell'ultima Assemblea e appoggiata dai sindaci delle zone colpite dal terremoto.

Elezioni Regionali Emilia Romagna 2014: i possibili candidati alle primarie del centrosinistra

Le primarie per le elezioni regionali in Emilia Romagna si terranno il 28 di settembre. Ma al momento questa sembra essere l'unica certezza all'interno del Partito Democratico e dei suoi alleati. Sui candidati, infatti, al momento regna il caos più totale, ed è sempre più chiaro come solo un intervento diretto del primo ministro Matteo Renzi possa sbloccare l'impasse.

Fino a pochi giorni fa sembrava che il candidato in pectore Stefano Bonaccini (segretario regionale), ex bersaniano oggi renziano, fosse sul punto di ritirarsi, per lasciare la strada al sindaco di Imola Daniele Manca. L'attesa, però, si è rivelata vana e Bonaccini non ha mai annunciato la sua volontà di ritirarsi da una competizione alla quale con tutta probabilità ha intenzione di partecipare.

Il Pd vuole però evitare di trovarsi con due esponenti in corsa alle primarie del centrosinistra, anche perché i due hanno un profilo politico molto simile: sono entrambi due ex bersaniani ora sostenitori di Matteo Renzi. La differenza è che Manca gode ancora dell'appoggio di Bersani, che sta infatti spingendo affinché diventi il sindaco di Imola il candidato del Pd alle primarie.

Ci sono però altri nomi che attendono di vedere come si mettono le cose per poi decidere il da farsi: in primis Matteo Richetti, uomo di punta del nuovo corso piddino, dato però in rotta con Renzi per la sua opposizione alla decisione di far entrare il Partito Democratico nel Partito Socialista Europeo. Vorrebbe entrare in gioco anche l'ex sindaco di Forlì (e rottamatore della prima ora) Roberto Balzani e l'assessore regionale Patrizio Bianchi, prodiano.

Per tutti costoro, il rischio è che l'intervento diretto di Matteo Renzi (che si renderà indispensabile se non troveranno un accordo) faccia calare dall'alto un nome pesante, che renderebbe di fatto inutili le primarie: si parla del sottosegretario Graziano Delrio e del ministro del Lavoro Giuliano Poletti.

Primarie Parlamentari PD

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