India: igiene, stupri e digitalizzazione nel rivoluzionario discorso di Modi

Nel discorso del Forte Rosso, il premier Narendra Modi viola, per la prima volta, il tabù di argomenti di strettissima attualità per il subcontinente indiano

Il premier indiano Narendra Modi ha pronunciato il suo primo discorso nell’Indipendence Day e chi si attendeva che dai bastioni del Forte Rosso si sarebbe assistito al solito esercizio di protagonismo e di occultazione dei reali problemi del subcontinente si è dovuto ricredere.

Modi ha preso tutti contropiede e le sue parole hanno avuto una vasta eco su tutti i principali media del mondo. Modi ha parlato degli stupri come di una vergogna pendente sulle teste degli indiani e ha chiesto ai genitori di tenere sotto controllo i comportamenti dei propri figli: “È responsabilità dei genitori far fermare i figli prima che prendano la strada sbagliata - ha detto Modi che ha espresso preoccupazione per i milioni di ragazze scomparse -. Oggi il rapporto tra i sessi è di 940 ragazze ogni 1000 ragazzi. Chi crea questo squilibrio? Non Dio”. Il premier si è appellato ai medici affinché non uccidano le neonate per denaro.

Modi ha anche messo in discussione la convinzione largamente diffusa secondo la quale i figli maschi baderanno ai genitori quando questi saranno vecchi, mentre le figlie sarebbero un costo (quello della dote) e li lascerebbero per raggiungere la casa del loro futuro marito:

Ho visto famiglie dove cinque figli vivono in case eleganti e hanno grandi auto e tutti i comfort, ma i genitori vengono mandati in casa di riposo, ma ho visto anche famiglie dove una ragazza figlia unica dedica la sua vita a servire i genitori, rinunciando al matrimonio.

Modi ha parlato anche dell’evoluzione tecnologica del suo Paese:

Fino a 25 o 30 anni fa, il mondo era abituato a pensare che fossimo una terra di incantatori di serpenti e di magia nera, ma la nostra gioventù ha sorpreso il mondo con le proprie competenze nell’information technology.

Ben 150 milioni di indiani sono connessi a Internet, ma ancora 1,2 miliardi non hanno accesso alla Rete e Modi ha detto che queste cifre dovranno cambiare, che la sua sarà sempre di più un’India digitale.

Modi ha parato anche di igiene, ha ricordato come milioni di persone non dispongano ancora di un bagno e siano costrette a defecare all’aria aperta, con tutti i problemi che ne conseguono. Modi ha promesso che ogni scuola avrà bagni separati e che farà il possibile affinché, entro quattro anni, ogni famiglia indiana disponga di un bagno nella propria abitazione.

Contrariamente a quanto avveniva in passato Modi non ha parlato del Pakistan, ma ha parlato del Nepal dove i maoisti hanno impugnato le armi e sono in attesa di una nuova Costituzione: “si tratta di un esempio di ispirazione sbagliata. È giunto il momento che i giovani rinuncino alla violenza e prendano la strada della pace” ha detto il premier.

Un discorso senza dubbio rivoluzionario, di grande discontinuità nei confronti dei suoi predecessori. L’India è pronta per intraprendere questo ambizioso cammino verso una vera modernità, svincolata dai retaggi del passato?

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Via | Bbc

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