Le elezioni americane dell'Harry's New York Bar di Parigi


Se alle elezioni ufficiali mancano ancora più di quindici giorni, quelle ufficiose sono già cominciate già da qualche settimana all'Harry's New york Bar di Parigi, "storico covo" di cittadini statunitensi che hanno scelto di vivere all'ombra della Tour Eiffel, o si trovano di passaggio nella capitale. Votazioni fittizie naturalmente, "straws vote" come li chiamano qui, ma eseguite con una meticolosità che ha dello straordinario, e che per di più garantisce un risultato che rappresenta un termometro, capace di registrare la "temperatura" delle opinioni politiche della nutrita comunità degli americani a Parigi.

Si tratta, tanto per esser chiari, di un'iniziativa che ha il sapore del sondaggio e porta avanti una tradizione che prosegue da lunghi decenni e precisamente dal 1924.  E' proprio dai tempi dello scontro tra il vicepresidente repubblicano uscente John Calvin Coolidge Jr. e il candidato democratico John William Davis, che i clienti interessati, e rigorosamente dotati di passaporto a stelle strisce, sono invitati ad iscriversi sul registro del locale ed a lasciar scivolare la loro preferenza nell'urna chiusa da un bel catenaccio e collocata all'entrata. Negli anni delle presidenziali ogni domenica pomeriggio a partire dalla seconda settimana d'ottobre, si effettua uno spoglio i cui risultati sono resi visibili su un lavagna collocata dietro il bancone del bar.

L'ultimo controllo, avvenuto nella serata di ieri, si è concluso con un risultato di 110 voti in favore di Obama e 93 per il suo rivale Romney, ribaltando l'esito precedente che aveva visto prevalere il candidato repubblicano con un vantaggio di ben 11 unità. Una vera e propria sfida rituale che va in scena nel quartiere Opéra da quasi venti elezioni, durante le quali sono stati solo due i casi di "errato pronostico", nel 1976, quando fu Carter e non Ford a raggruppare le preferenze degli statunitensi, e nel 2004 che consegnò a Bush un nuovo mandato, gettando Kerry nel dimenticatoio.

Un'affidabilità che, rivaleggiando per precisione con quella di molte altre fonti e pronostici, riempie d'orgoglio Alain De Silva, l'attuale direttore dell'Harry's Bar che racconta le sensazioni all'approccio del rush finale:

Per queste elezioni la suspence rischia di durare fino alla fine...è difficile trarre delle conclusioni sulle intenzioni dei clienti, perché anche se le persone si sono prestate di buon grado al gioco del "voto di paglia", non è questo il motivo che le porta qui e non si lanciano in grandi dibattiti. Non siamo in un bar politico.

Immagine da parisprovencevangogh.com

Via |  lefigaro.fr/elections-americaines

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