Clinton attaccata per i suoi compensi: 225 mila dollari per un discorso

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Il Las Vegas Review-Journal ha pubblicato in esclusiva un documento che sta mettendo parecchio in imbarazzo Hillary Clinton e il suo staff. Secondo la testata on line, l'ex Segretario di Stato percepirà un cachet da 225 mila dollari per parlare, il prossimo 13 ottobre, alla cena annuale dell'Università del Nevada-Las Vegas Foundation. Inoltre, secondo il contratto stipulato, la ex first lady avrà a disposizione una suite presidenziale e cinque stanze per i suoi collaboratori e accompagnatori. Tutto il "clan" della democratica, infine, sarà trasportato da un Gulfstream 450 a 16 posti (il costo del noleggio si aggira intorno ai 39 milioni di dollari) o da un jet di dimensioni maggiori.

Dal testo si evince anche che pasti e bollette telefoniche saranno interamente coperte dall'organizzazione dell'evento, che ha messo a disposizione anche 500 dollari in contanti per le "spese di emergenza". Clinton, poi, ha ottenuto il divieto di accesso ai giornalisti in sala. Sul palco ci sarà solo lei e il suo discorso, non registrabile, sarà trascritto con la stenografica. Il valore del testo, che sarà consegnato solo all'oratrice della serata, è del valore di 1250 dollari.

Lo staff della favorita alle elezioni presidenziali 2016 ha fatto sapere che i soldi incassati per l'intervento saranno girati alla Fondazione dell'università. Dunque, come già accaduto in altre occasioni simili, i collaboratori di Clinton puntano sulla finalità benefica delle conferenze per mettere a tacere le polemiche.

Tuttavia, è bene rimarcarlo, i compensi versati alla probabile prossima inquilina della Casa Bianca non sono devoluti alle charities o ad altre organizzazioni. Inoltre, le conferenze e i discorsi hanno spesso un carattere di sostegno a campagne promozionali. A proposito di quest'ultimo aspetto, ricordiamo che Clinton è in giro a promuovere il suo ultimo libro Hard Choices. Per ogni presentazione, che avvenga in un'università o presso una fondazione, i suoi compensi si aggirano tra i 200 e i 300 mila dollari. Tale cifra, finita sui giornali americani, ha sollevato non poche polemiche, alimentate soprattutto dai detrattori della politica democratica.

Clinton ha risposto alle accuse, sostenendo che i soldi vengono puntualmente versati alla Bill, Hillary & Chelsea Foundation, l'ente che suo marito ha creato per incentivare iniziative di assistenza e sviluppo in tutto il mondo. Tuttavia, l'attività di fundraising non esclude compensi sostanziosi per Hillary. Quest'ultima si è quindi dovuta giustificare, affermando che le remunerazioni sono necessarie a ripianare la difficile situazione finanziaria della famiglia, in seguito alle lunghe battaglie legali per la difesa di Bill.

Insomma è incominciata, con un anno e mezzo di anticipo sulle presidenziali, una campagna anti-Clinton sulla stampa conservatrice. Come da copione negli Usa, Democratici e Repubblicani, in vista delle elezioni, incominciano a frugare nella vita pubblica e privata dei contendenti alla presidenza. Per il momento, però, una vera e propria sfida non è ancora nata. L'unica papabile per la Casa Bianca rimane Hillary, mentre i Repubblicani non hanno ancora trovato un nome che possa contrastarla.

La sola personalità che pareva avere qualche chance era Rick Perry. Ma il Governatore del Texas è stato accusato proprio in questi giorni di abuso di potere: avrebbe fatto pressioni per costringere alle dimissioni un procuratore distrettuale democratico.

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