Russia: Putin pensa a nuove sanzioni contro Ue e Usa

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Dmitri Peskov ha fatto un annuncio che ha messo in allarme in allarme soprattutto Stati Uniti e Germania. Il portavoce del Cremlino ha dichiarato, all'agenzia Ria Novosti, che "si stanno esaminando ulteriori misure da approvare nel caso in cui Ue e Usa continueranno a ricorrere alla politica non costruttiva e addirittura distruttiva delle sanzioni". E sulla linea di un'eventuale estensione del blocco dell'import occidentale si trova anche il premier Dmitri Medvedev, che sulla questione si era già espresso nei giorni scorsi.

Il quotidiano Vedomosti, ieri, è sceso nei particolari, a testimonianza che la ritorsione russa contro l'occidente è ben pianificata. Due funzionari statali hanno rivelato al giornale che Valdimir Putin starebbe vagliando l'ipotesi di estendere il blocco sull'import agroalimentare anche ai beni industriali. L'idea sarebbe quella di mettere al bando, parziale o completo, autoveicoli importati "da pesi ostili": dunque non solo da Usa e Ue, ma anche dal Giappone.

Le sanzioni non dovrebbero colpire auto straniere prodotte nelle fabbriche russe. In ogni caso, il danno per le economie dei paesi produttori non sarebbe da sottovalutare. Ricordiamo, a tale riguardo, che il 27% delle automobili vendute in Russia sono di importazione, così come il 46% dei camion e il 13% degli autobus.

Ford, Renault, Toyota e Hyundai hanno stabilimenti in Russia, tuttavia non sarebbero totalmente risparmiate dalle misure di Mosca. Altre case automobilistiche, invece, farebbero bene a preoccuparsi. Per il momento, secondo quanto riportato dall'agenzia Reuters, Bmw, Volkswagen e l'associazione tedesca dell'industria automobilistica Vda, contattate dalla stampa, hanno preferito non commentare la notizia di Vedomosti.

Ora bisognerà vedere le prossime mosse di Obama e Merkel, che proprio ieri aveva definito come indispensabili le sanzioni occidentali contro la Russia, decise con il deflagrare della crisi in Ucraina.

Ma come farà Putin a sopperire all'import automobilistico tenendo a bada l'inflazione? Pare che il Cremlino voglia adottare lo stesso schema messo in campo per l'agroalimentare. Nel caso dei prodotti agricoli, Mosca ha deciso di dare impulso alla produzione interna e di rafforzare gli accordi commerciali con l'Americalatina (Brasile in testa) e con l'Egitto di al Sisi. Allo stesso modo per far fronte al blocco degli autoveicoli occidentali, Putin proverà a finanziare l'industria nazionale e a stringere nuove relazioni con Corea e Cina.

Ma non è finita qui. Il governo russo starebbe pensando anche a delle restrizioni sulle apparecchiature mediche di importazione e al divieto di sorvolo della rotta transiberiana per le compagnie aeree europee e nord americane dirette in Asia.

Le nuove minacce di Putin non sono affatto da minimizzare. Sul blocco dell'agroalimentare tutti hanno potuto palpare con mano come le sanzioni di Ue e Usa non lo abbiano per nulla spaventato. Inoltre, le reazioni indispettite di Bruxelles e della Casa Bianca, dopo la ratifica del decreto sul blocco delle importazioni, non gli hanno impedito di tessere una tela diplomatica ed economica, capace di mettere in grande difficoltà i suoi nemici.

La Commissione Europea, proprio ieri, non ha potuto non prendere atto del fatto che il danno sulla vendita di carne, frutta e verdura continentale subirà una grave perdita. Dopo aver timidamente minacciato di non ratificare gli accordi con il Mercosur (Mercato comune dell'America meridionale), cosa che non ha impressionato più di tanto i governi di oltreoceano, è stata costretta a sbloccare 125 milioni di euro per sostenere i produttori alimentari coinvolti nell’embargo russo.

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