Ore 12 - Roberto Saviano costretto alla fuga. 60 milioni di italiani "sotto tiro"

altroChe Italia! Su tutto, ci si divide! Sempre. Saviano, vattene via fin che sei in tempo. Saviano, resta, siamo tutti con te.

Anche il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il premier Silvio Berlusconi esprimono la solidarietà e promettono la protezione dello Stato al giornalista-scrittore minacciato di morte dalla mafia.

Bertol Brecht ammoniva: “Beati quei popoli che non hanno bisogno degli eroi”. E Roberto Saviano non vuol fare l’eroe perché eroe non è. Ha detto e scritto ciò che altri hanno detto e scritto.

E molti di questi hanno pagato con la vita la loro volontà di capire e far capire e la loro “intransigenza” nel voler salvaguardare la dignità personale e quella di una intera nazione.

Che Paese è una Italia che non è in grado di far parlare e far scrivere liberamente a un suo cittadino, senza rischiare la vita? Vista così, l’Italia è un triste Paese. E non da oggi. Cosa è cambiato dai tempi del bandito Giuliano? Dai tempi di Pio La Torre, Falcone e Borsellino? Dai tempi di Marco Biagi?

Ma ogni “fanatismo”, ogni “integralismo” ha voluto e vuole imporre le regole fuori dalle regole e a volte, anzi spesso, imponendo il terrore e spargendo sangue, ha (apparentemente) vinto.

L’Italia ha mille e mille mele marce, coperte o scoperte, fin su, nei piani alti del Palazzo, fin dentro le ovattate e austere sale del Parlamento. Il malaffare, le convivenze, gli intrecci fra politica e affari, fra il potere e la malavita (fino alla camorra e alla mafia) fanno parte della italica storia e delle sue cronache.

Tanti antri andrebbero ripuliti e tante poltrone andrebbero liberate. Ma non si cada nella trappola di fare di tutta un’erba un fascio, di indicare nello Stato e nella democrazia, in questo Stato e in questa democrazia, la radice del male.

Sarebbe un regalo di portata inimmaginabile alla mafia e a tutte le mafie. Di più, sarebbe un errore politico che travolgerebbe non solo una persona brava e onesta come Saviano, ma un popolo intero.

Saviano, costretto, se ne andrà dall’Italia. Ma “sotto tiro” restano 60 milioni di italiani.

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