Renzi, pronto l’assalto ai pensionati. Godono banche, evasori fiscali, casta politica

I nodi dell’economia vengono al pettine e, passata la debole euforia d’agosto, i numeri saranno impietosi anche sul fronte del turismo, con gli operatori al limite del ko.

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Matteo Renzi ne è consapevole e abbassa i toni propagandistici stretto come è fra le esigenze contrastanti di tenere alto il consenso, portare ossigeno alle casse dello stato esauste, dare segnali che le riforme non sono un bluff e producono fatti concreti.

In sostanza, una quadratura del cerchio poco probabile, se non impossibile, specie con un governo decisamente non all’altezza della situazione, tenuto in piedi con il cerotto dalla doppia maggioranza, quella politica incentrata sul patto del Nazareno con Berlusconi e quella parlamentare con il volano Pd-Ncd e affini.

Intanto i primi sei mesi del nuovo governo sono passati e il morso della crisi non accenna a diminuire, con la ripresa di là da venire. Vista la malaparata elettoralistica degli 80 euro – una boccata d’ossigeno per un po’ di gente ma inutile per spingere i consumi – adesso si passa dalla fase uno del “dare” (si fa per dire), alla fase due del “prendere”.

In altre parole il governo dice: noi abbiamo dimostrato la nostra buona volontà nell’aver distribuito gli 80 euro, adesso c’è bisogno di nuova linfa e siamo costretti a prendere soldi dove è possibile prenderli.

Dove? Chi paga? Gli evasori fiscali? Le banche? La casta politica e le altre mille caste sanguisughe annidiate ovunque? Non scherziamo! Tocca ancora una volta ai pensionati, con l’ennesima sforbiciata alle pensioni.

Poco importa se stavolta (ma non è così assodato) vengano risparmiati i pensionati dell’ultimo vagoncino (quelli sotto i mille euro mese) e invece spremuti i cosiddetti pensionati d’oro (o d’argento?) sopra i 3000 euro mese (o addirittura 2000?), nella logica della mucca da mungere, del fare cassa subito e a qualunque costo. Poi, siccome questa spremuta non sarà sufficiente, arriverà una nuova mazzata per i pensionati “poveri” e, perché no, l’attacco ai conti correnti?

Qui siamo. Altro che l’Italia cambia verso! Dice l’ex ministro Mario Mauro leader dei Popolari per l’Italia: “In periodi di difficoltà ci si confronta sempre con forze sociali e sindacali, ma perchè non con le banche che da tempo, pur in presenza di iniezioni di miliardi di euro da parte della Bce, continuano a non aprire adeguatamente il credito alle imprese e alle famiglie? E perchè per evitare la disastrosa e conclamata evasione fiscale non si adotta semplicemente il sistema americano della deducibilità di tutte le spese in modo da incentivare la richiesta di adeguate fatture da parte dei consumatori? Davvero si pensa di tassare le pensioni del ceto medio già così impoverito in questi anni? Quest’ultima soluzione sarebbe suicida per un Governo che si vanta di voler essere migliore e diverso da quelli che lo hanno preceduto. Se così fosse i partiti popolari hanno il dovere di prendere le distanze da Renzi”.

Lo faranno, questi cosiddetti partiti Popolari, sapendo che il (vero) e decisivo sostegno al governo viene dagli Azzurri di Berlusconi e non dalle sparpagliate truppe di Alfano & C?

Alla fin fine, Renzi tirerà la corda fin oltre il limite, sempre pronto a dire agli italiani: “Avete visto, volevo fare ma non si può fare, datemi più forza per un nuovo Parlamento a misura per fare davvero le riforme”. E via, di corsa, alle elezioni anticipate.

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