Ferguson, Missouri

Cosa sta succedendo in Missouri? Perché i cittadini di Ferguson sono scesi in piazza e si stanno scontrando con le forze dell'ordine? Proviamo a fare un po' di chiarezza.

Le proteste esplose in Missouri negli ultimi giorni vengono guardate con attenzione non soltanto dalla stampa statunitense, ma anche e soprattutto da quella internazionale. Il Governo egiziano che ha chiesto agli Stati Uniti di mostrare equilibrio e controllo nel gestire le rivolte di Ferguson e la stampa cinese che tenta un’analisi della situazione e semplifica il tutto parlando di divisione razziale ancora profondamente radicata nel Paese 50 anni dopo il celebre discorso di Martin Luther King.

I motivi di queste rivolte, però, non possono essere semplificati così, con la rivolta dei residenti afroamericani dopo l’omicidio da parte delle autorità di Ferguson di un giovanissimo disarmato, il 18enne Mike Brown. Questo ha senza dubbio giocato un ruolo importante nell’avvio delle proteste e degli scontri, ma è stato la classica goccia in grado di far traboccare il vaso.

Lo Stato del Missouri è uno dei più liberali degli Stati Uniti, primo per la libertà di consumare tabacco e terzo per quanto riguarda il consumo degli alcolici, e l’area direttamente coinvolta nelle proteste, quella di St. Louis, che al suo interno include anche la città di Ferguson coi suoi circa 20 mila abitanti, è storicamente una delle più pacifiche degli Stati Uniti.

Negli anni ’60, mentre da una parte all’altra del Paese si combatteva per i diritti civili e città relativamente vicine come Chicago, Baltimora, Washington e Detroit rappresentavano il cuore degli scontri e delle proteste, l’area di St. Louis rimase calma. Nel 1968, dopo l’omicidio di Martin Luther King, i cittadini scesero in piazza un po’ ovunque, ma a St. Louis non si registrarono violenze.

St. Louis, la decima città più grande degli Stati Uniti, è sempre rimasta calma mentre il Paese protestava e si ribellava, scendeva in piazza e si scontrava per l’affermazione dei propri diritti. Quando la stampa, in modo particolare quella internazionale, parla delle rivolte di Ferguson evita di precisare come il problema riguardi in realtà tutta l’area metropolitana di St. Louis.

ferguson-missouri-mappa

St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco

E’ vero, Ferguson è una città diversa da St. Louis, ma fa parte del suo stesso distretto, al pari delle altre città satellite. St. Louis rappresenta il centro, le cittadine limitrofe costituiscono la periferia cittadina e come ben spiega un interessante articolo del Washington Post, se chiedi agli abitanti di Ferguson da dove vengono, c’è un’alta probabilità che ti rispondano di essere di St. Louis.

Proprio per questo motivo è più corretto parlare di una protesta regionale che sta coinvolgendo l’intera area metropolitana. I manifestanti arrivano da St. Louis e da tutte le cittadine limitrofe. La miccia è scoppiata a Ferguson, ma se fosse scoppiata a Dellwood, Jennings o la stessa St. Louis sarebbe cambiato poco.

Perché, però, è successo proprio a Ferguson? La cittadina è composta per due terzi da cittadini afroamericani, ben oltre la media del Missouri, e il livello di povertà dei residenti è più del doppio di quello dello Stato di cui fa parte. Il tasso di criminalità, specie tra i giovani, è molto alto e come sempre accade in questi casi - la cronaca nera è piena di episodi simili - le forze dell’ordine tendono a calcare la mano, a utilizzare il pugno duro per tentare di mettere un freno ai reati.

National Guard Called In As Unrest Continues In Ferguson

La dinamica dell’omicidio di Mike Brown deve ancora essere chiarita, ma l’escalation delle violenze va ricercata anche nel comportamento degli agenti nelle ore successive a quel delitto. Mentre i cittadini scendevano in piazza per chiedere giustizia e manifestare contro l’operato delle forze dell’ordine, i militari sono arrivati in temuta antisommossa, armati di lacrimogeni e intenzionati a mettere un freno alle manifestazioni più o meno pacifiche e evitare ogni possibile segno di dissenso. La situazione è subito degenerata.

C’è chi attribuisce l’intera responsabilità dell’accaduto proprio all’intervento delle forze dell’ordine, ma il contesto in cui tutto è accaduto non è certo un contesto pacifico: un giovane viene ucciso, esplode la rabbia, i cittadini scendono in piazza, volano insulti rivolti ai militari, ci si fa forza a vicenda e di fronte ai primi segnali di violenza gli agenti sono intervenuti, fomentando la già delicata situazione e facendola generare negli episodi di cui la cronaca di questi ultimi giorni ci sta dando conto.

St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
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St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco
St. Louis, ragazzo nero ucciso: la polizia impone il coprifuoco

La storia, statunitense e non solo, è piena di casi di rivolte simili. Le forze di polizia, quelle che dovrebbero garantire l’ordine, uccidono qualcuno e i cittadini scendono in piazza più o meno pacificamente per protestare, la situazione degenera e interi quartieri vengono messi a fuoco e fiamme. E’ accaduto nel 2011 a Tottenham, a nord di Londra, quando il 29enne Mark Duggan, disarmato, fu ucciso dalla polizia. Meno di una settimana dopo, 3.100 arresti dopo, l’emergenza è rientrata.

Il caso di Ferguson e St. Louis, però, è diverso: i familiari di Mike Brown hanno chiesto ai residenti di essere pacifici, il Governatore del Missouri, il democratico Jay Nixon, in carica dal 2009 si appella alla pace, ma fallisce nel suo intento di Governatore. Si è presentato a Ferguson in netto ritardo rispetto a quanto la procedura avrebbe previsto, ha tardato a mettersi in contatto con la comunità afroamericana dell’area, non ha preso con la giusta serietà l’omicidio di Mike Brown condannando pubblicamente i responsabili, ha prontamente chiesto l’intervento della Guardia Nazionale e imposto un coprifuoco, forse convinto che l’emergenza sarebbe rientrata in poche ore, giorni al massimo.

Si fa appello alla pace, al tornare alla situazione pacifica che c’era prima a Ferguson. Il problema, però, è molto semplice: non c’era nessuna pace a Ferguson: metà dei cittadini lì vivono molto al di sotto della soglia di povertà, lottano ogni giorno per la propria sopravvivenza e la criminalità sembra l’unico modo per sbarcare il lunario, furti e rapine all’ordine del giorno di cui ci si resi conto troppo tardi.

Il Governo, locale e nazionale, ha tardato a intervenire, lasciando crescere una bolla che ha trovato nell’omicidio di Mike Brown la scusa per esplodere. E mentre anche Barack Obama si sta finalmente mobilitando in prima persona per far tornare Ferguson e St. Louis sotto controllo, nelle ultime ore è stato registrano un nuovo omicidio: un giovane afroamericano di 23 anni, armato di coltello, è stato freddato a colpi di pistola dalle forze dell’ordine mentre le sfidava e intimava loro di ucciderlo.

National Guard Called In As Unrest Continues In Ferguson

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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