Sanzioni: La Russia prende di mira Coca Cola, Apple e McDonald’s

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Continua la guerra delle sanzioni. Dopo il decreto sul blocco dei prodotti agroalimentari e le voci di riduzione delle importazioni di automobili e apparecchiature sanitarie, la Russia continua a minacciare Usa e Ue con possibili nuove sanzioni.

Il quotidiano filogovernativo Izvestia ha lanciato una nuova anticipazione. Il Cremlino starebbe vagliando l'ipotesi di mettere al bando le bevande straniere durante gli eventi ufficiali (riunioni di governo e di enti locali). Tra queste, ovviamente, c'è anche la Coca Cola. Inoltre, secondo quanto confermato dal vice presidente della Commissione della Duma, Vadim Degin, anche i prodotti della Apple saranno soggetti a sanzioni. Questi potrebbero essere sostituiti con tablet, i-phone e computer della coreana Samsung o con sistemi russi.

Insomma lo schema di Vladimir Putin ormai è chiaro: è lo stesso che ha già adottato per i prodotti agroalimentari. Ovvero, dare impulso alla produzione interna e contemporaneamente stringere relazioni economiche con nazioni "non allineate". Proprio in queste settimane, la Russia ha firmato accordi commerciali con alcuni paesi latinoamericani e l'Egitto per far fronte alla domanda interna.

L'abilità messa in campo dalla Russia nel costruire un'alternativa all'import occidentale è stata una doccia fredda per Bruxelles e Washington. Tuttavia, i rischi non mancano: innanzitutto un rialzo eccessivo dell'inflazione. Alcuni ministri del governo, infatti, mettono in guardia da possibili ripercussioni negative. A tale riguardo, Sergei Storchak (vice ministro delle finanze), ha dichiarato all'agenzia Interfax, che “gli effetti fino a ora indiretti delle sanzioni nel settore finanziario stanno iniziando a farsi sentire direttamente”.

In ogni caso, l'allarme più grande è stato lanciato dalle industrie e dalle associazioni di settore europee. La nostra Coldiretti ci ha già tenuto a precisare che è a rischio un giro di affari pari a 700 milioni di euro. Intanto la Ue, dopo le prime timide reazioni iniziali, sta valutando di passare al contrattacco. Su pressioni della Polonia, il Commissario al commercio Karel De Gucht ha dichiarato ieri di voler sollevare il caso delle sanzioni al WTO.

Il Cremlino, per parte sua, precisa che l'embargo sarà revocato nel caso in cui Usa e Ue ritireranno le sanzioni contro la Russia, decise con il deflagrare della crisi ucraina. Tuttavia, in un momento così delicato in Ucraina, è probabile che il braccio di ferro sia destinato a durare. Ciò è certificato anche del fatto che Angela Merkel, nei giorni scorsi, ha definito come "indispensabili" le misure adottate dai governi occidentali.

Per finire si è aperto anche il caso dei 4 McDonald's chiusi a Mosca. Tra questi anche il primo punto vendita del paese, situato a piazza Puskin. Secondo il governo, il provvedimento è stato preso in seguito a "violazioni sanitarie". Ma è lecito sospettare che anche questa decisione sia interna alla strategia di ritorsione messa in campo da Putin.

Il colosso americano, in risposta alle chiusure, ha annunciato in una nota che sta valutando di adottare provvedimenti legali e che si adopererà per una riapertura immediata dei 4 negozi. Secondo McDonald's, gli standard sanitari sono stati rispettati.

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