Renzi, politica estera cercasi. Con il terrorismo i muscoli non vanno mostrati, ma usati!

Doverosamente la scorsa settimana il premier Renzi è volata a Baghdat e a Erbil, le città simbolo della resistenza irakena contro l’avanzata delle milizie dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis).

isis

Lo scenario di questi giorni è un pericolo per il Medio Oriente e per l’intera regione euro-mediterranea con ripercussioni in tutto il mondo. La situazione, oltre a fatti raccapriccianti quale l’assassinio brutale del giornalista americano, contiene tutti gli elementi per definirsi una polveriera in grado di esplodere destabilizzando il mondo intero.

C’è un fatto inquietante: a poco più di un’ora di volo dall’Italia c’è una forza militare fondamentalista in grado di colpire. Renzi non può ripetere a Baghdat il copione usato a Roma per i “giochi” della politica nostrana: nella scacchiera internazionale la partita è ora incandescente e complessa e, oltre a dichiarare la propria preoccupazione, il governo italiano deve esprimere la propria opinione e dire come e quando intende difendere i nostri interessi nazionali economici e di sicurezza. Non ci si può limitare a controbattere le sciocchezze dei grillini sul terrorismo o liberare la coscienza con l’invio delle armi ai curdi, mitra non più in uso, razzi anticarro che erano stati sequestrati.

Se i peshmerga dovranno contrastare con successo gli uomini di Isis dovranno avere ben altre forniture.
 E se l’Occidente pensa di cavarsela affidando il lavoro sporco ai peshmerga, presto tutti i nodi verranno al pettine.

“Questa situazione – dice l’ex ministro della difesa Mario Mauro - è figlia della decisione di Obama di abbandonare l’Iraq a se stesso. Una decisione presa per motivi di politica interna, senza alcuna visione e senza alcuna lungimiranza politica. Oggettivamente questa situazione è diventata così incredibile proprio perché accompagnata da un atto di irresponsabilità da parte del presidente americano”. Non solo.

L’Italia è il Paese più esposto, non solo geograficamente: ad esempio, il maggior finanziatore dell'Isis è il Qatar, nostro grande partner commerciale, meta preferita dei nostri vacanzieri bauscia e prossimo organizzatore dei mondiali di calcio. Sta di fatto che l’Italia non ha oggi una politica internazionale e non ha un ministro della Difesa e degli Esteri adeguati. Con il susseguirsi delle esecuzioni di cittadini occidentali e comunque di religione cristiana da parte dei terroristi islamici e delle minacce a tutto il mondo non mussulmano, vanno riviste le politiche di accoglienza dei rifugiati sin qui perseguite.

”Mare Nostrum- dichiara l’on. Potito Salatto Vice Presidente dei Popolari per l’Italia – pattugli i confini nazionali dei mari antistanti i Paesi dai quali partono i barconi della morte per rispedirli indietro; contemporaneamente si proceda ad individuare, come Europa, un corridoio umanitario con adeguati rigorosi controlli per chi ha diritto all’asilo politico; si intensifichino i rapporti con le comunità mussulmane moderate. In caso contrario nessuno saprà mai quanti infiltrati pericolosi saranno presenti sul territorio Italiano ed Europeo. Ormai l’Occidente deve comprendere che è in atto uno scontro di civiltà caratterizzato da ideali religiosi che nascondono invece interessi economici non indifferenti. Infatti all’interno del mondo mussulmano, ormai, si sussegue una atroce guerra fra fazioni diverse per la conquista del potere. Noi abbiamo il dovere di difenderci con adeguate misure di prevenzione. Ormai ogni forma di sano buonismo sarebbe un atto di suicidio collettivo. Il terrorismo non lo si combatte mostrando platealmente i muscoli come ha fatto Renzi in Iraq ma usandoli concretamente.”.

Già, ma chi tira le fila, la Pinotti e la Mogherini?

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