Vaticano, l'ex nunzio Jozef Wesolowski non ha più l'immunità diplomatica

È accusato di aver adescato dei ragazzini sulla spiaggia.

Padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha annunciato che l'ex nunzio a Santo Domingo Jozef Wesolowski, dopo la sentenza di dimissione dallo stato clericale decisa dalla Congregazione per la dottrina della fede, non gode più dell'immunità diplomatica. Questo significa che Wesolowski potrà essere sottoposto a giudizio negli altri Paesi.

L'ex prelato è indagato sia a Santo Domingo sia in Polonia, il suo Paese d'origine, per pedofilia: in particolare è accusato di aver adescato dei minori sulla spiaggia e di averli pagati per compiere atti sessuali.

Subito dopo le accuse, Wesolowski è stato richiamato a Roma e ridotto allo stato laicale, quindi il massimo della pena per un sacerdote secondo le leggi canoniche. Contra la sentenza canonica di primo grado di condanna ha proposto appello ed entro ottobre dovrebbe esserci il secondo grado di condanna. Quando poi la sentenza canonica sarà definitiva, sarà avviato il processo penale presso gli organi giudiziari civili vaticani e se sarà ritenuto colpevole andrà in carcere.

Padre Lombardi ha spiegato che Wesolowski "ha già cessato le funzioni diplomatiche e ha perduto la connessa immunità". Le autorità vaticane si sono mosse con tempestività e, secondo il portavoce della Sala Stampa della Santa Sede, anche nel modo più corretto possibile considerato lo status specifico di Wesolowski che era un rappresentante diplomatico del Vaticano.

Padre Lombardi ha anche detto che Papa Francesco si sta mantenendo informato su questa vicenda e vuole che sia affrontato tutto "con il giusto e necessario rigore".

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