Francia: presentato il Governo Valls 2. Esclusa la sinistra del Ps

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Francois Hollande ha dimostrato quella rapidità nelle scelte che finora gli era mancata. Nel giro di 48 ore ha fatto nascere un nuovo esecutivo a guida Manuel Valls, composto da tutti suoi fedelissimi. Le dichiarazioni antiausterity dell'ex ministro dell'economia Arnaud Montebourg, accompagnate da puntate polemiche nei confronti del premier francese, sono state l'occasione per un'azione di rinnovamento che si era fatta necessaria.

A sostituire Montebourg al dicastero dell'Economia è arrivato il trentaseienne liberal Emmanuel Macron. Quest'ultimo ricoprirà anche il ruolo di ministro dell'industria e del digitale. Una scelta in linea con le politiche della destra del Partito socialista, che nel prossimo autunno dovrà sostenere sfide molto difficili. Il governo, infatti, dovrà trovare 50 miliardi in tempi brevi per risanare i conti, a costo di ingaggiare una dura lotta con i sindacati.

Macron ha studi importanti alle spalle, una consolidata esperienza in grandi istituti bancari ed è un frequentatore del gruppo Bilderberg. A differenza di Montebourg e dei frondisti che lo hanno sostenuto, il neo ministro è la persona giusta per fare "manovre impopolari". In questo modo, Hollande mette decisamente la parola fine alla linea del nuovo corso europeo, che aveva tanto sbandierato nel primo periodo del suo mandato. Le misure sociali saranno subordinate alle politiche di rigore.

All'Educazione Nazionale è stata nominata Najat Vallaud-Belkacem. Ha preso il posto Benoit Hamon, che nei giorni scorsi si era schierato a fianco di Montebourg. Vallaud-Belkacem, di origini marocchine, ha davanti a sé un compito non facile: portare ad approvazione la riforma dei ritmi scolastici. Tale provvedimento ha spaccato l'opinione pubblica francese, sempre molto attenta ai temi dell'istruzione.

Altra dissidente esautorata dal suo incarico è Aurelie Filippetti. Al ministero della Cultura è stata sostituita da Fleur Pellerin, ex sottosegretario del commercio. Così l'unica personalità della sinistra socialista che è riuscita a rimanere al suo posto è Christiane Taubira, che continuerà a ricoprire la carica di Guardasigilli. Tra i ministri confermati, invece, ci sono Laurent Fabius agli Esteri, Michel Sapin alle Finanze, Segolene Royal all'Ecologia ed Energia (il governo è composto da otto donne e da otto uomini).

Chi aveva pensato che Hollande decidesse di aprire le porte del governo ai Verdi e perfino all'ex leader comunista Robert Hue ha dovuto ricredersi. Il nuovo esecutivo francese è tutto socialista, anzi, salvo un'eccezione, è formato tutto dalla destra del Ps. Tale scelta, anche se rischiosa, è divenuta necessaria per il Presidente. Giunto a metà mandato, con un governo al 17% della popolarità nei sondaggi, bisognava creare una forte discontinuità. Ora, però, l'insidia più grande è quella di non trovare i voti in Parlamento.

Non è tardato ad arrivare in queste ore il commento di Marine Le Pen. La leader del Front National, vincitore delle amministrative e delle europee, ha già fatto sapere di non essere sorpresa delle reazioni del Ps e dell'Ump alle parole di Montebourg. Inoltre ha aggiunto che con Macron il governo "si consegna definitivamente nelle mani dell'alta finanza che doveva combattere".

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