Chi è Federica Mogherini, la nuova Lady Pesc

Il nuovo Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza

Federica Mogherini è la nuova Lady Pesc, ovverosia l'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza. In pratica, il ministro degli Esteri dell'Unione Europea. La notizia è ormai ufficiale, e a meno di imprevisti dell'ultimissimo momento sarà il nostro attuale ministro degli Esteri a rivestire il prestigioso ruolo, succedendo a Catherine Ashton. Ma di che cosa si occuperà? L'Alto rappresentante dell'Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza guida la politica estera e di sicurezza comune dell'Unione Europea e l'attua in qualità di mandatario del Consiglio dell'Unione europea. È anche vicepresidente della Commissione europea.

Questo, sinteticamente, per quanto riguarda i compiti di Mister Pesc, in questo caso Lady Pesc. E invece, chi è Federica Mogherini? Ministro degli Esteri nel governo Renzi, suo primo incarico di tipo governativo, classe 1973, romana, esponente del Partito Democratico e già responsabile delle politiche europee della segreteria del Pd. D'altra parte quella delle relazioni internazionali è un suo pallino fin dai tempi dell'università (è laureata in Scienze Politiche) e dei primi passi nel mondo politico: è stata responsabile delle relazioni internazionali dei DS, responsabile esteri della Sinistra giovanile, vicepresidente della Ecosy e dello European Youth Forum. Eletta alla Camera dei Deputati nel 2008, è Presidente della delegazione italiana all’Assemblea parlamentare della NATO.

Del suo approccio europeo, Mogherini ha lungamente parlato in un'intervista a Rivista Europae, ancora da membro della segreteria Pd: "Per definizione, se siamo veramente federalisti, il nostro approccio non devono essere punti del programma elettorale, dobbiamo avere degli obiettivi, la semplificazione del sistema istituzionale è uno l’integrazione politica è un altro. La prima cosa che cambierei, da federalista convinta, è la riduzione del numero di materie su cui è richiesta l’unanimità in Consiglio. Ulteriori poteri al parlamento. Il punto vero è avere l’obiettivo politico, una politicizzazione delle decisioni a livello europeo. A quel punto hai gli obiettivi, ma gli strumenti vanno trovati e definiti con gli altri”.

La sua possibile elezione aveva suscitato numerose perplessità, in particolar modo dai paesi del cosiddetto blocco dell'est (capeggiati dalla Polonia), non contenti di avere - in un momento delicato come questo - un ministro degli Esteri comune considerato di scarsa esperienza e priva di una posizione forte nei confronti della Russia (che nella loro ottica significa una posizione forte contro Putin). Perplessità superate grazie a quella che sembra la sicura nomina del premier polacco Donald Tusk come presidente del Consiglio Europeo.

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