La Libia è nel caos: Tripoli in mano alle milizie

Nel paese è "guerra per procura" tra Qatar ed Emirati Arabi.

Le milizie islamiste che fanno riferimento al "secondo governo", quello che ha sede a Misurata, spadroneggiano ormai apertamente nelle sedi dei principali ministeri e dei servizi pubblici di Tripoli, capitale della Libia. Se non si può ancora parlare di stato fallito, poco ci manca, e comunque la situazione è vicina all'anarchia, con il potere nelle mani delle milizie e le autorità del governo assolutamente incapaci di riprendere il controllo della situazione.

Il premier del governo legittimo Abdallah al-Theni, rifugiato a Tobruk, ha fatto sapere in un comunicato che le milizie armate impediscono il funzionamento di qualsiasi servizio di stato nella capitale e impediscono ai funzionari ministeriali come a ogni impiegato dei servizi pubblici di recarsi al lavoro. L'operazione Alba lanciata dal governo illegittimo guidato dal generale dissidente Khalifa Haftar, e condotta da milizie filoislamiche, ha quindi conseguito quello che era il suo scopo primario, conquistare Tripoli. Tra le conquista, già da qualche giorno è nelle mani dei miliziani l'aeroporto, situazione che fa anche temere possibili attentati in Italia.

Il tutto, però, fa prefigurare una guerra per procura tra Qatar dalla parte degli islamisti e Egitto ed Emirati dalla parte del governo legittimo. Come spiega Europa:

I due fronti militari si stanno compattando e resta da vedere come si comporteranno i loro padrini nella regione, Egitto ed Emirati, da una parte, Qatar dall’altra. L’Occidente, al momento, è inerte e, come ha scritto Andrew Hammond in un pezzo uscito su Foreign Policy, la Libia rischia di diventare il campo di battaglia tra due stati del Golfo. È interessante analizzare l’evoluzione politica di questi paesi, non più semplicemente associabili ai petrodollari. Dopo l’invasione americana dell’Iraq e la ripresa dell’attivismo iraniano, scrive Hammond, gli stati del Golfo hanno investito pesantemente in spese militari. Emirati e Qatar hanno partecipato assieme alla campagna contro Gheddafi. Poi, mentre Abu Dhabi si è ritirata dalla Libia, Doha ha continuato ad esercitare un ruolo importante, sostenendo gli islamisti. Ora che il conflitto tra milizie si è polarizzato, gli Emirati, oltre a colpire in patria i Fratelli musulmani, sono intervenuti nella partita libica.

Il paese è quindi diviso in due e sta scivolando apertamente verso la guerra civile. Un nuovo delicatissimo fronte sta quindi per riaprirsi, mentre ancora si è alle prese con la crisi in Ucraina e con le razzie dello Stato Islamico tra Siria e Iraq.

LIBYA-UNREST

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