Elezioni giudici Consulta, Antonio Catricalà ritira la candidatura

Dopo le sollecitazioni di Napolitano e lo stallo nelle votazioni, l'ex garante si fa da parte

12 settembre, ore 18:00 - Antonio Catricalà ritira la candidatura a giudice della Consulta dopo il ripetersi di fumate nere in Parlamento per la sua nomina e quella di Luciano Violante.

Scrive l'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

Ringrazio i parlamentari che mi hanno votato ma chiedo loro di non sostenere ulteriormente la mia candidatura. Non vorrei mettere a rischio la mia immagine professionale e spero che il Parlamento possa più facilmente superare le contrapposizioni che hanno finora ostacolato l'elezione dei due giudici costituzionali.

Catricalà era il nome proposto in quota Forza Italia, ma proprio dal centrodestra era arrivato il maggior numero di franchi tiratori sulla sua candidatura, a cui è stata contrapposta quella di Donato Bruno.

(From L) Italian minister for the develo

Napolitano scrive alle Camere: "Adempimenti non più indifferibili"

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, rende noto l'ufficio stampa del Quirinale, ha inviato ai presidenti di Camera e Senato, Laura Boldrini e Pietro Grasso, una lettera nella quale sollecita e definisce indifferibile" l'elezione dei giudici della Consulta e dei membri del Csm, di competenza costituzionale del Parlamento.

Solo il 31 luglio scorso il Quirinale aveva prorogato il Csm (Consiglio Superiore della Magistratura, l'organo di autogoverno del terzo potere dello Stato) perchè nessuno, in Parlamento, si era preoccupato della scadenza.

La mancata nomina dei membri laici del Csm, nomina che rappresenta un terzo del consiglio e che spetta per Costituzione al Parlamento riunito in seduta comune, che deve poi scegliere tra i professori universitari in materie giuridiche e gli avvocati che esercitano la professione da almeno quindici anni, aveva persuaso la Presidenza della Repubblica a prendere atto della mancata nomina e a prorogare l'attuale Csm a tempo indeterminato.

“Confido che entrambi vi adopererete presso i gruppi parlamentari di ciascuna Camera per conseguire le convergenze tra maggioranza e opposizioni necessarie per il raggiungimento delle maggioranze richieste” per l’elezione di due giudici della Consulta e di 8 componenti del Csm"

ha scritto oggi Napolitano ai Presidenti Boldrini e Grasso, sollecitando gli adempimenti (in ritardo) del Parlamento (il cui ramo superiore, il Senato, è guidato tra l'altro da un ex-toga).

Il testo della lettera


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Onorevoli Presidenti,
il Parlamento in seduta comune tornerà a riunirsi il prossimo 10 settembre per la elezione di due giudici della Corte costituzionale e di otto componenti del Consiglio superiore della magistratura. [...] Si tratta di adempimenti non ulteriormente differibili, poiché i due giudici della Corte sono cessati dall’incarico il 28 giugno scorso e il Consiglio superiore della magistratura ha concluso il suo mandato il 31 luglio: entrambi gli organi saranno inoltre chiamati ad affrontare nei prossimi mesi importanti scadenze.
[...] D’altra parte si è ormai giunti rispettivamente al sesto scrutinio per l’elezione dei giudici della Corte e al terzo per l’elezione dei componenti del Csm. Confido pertanto che entrambi vi adopererete presso i gruppi parlamentari di ciascuna Camera per conseguire le convergenze tra maggioranza e opposizioni necessarie per il raggiungimento delle maggioranze richieste dalla Costituzione (rispettivamente, in questa fase, tre quinti dei componenti le Assemblee e tre quinti dei votanti). E’ indispensabile che le forze politiche rappresentate in Parlamento, benché pressate da numerosi impegni, dedichino nel corso di questa settimana l’attenzione necessaria per compiere le loro scelte e garantire l’esito positivo delle prossime votazioni.

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