Pacchetto clima: per il Commissario europeo sull'ambiente Berlusconi dà i numeri


In polemica col Pacchetto clima ed energia proposto dalla Commissione Europea, il presidente Berlusconi, adeguatamente sostenuto dai ministri Frattini, Ronchi, Scajola e Prestigiacomo, ha posto l'Italia alla guida delle nazioni, prevalentemente dell'est Europa, che ritengono queste misure troppo penalizzanti per l'economia. L'opposizione del nostro esecutivo alle misure energetico-ambientali riguarda la formula “20-20-20”, cioè la riduzione del 20% entro il 2020 delle emissioni di gas serra rispetto ai livelli del 1990, l'aumento al 20% della quota delle energie rinnovabili nel mix complessivo e il miglioramento del 20% l’efficienza energetica.

Le obiezioni di Silvio Berlusconi hanno lasciato allibito il commissario europeo all'Ambiente, Stavros Dimas, che durante una conferenza stampa a Bruxelles ha detto di non capire da dove vengano i numeri dati dal premier (18 – 25 miliardi), dato che i costi calcolati per l'Italia sarebbero di molto inferiori (9,5 – 12,3 miliardi). Secondo Dimas l'Italia sarà invece uno dei paesi che farà “il migliore affare”, con opportunità di crescita e di incremento dell'occupazione, minori emissioni e molti incentivi all'innovazione.

Evidentemente Dimas non conosce l'approccio che questo governo riserva alle questioni ambientali: le ha mortificate affidandole alla Prestigiacomo, persegue il nucleare a tutti i costi e quindi considera le fonti rinnovabili un dispendio inutile, nasconde la spazzatura nelle discariche riaperte per decreto ed essendo completamente in sintonia con le esigenze degli industriali considera certi lacciuoli ambientali come fastidiosi impedimenti. Se poi nelle città le polveri sottili, lo smog e i gas serra rendono l'aria irrespirabile pazienza, basterà prendere il jet privato e farsi un week-end in villa respirando l'aria buona della Sardegna...

Via | Forzaitalia.it

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