Elezioni 2013 - Sondaggi: Il Pdl cresce, ma il Movimento Cinque Stelle rimane secondo partito

Sondaggio Emg 22 ottobre

Non è cambiato molto rispetto a settimana scorsa. Soprattutto la notizia è sempre la stessa: il Movimento Cinque Stelle di Beppe Grillo è secondo partito e tiene staccato di qualche decimale il Pdl, rimanendo stabile al 17,7%. Ma visti i recenti sondaggi che erano circolati, sorprende anche che quello del TgLa7 dia il Pdl in leggera ripresa. Alcuni lo davano addirittura al 14%, un valore da 'liberi tutti' per gli spaesati esponenti di un partito che non ha idea di dove stia andando. E invece secondo le rilevazioni Emg il Popolo delle Libertà rialza la testa (poco poco) e raggiunge almeno quota 17%. Può voler dire due cose: o questa è la soglia minima sotto la quale un partito (che si vorrebbe) moderato-conservatore non può andare, oppure le mosse alla cieca di Alfano (tipo il nuovo direttorio) stanno dando qualche risultato.

Il Pd continua a rimanere su valori alti (28,2%), ma la decisa crescita che si era vista nelle scorse settimane si è fermata. Forse lo scontro Bersani-Renzi sta innervosendo gli elettori democratici. Oppure in una fase di totale sfiducia verso la politica tradizionale non si può sperare che il partito più tradizionale che c'è vada oltre questa quota. Quota comunque del tutto rispettabile, che però non può che portare a un interrogativo: resisterà il Pd alle primarie? E quanto pagherà in termini di voti la fine del 'doping' elettorale garantito dalle primarie e la resa dei conti che comunque ci sarà?

Nei partiti minori pochissimo si muove. Nel Terzo Polo fa simpatia Fli che dopo mesi e mesi di agonia riscopre quota 3%, il minimo indispensabile per sperare di contare qualcosa, mentre l'Udc ferma l'emorragia e torna al 6%. La Lega Nord con i suoi gazebo, la lotta per il Pirellone e la candidatura di Maroni a Governatore della Lombardia non guadagna quanto ci si poteva aspettare, ma mette comunque sempre più la testa fuori dal fango, arrivando al 6,4%. A sinistra Idv e Sel si scambiano in continuazione l'elettorato, anche se in termini assoluti hanno perso parecchi voti dal boom del M5S. Per uno 0,2% che perde Vendola (5%), c'è uno 0,3% che guadagna Di Pietro (4,4%). Ma è evidente che per i due sono tempi duri.

Sondaggio Emg 22 ottobre
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