Elezioni Nigeria 2015, Muhammadu Buhari è il nuovo presidente: "Abbiamo fatto la storia"

Muhammadu Buhari eletto a sorpresa presidente della Nigeria: ecco le sue prime dichiarazioni

1° aprile 2015, 16.00 - Muhammadu Buhari è ufficialmente il nuovo presidente della Nigeria. Il presidente in carica - e favorito - Goodluck ha ottenuto 12.853.162 voti contro i 15.424.921 voti di Buhari, che avendo ottenuto anche almeno il 25 per cento dei voti in 16 stati diventa eletto senza necessità di ballottaggio.

Poco fa le prime parole del neo-presidente al popolo nigeriano: "Oggi è stata fatta la storia, è arrivato il cambiamento che aspettavamo per il bene di tutti i nigeriani". Buhari ha anche ringraziato Barack Obama, l'Unione Europea e "tutti quelli che hanno permesso lo svolgimento di elezioni pacifiche e credibili".

La gallery: Muhammadu Buhari eletto presidente della Nigeria

Buhari

Muhammadu Buhari eletto presidente della Nigeria
Muhammadu Buhari eletto presidente della Nigeria
Muhammadu Buhari eletto presidente della Nigeria
Muhammadu Buhari eletto presidente della Nigeria
Muhammadu Buhari eletto presidente della Nigeria
Muhammadu Buhari eletto presidente della Nigeria
Muhammadu Buhari eletto presidente della Nigeria
Muhammadu Buhari eletto presidente della Nigeria
Muhammadu Buhari eletto presidente della Nigeria
Muhammadu Buhari eletto presidente della Nigeria

Elezioni Nigeria: Muhammadu Buhari verso la vittoria


31 marzo 2015

19.55 - Stando agli ultimi dati disponibili, Muhammadu Buhari avrebbe vinto le elezioni in Nigeria ed eviterebbe anche il ballottaggio, avendo conquistato almeno il 25% in 24 stati. Questi dati vengono forniti da Al Jazeera, che dà i numeri complessivi: Buhari avrebbe ottenuto 15 milioni di voti contro i 13 del presidente in carica Goodluck. Altro aspetto da sottolineare è il fatto che Goodman ha telefonato allo sfidante concedendogli la vittoria, cosa che non tutti davano per scontato.

Martedì 31 marzo 2015 - Con il 75% dei voti scrutinati, in testa nelle elezioni in Nigeria è lo sfidante, il candidato musulmano Muhammadu Buhari, che fino a questo momento avrebbe ottenuto 11,5 milioni di voti. Il presidente in carica, Jonathan Goodluck, sarebbe invece fermo a 9,5 milioni di voti. Secondo i dati diffusi dalla Commissione elettorale, Buhari ha vinto in dieci stati, Jonathan in sei (fino a ora sono stati conclusi i conteggi in 16 dei 36 stati del paese). Ma questo potrebbe non bastare a evitare il ballottaggio, visto che è necessario aver conquistato almeno il 25 per cento dei voti in 16 stati o più.

Lunedì 30 marzo 2015 - Entro oggi sono attesi i risultati delle elezioni presidenziali in Nigeria, che hanno chiamato alle urne più di 68 milioni di elettori per scegliere il nuovo Presidente e rinnovare il parlamento federale.
Si è votato fino a ieri perché a causa del malfunzionamento delle carte elettorali biometriche, il sistema che è stato introdotto per evitare brogli, è stato necessario un giorno in più.
I risultati saranno annunciati dalla commissione elettorale indipendente.

Durante le elezioni almeno 20 morti in poche ore


Sabato 28 marzo 2015

18.00 - Confermata l’estensione del voto anche alla giornata di domani, non soltanto per i disservizi tecnici provocati dalle nuove carte biometriche, ma anche per i diversi attentati che hanno segnato questa prima giornata di elezioni.

Il bilancio è ancora provvisorio, ma si parla di almeno 20 persone rimaste uccise in diversi attacchi nel Paese. A questi morti, la notizia è arrivata solo ora, si devono aggiungere le presunte 23 persone che, secondo quanto scrive AFP, sarebbero state decapitate ieri sera da Boko Haram bella cittadina di Buratai, a nord-est del Paese.

16.25 - La BBC, che da ore sta seguendo in diretta le elezioni in Nigeria, riferisce oggi pomeriggio che almeno 13 persone sarebbero rimaste uccise in cinque diversi attacchi condotti da uomini armati, forse collegati a Boko Haram.

Intanto la commissione elettorale della Nigeria ha comunicato di aver esteso a domani le operazioni di voto nelle aree in cui oggi si sono verificati dei problemi coi processi di accredito degli elettori.

28 marzo 2015 - Le operazioni di voto in Nigeria sono cominciate da qualche ora. Si voterà in 36 Stati e nell’Abuja Federal Capital Territory, al centro del Paese. Il Presidente uscente Goodluck Jonathan ha già espresso la propria preferenza, non senza qualche inconveniente: l’ha fatto nel suo villaggio natale, Otuoke, ma il lettore della carta ha dato qualche problema e solo dopo una ventina di minuti si è riusciti a risolvere e a permettere al Presidente di votare.

La situazione, al momento, sembra sotto controllo in tutto il Paese.


27 marzo 2015

- Domani in Nigeria si terranno le elezioni per l'elezione del nuovo presidente: il risultato è tutt'altro che scontato e certamente il mondo non conoscerà il nome del nuovo presidente prima di una quindicina di giorni.

Secondo i ben informati il timore più forte è che il presidente uscente Goodluck Jonathan, se il risultato non gli sarà ragione, possa mettere in atto qualche azione di forza: tutto dipenderà dallo spoglio, e dalle trattative per la spartizione della grossa torta nigeriana (i proventi del petrolio) tra le varie parti politiche che rappresentano il paese. La tornata elettorale di domani si aprirà dopo un rinvio di sei settimane per ragioni di sicurezza.

L’ex generale Muhammadu Buhari, principale concorrente di Jonathan alla presidenza, sembra possa raggiungere (e forse persino battere) l'attuale presidente ed entrambi ricorrono a qualsiasi mezzo per raggiungere vittoriosi il traguardo (per qualsiasi si intende anche la stampa della propria faccia su sacchi di riso distribuiti tra la popolazione meno abbiente).

Nigeria, elezioni 2015: attentato dopo il comizio di Goodluck Jonathan

2 febbraio 2015 - A Gombe, nel Nord-Est della Nigeria, c'è stato un attentato subito dopo il comizio del Presidente uscente Goodluck Jonathan: poco dopo che il suo convoglio ha lasciato il parcheggio dello stadio, un'auto è esplosa e la scena è stata vista con chiarezza dai giornalisti che erano al seguito del Presidente su un autobus dietro le sue auto. Secondo i soccorritori ci sono almeno un morto e 18 feriti e le attentatrici sarebbero due donne, proprio come è successo a novembre al mercato di Maiduguri, quando i morti furono 45.

Si vota il 14 febbraio. 90 gli osservatori Ue


26 gennaio 2015

- Il 14 febbraio i nigeriani saranno chiamati alle urne e le elezioni saranno monitorate da 90 osservatori Ue. Oggi sono arrivati in Nigeria i primi 30, poi un altro gruppo arriverà il 7 febbraio e gli ultimi proprio a ridosso del giorno del voto.

Intanto oggi i delegati Ue hanno incontrato il generale Muhammadu Buhari , candidato del partito di opposizione All Progressive Congress. L'incontro è avvenuto ad Abuja proprio 24 ore dopo il meeting di Muhammadu Buhari a Lagos con il Segretario di Stato americano John Kerry.
La delegazione di osservatori è guidata da Santiago Fisas che ha spiegato che il monitoraggio non potrà purtroppo riguardare tutte le zone del Nord-Est del Paese a causa di problemi di sicurezza.

Nigeria, Elezioni 2015: l'hashag "infame"


9 settembre 2014

Mentre nello stato nigeriano del Borno la setta islamica (quasi un nuovo califfato africano) Boko Haram ha sparato e quasi ucciso l'ufficiale Adeboye Obasanjo, figlio dell'ex-Presidente Obasanjo, si apre ufficialmente la campagna elettorale per le elezioni 2015 nel paese africano.

Flagellata dalle violenze sanguinarie degli islamisti agli ordini di Abubakar Shekau la Nigeria vive alcuni degli anni più bui anche sotto il profilo della tutela dei diritti umani, con le violenze perpetrate dall'esercito regolare nei villaggi musulmani del nord. L'orrore di Boko Haram si è mostrato in tutta la sua crudezza nell'aprile scorso, con il rapimento di centinaia di ragazze costrette a convertirsi all'Islam e a divenire schiave.

Un fatto che ha inorridito mezzo mondo e che ha lanciato la campagna social più virale del 2014 (o seconda solo all'Ice Bucket Challenge): #BringBackOurGirls


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Persino Michelle Obama si è fatta fotografare, viso contrito e cartello in mano, per chiedere l'immediata liberazione delle giovani donne nigeriane; ad oggi, nonostante si sospetti che 200 ragazze siano ancora in mano ai loro aguzzini e che nello stato di Borno Abubakar Shekau abbia proclamato il califfato (un modo per dire che quel territorio è sotto il loro assoluto controllo), la campagna è andata scemando ma non è stata dimenticata.

Nonostante questo il Presidente Goodluck Jonathan, eletto nel 2010, ha lanciato proprio nelle scorse ore la propria candidatura alla Presidenza decidendo di promuovere una campagna social decisamente discutibile: utilizzando l'hashtag #BringBackGoodluck2015 l'attuale ed eccentrico presidente nigeriano intende fare breccia nei cuori dei suoi concittadini (e in particolare dei cristiani battisti) con uno slogan sicuramente d'effetto ma sostanzialmente inappropriato.

Ma, come potete vedere nella fotografia pubblicata su Twitter dal quotidiano nigeriano, lo sprezzo di Jonathan non è solo sui social network: le principali strade di Abuja sono infatti già coperte da cartelloni e striscioni inneggianti al Presidente Jonathan. Tra 147 giorni in Nigeria si voterà: la corruzione endemica, il terrorismo che insanguina il nord, la povertà, il rispetto dei diritti umani, sono tutti temi cari alla comunità internazionale che osserverà quella tornata elettorale con attenzione, dopo che la Nigeria è diventato il paese africano più ricco e prosperoso, scalzando il solido Sudafrica proprio quest'anno.

Se la campagna #BringBackOurGirls è stato, a livello internazionale, un buon modo per mostrarsi sensibili ai guai che derivano dal terrorismo islamico, in Nigeria quella campagna ha rappresentato ben altro: è stata la richiesta della società nigeriana di una governance migliore, meno corrotta e più attenta ai diritti umani. La recente "politicizzazione" di quell'esperienza potrebbe rappresentare per Jonathan una disfatta, politica ed elettorale.

Via | Washington Post

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