“L’opposizione? Si fa in piazza”. Ma a luglio Veltroni diceva il contrario

“L’opposizione? Si fa in piazza”. Non è Antonio Di Pietro a parlare ma, bensì, il leader del Pd Walter Veltroni che, ospite di Fazio a “Che tempo che fa”, rivendica la scelta di scendere in piazza contro il Governo il prossimo 25 ottobre nonostante la crisi finanziaria (“Io avevo detto che in caso di emergenza saremmo stati pronti ad un confronto. La manifestazione non è mai stata revocata”). Peccato che solo fino a qualche mese fa, mentre l’Italia dei Valori a Piazza Navona si batteva contro le leggi ad personam del Premier, il segretario dei democratici la pensava diversamente: “L’opposizione? – disse allora – Si fa in Parlamento, mica in piazza”.

Un riavvicinamento a Di Pietro, dunque? Nemmeno per sogno. Anzi, è proprio da RaiTre che Veltroni scarica definitivamente l’ex pm di Mani Pulite: “L'alleanza - spiega - è finita quando Antonio Di Pietro ha stracciato l'impegno, dopo le elezioni, di costituire un gruppo comune con noi". Con Di Pietro - ripete - avevamo “sottoscritto un programma per costituire un unico gruppo, quando si è accorto che aveva un numero sufficiente di parlamentari per costituirne uno da solo, Di Pietro ha stracciato quell'impegno”.

Tonino non ci sta e dopo aver dato dell’avventato a Veltroni, attacca il Pd accusandolo di aver “ondeggiato con una linea collaborativa, a tal punto da sembrare talvolta persino collaborazionista” mentre l’Italia dei Valori “ha scelto subito un'opposizione chiara, lineare e intransigente”. Il gruppo unico? “Un percorso improponibile”, taglia corto. “Anche perché - aggiunge Di Pietro - non si capisce a quale Pd bisognerebbe aderire, visto che sono tante le anime, tanti i gruppi e diverse le componenti. Ci vorrebbe un libricino con le istruzioni per districarsi in quella giungla”.

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