Abruzzo nel caos: Udc spaccata, Di Pietro va per la sua strada

Certo non ha contribuito alla distensione l'apparizione in Tv di Walter Veltroni e il muro contro muro eretto nei confronti di Di Pietro. Il leader dell'Italia dei Valori ha ribattuto da par suo, come avrete letto, e il primo banco di prova dei nuovi rapporti di forza potrebbe essere proprio la tornata amministrativa abruzzese. Come ricorderete, infatti, la decapitazione della giunta in seguito alla presunta corruzione del presidente Del Turco ha imposto elezioni anticipate, che per la cronaca avranno luogo il 30 novembre.

Mentre però il Pdl presenta un candidato condiviso nella persona di Gianni Chiodi, il Pd rifiuta di appoggiare il candidato dipietrista Carlo Costantini con la motivazione che sarebbe come cedere al diktat dell'ex-pm, quando buona norma vorrebbe che i nomi si scegliessero insieme. La situazione è ulteriormente aggravata dal fatto che i Democratici continuano a sfogliare la margherita, e non è una battuta, incapaci di trovare una personalità tale da far confluire l'apprezzamento di tutte le parti in causa.

E così mentre da sinistra il Prc annuncia di correre da solo, denunciando ''l'atteggiamento suicida del centrosinistra che, presentandosi diviso rischia di consegnare la Regione al centrodestra'', dall'altra parte la coalizione lavora per allargare il consenso assorbendo una parte dell'Udc. Si verifica anche qui un caso simile a ciò che sta accadendo in Trentino, infatti, con la scissione del partito centrista e la nascita di una forza nuova, Abruzzo Futuro, guidata da Carlo Masci. Quest'ultimo dunque sosterrà Chiodi, mentre il resto dell'Udc correrà a sua volta con un candidato proprio, alimentando quella frammentazione che rischia di favorire enormemente l'uomo del Pdl.

Come si vede se il centro-sinistra vuole competere non ha alternative a trovare l'accordo, ma il tempo stringe e la crisi di rapporto dei due partiti a livello nazionale non lascia ben sperare. L'impressione è che Di Pietro non cederà mai, anche per la contiguità territoriale della regione coi suoi lidi natii, e di conseguenza starà al Pd decidere se andare alla prova di forza (e perdere) o mollare, aprendo però un pericoloso precedente.

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