Ore 12 - Il pupo di Cofferati e i guai del Pd di Veltroni

altroForse Edoardo, il pupo di Sergio Cofferati, non dovrà attendere la primavera per porre fine ai suoi avanti-indietro con i genitori nella tratta Genova-Bologna-Genova.

Come previsto, dopo il ritiro della candidatura di Cofferati, il Pd di Bologna è entrato nel caos. E in mezzo al caos, ogni giorno che passa, l’ex segretario generale della Cgil, oltre ad essere visto come un “estraneo”, è oramai considerato un “intralcio”.

Tanto da ritenere quasi impossibile (comunque deleteria) la sua permanenza come primo cittadino fino a maggio-giugno del prossimo anno. A questo punto non sono pochi a spingere per tagliare la testa al toro.

Cofferati? Meglio per tutti se sloggia il 14 dicembre, in coincidenza della scelta del nuovo candidato. Cofferati? Tanto vale che se ne vada subito, per non influenzare le primarie.

Questo dicono adesso nel Pd. E questo vogliono adesso nel Pd. Per avere le mani libere, per giungere alla notte dei lunghi coltelli senza l’ombra del “cinese” e del suo gruppo.

Insomma, dopo il forfait di Cofferati, è saltato il tappo della bottiglia e il Pidì bolognese ed emiliano va a briglia sciolta, alla deriva. L’uno contro l’altro in armi. Tutti contro tutti.

Ha un bel dire Bersani di “restare uniti e puntare sul candidato migliore”. Appelli che cadono nel vuoto. C’è addirittura che reclama un nuovo “uomo della provvidenza”, un nuovo catapultato dal centro, come fu con l’ex capo della Cgil.

La città vive con distacco ma anche con disagio questa situazione. Nel Pd si parla solo di poltrone, di diatribe interne. E i bolognesi, e non solo loro, lo sentono e ne sono disgustati. Un disgusto che si porteranno dentro fin dentro l’urna.

Ma Bologna non è sola. A Firenze è ancor peggio. E quasi ovunque è come a Bologna e Firenze. Povero Walter!

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