Con il Pd ko, rischi anche per il Pdl. Implosione del sistema?

Gli strappi di Walter Veltroni, specie l’ultimo con Antonio Di Pietro, non portano bene al Pd che negli ultimi sondaggi fatti da Dinamiche per Affaritaliani viene dato al 28% nelle intenzioni di voto, mentre l’Idv vola al 9% raggiungendo la Lega Nord.

Protestano a gran voce gli ex prodiani con Franco Monaco infuriato: “La batosta elettorale non è servita. Dallo slogan dell’Ulivo Uniti per vincere, si è passati al “Divisi per perdere”.

Ancora più duro Arturo Parisi: “Incapace di riconoscere i suoi errori, prigioniero del teorema che ha guidato la sua linea disastrosa, per poterne fuoriuscire Veltroni è costretto a infilarsi in contraddizioni crescenti e a spingere in un angolo il Pd e il centrosinistra”.

Non siamo solo alla riedizione delle liti fra comari. Quel che sta accadendo nel Pd dimostra lo stato di sfarinamento del partito di Veltroni ma anche la crisi complessiva del centrosinistra.

Pierferdinando Casini critica “La miopia di chi, a sinistra, ha cercato di costruire a tavolino la democrazia dei partiti unici senza guardare alla storia politica del Paese”.

In questo quadro, anche lo stato di buona salute del Pdl è solo apparente. La crisi di uno dei due partiti unici non potrà non avere effetti sull’altro e trasformarsi in una crisi di sistema. Con rischi di implosione per il Paese.

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