Enrico Letta:" Scozia indipendente? Distruggerà l'Europa"

L'ex-premier Letta in una lettera pubblicata dal Corriere della Sera: "Scozia indipendente? Terremoto sull'Ue"

Esce dal lungo silenzio Enrico Letta e lo fa con una lettera al Corriere della Sera che certamente farà discutere, almeno gli addetti ai lavori:

Nella sua lettera alla direzione del quotidiano milanese l'ex-premier si prodiga in un paragone, forse un po' azzardato, tra gli effetti che ebbe l'attentato di Sarajevo di un secolo fa, la miccia che fece esplodere la Grande Guerra, e quelli che potrebbe avere il referendum scozzese prossimo venturo.

Gli effetti, scrive Letta, sarebbero come un drammatico domino: se la Scozia, avente la popolazione del Regno più europeista, dovesse staccarsi da Londra gli effetti più devastanti si potrebbero avvertire nel 2017, quando i cittadini inglesi voteranno per stabilire l'uscita o meno del Regno Unito dall'Unione. Sondaggi alla mano, scrive Letta, il referendum scozzese potrebbe avere un effetto detonante anche per l'altra consultazione, con conseguenze inimmaginabili per l'Ue.

La teoria è che se oramai stai nella barca allora non puoi più scendere, almeno se parli inglese: questione di soldi, of course. A spiegarlo è lo stesso Letta:

"I suoi effetti (l'uscita della GB dall'Ue, nda) negativi sarebbero molteplici; dal fatto che dal Regno Unito viene oggi la più forte spinta per aprire ulteriormente il mercato unico e rendere meno burocratiche e più efficienti le istituzioni dell’Unione, all’importanza cruciale che riveste la Gran Bretagna per spingere l’Ue a finalizzare il «Ttip», il grande accordo del commercio internazionale con gli Usa [...] avrebbe un’Ue senza la forza della politica di sicurezza della GB, e nei mercati mondiali un’Ue senza Londra, insostituibile capitale finanziaria europea.
Inoltre l’Europa senza la Gran Bretagna sarebbe più piccola e povera, perdendo l’11% del proprio bilancio. Il messaggio di un’Ue che dopo la terribile crisi economica di questi anni perde un pezzo così importante rafforzerebbe l’idea di un continente che ha imboccato la china discendente."

Ma i primi effetti, sostiene Letta, li potremo osservare già giovedì sera, se in Scozia vincessero i "Si" al referendum: nonostante la Scozia abbia manifestato più volte (ma questo Letta non lo scrive) il proprio entusiasmo europeista (il premier scozzese Alex Salmond dell''EU enthusiastic member' ha fatto un cavallo di battaglia), le possibilità che questa possa entrare nell'Unione (dove decisioni del genere si prendono all'unanimità) sarebbero praticamente nulle. Secondo Letta infatti sarà la Spagna, preoccupata per la possibile emulazione scozzese in terra di Catalogna, ad opporsi strenuamente all'ingresso della Scozia nell'Unione.

L'effetto domino che Letta descrive ha un che di apocalittico: si presuppone concettualmente che l'autodeterminazione sia divenuta roba per bovari ignoranti con le scarpe di due misure più grandi, proprio mentre la stessa Unione Europea (proprio in accordo con Gran Bretagna e Stati Uniti) "esporta" democrazia in Ucraina sottolineando la giustizia delle ragioni univoche del popolo ucraino, proprio mentre altrove la diplomazia europea sostiene fermamente le ragioni, formali, dei popoli.

"L’esperienza autonomistica italiana, a partire dal caso del Trentino Alto Adige, dimostra che convivere è possibile. E sia in Scozia sia in Catalogna sono tante le voci che chiedono di perseguire terze vie tra centralismo e indipendenza. A Barcellona la rottura tra i partiti catalanisti con la spinta indipendentista di Artur Mas in opposizione rispetto ai più saggi fautori di una terza via alla Josep Duran, dimostra come il populismo istituzionale ancora non abbia vinto e come possano prevalere posizioni ragionevoli, sempre che non prevalga l’effetto a catena del sì scozzese giovedì."

Insomma, il timore è che i "grandi temi" (welfare, crescita, sviluppo economico, peso politico europeo, etc) vengano accantonati in favore dell'economia reale, delle esigenze anche democratiche dei popoli che l'Unione la colorano. Come scrive lo stesso Letta (e non è qui intenzione schierarsi per questa o quella posizione) "la convivenza è possibile" e quindi, se lo è, perchè non può esserlo nel particolare? D'altra parte, la filosofia che non ci fa "pensare globale per agire locale" ci ribalta questo assioma liberista figlio del nostro tempo, proponendo un più prudente "pensare locale per agire globale".

Ecco, forse la riduzione degli spazi vitali degli stati può anche portare al "rischio Sarajevo" di cui parla Letta nella sua lettera, ma siamo più propensi a credere che siano i consessi europei a doversi porre qualche domanda differente, semplicemente sul come incentivare il riconoscimento dell'identità dei popoli a discapito dell'uniformità di menti, costumi, linguaggi, obiettivi.

D'altra parte, gli scozzesi non sono mai stati inglesi.

President Obama Meets With Italian Prime Minister In The Oval Office

  • shares
  • Mail
1 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO