Nuovi poteri e più autonomia alla Scozia: le promesse inglesi se vince il "no"

I politici inglesi David Cameron, Ed Miliband e Nick Clegg promettono agli scozzesi più autonomia e nuovi poteri se decideranno di non staccarsi dal Regno Unito: "Offiramo un cambiamento più rapido e sicuro"

Continua il rush finale della campagna referendaria in Scozia e si fanno sempre più grandi le preoccupazioni inglesi per una possibile vittoria dei "Si": in una lettera pubblicata questa mattina sul quotidiano britannico The Daily Record e firmata dal primo ministro inglese David Cameron, dal leader laburista Edward Miliband e dal leader liberaldemocratico Nick Clegg la politica inglese fa un passo non scontato verso le richieste Scozzesi.

La promessa è quello che i tre leader politici britannici chiamano "the Vow", un vero e proprio voto: l'impegno è di riconoscere maggiori poteri alla Scozia nel caso di vittoria del "No" al referendum di giovedì 18 settembre. Un referendum che lo stesso Cameron ieri aveva stigmatizzato come un "doloroso divorzio", un divorzio che preoccupa financo la Regina Elisabetta, anch'ella scesa in campo con un appello ai sudditi scozzesi.

La politica inglese dunque, preoccupata dall'esito del referendum, non sta a guardare: i giornali europei di oggi sono ricchi di contributi (in Italia sul Corriere della Sera ci ha pensato Enrico Letta a dare manforte alle ragioni inglesi e a descrivere la vittoria dei "Si" come una possibile devastazione per l'Unione Europea) che danno ragione alle preoccupazioni di Londra. Nella lettera aperta pubblicata in prima pagina sul quotidiano scozzese e intitolata "La promessa", i tre leader politici britannici sottolineano che un 'No' al referendum sull'indipendenza "porterà un cambiamento più rapido, sicuro e migliore della separazione".

La Promessa dei leader politici inglesi si articola in tre punti chiave: il primo promette “vasti poteri” per il parlamento scozzese, il secondo è la garanzia di condivisione delle risorse in maniera equa (un chiaro riferimento al petrolio, le cui royalties non sarebbero equamente distribuite secondo gli scozzesi), e infine l’impegno categorico nel riconoscere al governo scozzese la decisione sul finanziamento dell’Nhs, il servizio sanitaria nazionale che costituisce una delle maggiori incognite in caso di indipendenza secondo parte dell’elettorato.

Un'apertura non da poco, ma che viene rispedita al mittente dal premier scozzese Alex Salmond, che lo ha ridicolmente bollato come un disperato tentativo dell'ultimo minuto, basato sul nulla dell'offerta politica da parte di Londra.

In effetti l'impegno inglese a due giorni dal voto suona molto come un'ultima spiaggia, anche se chi in Inghilterra fa le vere statistiche (e cioè i bookmakers) è pronto a scommettere sulla vittoria dei "No".

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Via | The Daily Record

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