Il secondo video di John Cantlie, il giornalista ostaggio dello Stato Islamico

"Racconterò la verità sui rapporti tra Occidente e Stato Islamico".

23 settembre 2014 - È stato appena diffuso il primo "episodio" di Lend my ears (fate attenzione), ovvero la serie di video che era stata annunciata la settimana scorsa e in cui il giornalista britannico ostaggio dello Stato Islamico, John Cantlie, racconta la "verità" su quanto sta avvenendo in Medio Oriente, seguendo ovviamente la chiave di lettura dell'Isis. Cantlie, che si presenta come "il giornalista abbandonato dalla sua nazione" racconta quindi di come si stia procedendo verso una guerra della quale già si sa che non ha come obiettivo quello di sconfiggere lo Stato Islamico, portando come prova anche le dichiarazioni di un ex capo della Cia (secondo il quale Obama "non ha la minima intenzione di sconfiggere l'Isis), il fatto che si stia facendo il solito gioco dell'intervento non-intervento (bombardamenti aerei, senza truppe di terra) per convincere la popolazione ad accettare una nuova guerra e di come, a dimostrazione di quanto tutto questo sia inutile, in Afghanistan i talebani abbiamo ripreso il controllo di vaste aree del paese.

La seconda parte cerca di capire le ragioni di una guerra contro lo Stato Islamico, sottolineando come si tratti del più "importante gruppo jihadista visto in tempi recenti" e come la sua espansione abbia colto tutti di sorpresa. Si va poi a guardare quelli che sono gli alleati degli Usa, in particolare quel Bashar al Assad che fino a poche settimane fa era il nemico pubblico numero uno dell'Occidente e che oggi invece sembra gradualmente tornare a essere una persona con cui si può dialogare. Il tutto, ovviamente, con lo scopo di sconfiggere lo Stato Islamico: impresa improba, sottolinea Cantlie, come il Vietnam avrebbe dovuto insegnare agli americani, la cui stima di 15mila soldati necessari per sconfiggere i miliziani islamici è "ridicolmente bassa".

Non è possibile verificare l'autenticità del nuovo filmato che lo Stato Islamico ha rilanciato in rete, ma non sembrano esserci molti dubbi sul fatto che l'uomo che nel filmato parla sia veramente John Cantlie, giornalista britannico che ha scritto per alcune delle principali testate in inglese e che dal 2012 è ostaggio dell'Isis. Ma in questo video c'è qualcosa di più delle solite richieste da parte degli ostaggi nei confronti della loro nazione: in un certo senso, Cantlie è stato messo davanti a una scrivania a fare il suo lavoro di giornalista, che però in questo caso informa la popolazione (e lo farà anche in altre puntate) su cosa avviene tra Stato Islamico e Occidente utilizzando proprio il punto di vista dell'Isis.

La cosa fa parte di una strategia comunicativa molto studiata e particolare che caratterizza il gruppo di al-Baghdadi e che in questo caso ha, probabilmente, lo scopo di far arrivare a noi una chiave di lettura diversa, ma veicolata da un occidentale. E certo, premette Cantlie, tutti penseranno che "è obbligato a dire quello che dirà", ma vuole approfittare di questa situazione, in cui "non ha niente da perdere", per "veicolare alcuni fatti". Ecco la traduzione completa del video di John Cantlie.

"Salve, il mio nome è John Cantlie e sono un giornalista britannico che lavorava per alcuni dei principali quotidiani e riviste del Regno Unito, tra cui il Sunday Times, il Sun e il Sunday Telegraph. Nel novembre 2012 sono venuto in Siria, dove sono stato rapidamente catturato dallo Stato Islamico. Ora, quasi due anni dopo, molte cose sono cambiate: tra cui l'espansione dello Stato Islamico che adesso include larghe fette della Siria dell'est e dell'Iraq dell'ovest, una terra più grande della Gran Bretagna e di molti altri stati. Ora, so quello che state pensando: 'Lo fa solo perché è un prigioniero, è costretto a farlo e ha una pistola puntata alla tempia', vero? Beh, è vero, sono un prigioniero, questo non lo posso negare. Sono stato abbandonato dal mio governo, il mio destino è nelle mani dello Stato Islamico e non ho niente da perdere, forse vivrò e forse morirò. Ma voglio approfittare di questa opportunità per diffondere alcuni fatti che potete verificare, fatti che se presi in considerazione potrebbe salvare delle vite. Nelle prossime puntate vi mostrerò la verità, di come i media occidentali cercano di trascinare il pubblico negli abissi di un'altra guerra contro lo Stato Islamico. Dopo due disastrose ed enormemente impopolari guerre in Iraq e Afghanistan, com'è possibile che il nostro governo abbia tutta questa fretta di essere coinvolto in un altro conflitto che non può vincere? Vi mostrerò la verità dietro il sistema e le motivazioni dello Stato Islamico, e il modo in cui i media occidentali, gli stessi per cui lavoravo, possono capovolgere e manipolare la verità per il pubblico a casa. Ogni storia ha due facce, pensi di avere il quadro completo? Vi mostrerò la verità di quello che accade quando molti europei vengono rapiti dallo Stato Islamico e di come britannici e americani si comportano in modo diverso da tutti gli altri paesi europei. Questi negoziano con lo Stato Islamico e riportano a casa la loro gente, mentre i britannici e gli americani li abbandonano. È davvero allarmante vedere dove tutto questo sta andando a parare e come la storia ripeta sempre se stessa, ancora una volta. C'è tempo per cambiare questa apparentemente inevitabile sequela di eventi, ma solo se voi, il pubblico, agite subito. Unitevi a me, nelle prossime puntate, e penso che sarete sorpresi da quello che scoprirete".

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