Che fine ha fatto il FOIA promesso da Matteo Renzi? Da #digit14 la domanda al premier @matteorenzi

Il Freedom Information Act era uno dei cavalli di battaglia di Renzi, per le primarie (quelle perse) del Pd e persino all'insediamento del suo governo

Matteo Renzi ne ha fatte tante, proprio tante, di proposte e di promesse. E non è che sia sufficiente fare i titoloni sull'annuncite – termine orrendo – per criticarlo. Bisogna per forza entrare nel merito delle cose, fare le cronologie, riportare le parole. Che, grazie al web, rimangono, anche quando spariscono.

Il 6 novembre 2012 (si avvicinavano le primarie del Pd che lo vedevano contrapposto a Bersani), Matteo Renzi twittava:

L'hashtag, #ogs12, era quello dell'Open Government Summit 2012.

La proposta era contenuta nella sezione Idee del sito di Matteo Renzi. Oggi la pagina web che la conteneva non c'è più. Quella sezione idee è sparita, ce n'è un'altra. Se si cerca FOIA, il sito ufficiale del premier restituisce come risultato un laconico

Siamo spiacenti non ci risultati.

Se si cerca "freedom information" (più caratteri non si possono inserire) si trova una rassegna stampa che contiene pezzi fino a marzo del 2013.

Fortunatamente, sul web ci sono strumenti che permettono di trovare pezzi che erano stati pubblicati. Per esempio, archive.org. Eccolo, il testo sul FOIA, nella sezione "Uno stato semplice, dalla parte dei cittadini".

«b. Trasparenza totale secondo il modello del Freedom of Information Act.

Qualsiasi documento, anche non ufficiale, e qualsiasi informazione inerente a qualsiasi amministrazione pubblica (con la sola eccezione dei documenti secretati con apposito provvedimento motivato) deve essere accessibile a chiunque, senza necessità di una richiesta motivata; nessun mandato di pagamento può essere efficace se non sarà disponibile on line, corredato da tutta la relativa documentazione».

Non solo. Il giorno del suo insediamento, Renzi ha fatto un lungo discorso e ne ha riparlato (qui il testo completo):

«Non siamo per sottrarre responsabilità ai dirigenti, siamo per dargliele tutte; vorremmo che la parola accountability trovasse una traduzione in italiano, perché vi sono le responsabilità erariali, quelle penali e quelle civili, però non ve n'è una da mancato raggiungimento degli obiettivi, se non a livello teorico: questa, però, è una sfida di buon senso, che nell'arco di quattro anni può essere vinta e affrontata se partiamo subito e se abbiamo anche il coraggio - lasciatemelo dire - di far emergere in modo netto, chiaro ed evidente che ogni centesimo speso dalla pubblica amministrazione debba essere visibile on line da parte di tutti.

Questo significa non semplicemente il Freedom of Information Act, ma un meccanismo di rivoluzione nel rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione tale per cui il cittadino può verificare giorno dopo giorno ogni gesto che fa il proprio rappresentante».

Renzi addirittura rilanciava, insomma, in Parlamento. Oggi è il 20 settembre 2014.

Il Freedom Of Information Act, in Italia, non esiste (e a proposito di promesse, ci sarebbe anche quella fatta nello studio televisivo di Bruno Vespa a proposito dei debiti della pubblica amministrazione: il termine ultimo è previsto per domani, e non ci sono i margini perché la promessa venga mantenuta. Renzi fece addirittura una scommessa con Vespa).

A Digit 2014, durante l'incontro sul tema, se ne parla abbondantemente e si ricorda come anche i giornalisti abbiano delle colpe, se il FOIA non c'è ancora. Perché non c'è alcuna spinta effettiva perché venga approvato.

Nel frattempo, quasi due anni dopo, Renzi ha accettato la sfida dell'Ice Bucket Challenge facendosi la doccia ghiacciata.

Da Digit 2014 (affinché la questione non resti rinchiusa fra i confini dell'incontro, come propone Marco Giovannelli), si prova a lanciare un'altra "sfida" a Renzi. Anzi, qualcosa di più semplice di una sfida. Più semplice persino di una doccia ghiacciata. Si fa una domanda:

«Perché la proposta/promessa del Freedom Of Information Act non ha avuto seguito?»

Blogo aderisce, immediatamente e senza dubbi.

Matteo Renzi, che fine ha fatto il FOIA?

Che cos'è il FOIA

Per spiegare cosa sia esattamente il Freedom Of Information Act (FOIA), è sufficiente e utile collegarsi al sito foia4italy. Si tratta di un insieme di norme che regolano il diritto all'accesso all'informazione. In base a queste regole,

«la pubblica amministrazione ha obblighi di informazione, pubblicazione e trasparenza e i cittadini hanno diritto a chiedere ogni tipo di informazione prodotta e posseduta dalle amministrazioni che non contrastino con la sicurezza nazionale o la privacy».

foia4italy.it
foia.it

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