Ping Pong: botte (e risposte) della giornata politica

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Allarme recessione: colpite di più le famiglie. Mario Draghi: “Segnali negativi per i prossimi mesi: colpite le famiglie e le pm aziende per la restrizione del credito”. Emma Mercegaglia: “Le imprese soffocano, garantire il credito”. Silvio Berlusconi: “Convocherò aziende e Abi”. L’Fmi: “Tenere sotto controllo il deficit per sostenere l’attività economica. Tagliare i tassi perché l’inflazione cala”. Sarkozy: “Serve il governo europeo dell’economia”. Schifani: “Serve una nuova Bretton Woods”. Ocse: “In Italia c’è grandissimo divario ricchi-poveri”.

Il nostro commento
Anche se il premier Berlusconi aveva spergiurato che la crisi finanziaria non si sarebbe trasformata in crisi reale, adesso il governatore della Banca d’Italia Draghi lancia l’allarme per i prossimi mesi. E’ vero, ci sono paesi che stanno peggio di noi anche perché hanno un modello di banche meno sano di quello italiano. Ma la recessione è alle porte (dopo il calo del Pil nel secondo trimestre, i più recenti indicatori confermano segnali negativi per i prossimi trimestri) e, come sempre, pagheranno di più le fasce più deboli. La crisi è globale e, come dice lo stesso Draghi, “E’ maturo un ripensamento profondo dell’apparato istituzionale a livello internazionale”. Indietro non si torna, l’integrazione dei mercati internazionali va mantenuta. Ma il modello di sviluppo va ritoccato. E non solo in superficie.

Alessandro Leipold (Direttore dell’Fmi Europa): “Gli aiuti di Stato italiani non vanno nella giusta direzione. L’Italia deve procedere più velocemente con le liberalizzazioni. Anche perché il governo ha la maggioranza per farlo”.

Silvio Berlusconi: “Non è andando in piazza che si risolvono i problemi. Ridurremo la pressione fiscale appena i conti pubblici ce lo permetteranno. Manterremo l’impegno di ridurre il debito pubblico sotto il 100% entro il 2011”.

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