Elezioni Regionali Sicilia: la faida tra Miccichè e Alfano

Angelino Alfano
A quattro giorni dal voto siciliano si fanno più duri i toni tra gli ex compagni di partito Gianfranco Micciché e Angelino Alfano. I due, prima sono stati alleati nella scelta di Nello Musumeci come candidato alla presidenza della Regione – candidatura che doveva in teoria riunire tutto l'ambito del centrodestra siciliano frammentato dall'esperienza di governo della giunta Lombardo – poi si sono separati, e Miccichè ha abbandonato la nave per candidarsi in solitaria con il suo partito Grande Sud e l'appoggio dell'Mpa di Lombardo e di Futuro e libertà. E ora che gli ultimi sondaggi danno un testa a testa all'ultimo voto tra Musumeci e il candidato di PD e Udc Rosario Crocetta, i voti di Micciché rischiano di essere decisivi.

Alfano, facendo ricorso alla collaudata tecnica del "voto utile", ha dichiarato che "la sfida è tra Musumeci e Crocetta", e quindi votare per altri candidati sarebbe controproducente. Micciché ha risposto accusando il segretario Pdl di diffondere falsi sondaggi:

Alfano e’ un illuso. Lo invito ufficialmente a seguire il prossimo lunedì lo spoglio a Palermo nel mio comitato elettorale. Vedremo in quell’occasione chi riderà e chi piangerà. Io piangerò di felicità. La mia spalla è a sua disposizione per i fiumi di lacrime che inevitabilmente verserà

Ma la faida tra i due non finisce qui, perché dagli ambienti vicini al candidato del Pdl e La Destra emerge il sospetto che Micciché si stia adoperando anche in altri modi per far perdere il suo ex partito.


Lo stesso Musumeci ha dichiarato di avere informazioni secondo cui Micciché e Lombardo, in questi ultimi giorni di campagna elettorale, starebbero dirottando i loro voti su Rosario Crocetta per permettergli di diventare presidente. Vista l'esigua differenza di voti che secondo i sondaggi separa i due front-runner, i voti di Grande Sud e Lombardo sarebbero l'ago della bilancia, ed ecco quindi un patto già ribattezzato "Crocché", tra Crocetta e Micciché. D'altronde il primo è appoggiato da Udc e Api, il secondo da Fli e Mpa, che a livello nazionale sono (o erano fino a pochi giorni fa) alleati. Tutti negano – tranne il finiamo Granata che dice di tifare per il candidato del PD – soprattutto Crocetta che, ironia della sorte, poche settimane fa accusava Micciché e Musumeci di essersi accordati sottobanco.

Ancora una volta emerge l'importanza delle elezioni siciliane, dal cui risultato potrebbero dipendere le alleanze per le prossime elezioni politiche, con l'Udc che ora sta con il PD ma potrebbe ripensare a un accordo con il Pdl se dovesse prevalere Musumeci, e il PD che aspetta di capire in che misura la spaccatura con la sinistra di Sel possa danneggiarlo. Ma il risultato potrebbe essere decisivo anche per Angelino Alfano, che in Sicilia gioca in casa e per cui una sconfitta nella sua regione potrebbe essere uno smacco insostenibile. Tanto che da più parti si parla di possibili dimissioni da segretario del Pdl se Musumeci non diventasse presidente

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