Corriere della sera contro Renzi: scatta l'ultimatum al governo?

L'editoriale del direttore De Bortoli contro Renzi scatena fantasie complottiste

matteo renzi1

Non c'è dubbio che, nei sommovimenti politici italiani degli ultimi anni, il Corriere della Sera abbia ricoperto un ruolo non indifferente, per alcuni semplicemente come anticipatore di eventi, per altri addirittura come ispiratore e megafono delle manovre di palazzo. Era proprio sul quotidiano di via Solferino che comparve l'ipotesi di Mario Monti premier, poi avveratasi nel giro di pochi giorni. E sempre il quotidiano di De Bortoli fece prima di tutti il nome di Enrico Letta con cui si sbloccò l'impasse istituzionale di un anno e mezzo fa. Non c'è da meravigliarsi quindi che ogni parola del Corriere, specie quando viene dal suo direttore, venga ormai vista come un messaggio o un'anticipazione di cose che accadranno.

E quindi niente da stupirsi che l'editoriale di oggi del Corriere, a firma di Ferruccio De Bortoli e proprio nel giorno in cui il quotidiano si presenta in edicola con un nuovo look, abbia scatenato una ridda di dietrologie. De Bortoli non le manda a dire al premier, esordendo con un inequivocabile

Devo essere sincero: Renzi non mi convince.

E giù una serie di critiche mirate, dal modo in cui gestisce il potere, alla "personalità ipertrofica", ai ministri fragili. Un attacco del genere non era mai stato riservato a nessuno in tempi recenti, forse neppure al Berlusconi dell'ultimo governo. E allora ecco che si parla di "avviso di sfratto" al premier, che è ancora negli Stati Uniti. Da notare poi che De Bortoli non attacca le politiche del governo – anzi, elogia quelle sul lavoro – il suo è proprio un attacco mirato a Renzi.

Sul finire dell'editoriale, De Bortoli parla di "sospetti di massoneria" legati al Patto del Nazareno, che, si nota, servirà anche a eleggere il nuovo Capo dello Stato nel 2015, quando è praticamente certo che Napolitano si dimetterà.

La dietrologia sul senso delle parole di De Bortoli si è scatenata, individuando persino il "mandante", che sarebbe Mario Draghi. Il governatore ha un rapporto privilegiato con il Corriere, ma non con Renzi. Anzi, dopo l'incontro ad agosto, tra i due è calato il gelo: in quell'occasione Draghi aveva consigliato al premier di farsi aiutare dalla "Troika" per le riforme, ipotesi che Renzi ha rifiutato sdegnosamente. Da allora Draghi non ha risparmiato bacchettate al governo, e Renzi non ha nascosto l'insofferenza per il capo della Bce. Tanto è vero che il nome di Draghi non sarebbe presente nella "lista condivisa" di candidati al Quirinale stilata negli incontri al Nazareno tra Renzi e Berlusconi: entrambi non vorrebbero l'ex governatore di Bankitalia come Capo dello Stato, per motivi diversi (Berlusconi accusa Draghi di aver accelerato la sua caduta nel 2011, e per questo continua a ribadire l'importanza che resti all'EuroTower).

E, dicono le voci di corridoio, l'esclusione di Draghi dalla shortlist sarebbe il vero motivo alla base dell'editoriale di oggi.

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