Ok della Camera al Reato di Depistaggio. Brunetta: "È un abominio"

strage di bologna

Questa mattina, la Camera dei Deputati ha approvato la norma che introduce il reato di depistaggio e inquinamento del processo. In poche parole, il ddl prevede che chi manomette le prove, al fine di depistare, va incontro ad una pena di 4 anni di reclusione. Sono previste anche aggravanti nel caso in cui il reato fosse compiuto da un pubblico ufficiale o in caso di processi per associazione sovversiva, mafia e strage. Ora dovrà essere il Senato a pronunciarsi, ed è lì che Forza Italia ed Ncd promettono battaglia.

A Montecitorio la legge è passata con 351 voti favorevoli (i voti contrari sono stati 50, gli astenuti 26). Il primo firmatario della proposta è Paolo Bolognesi, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della strage di Bologna e deputato Pd. Come viene riportato dal sito dei democratici, Bolognesi si è detto molto soddisfatto per quanto avvenuto oggi: "rappresenta una svolta storica per questo Paese. [...] Ci sono volute quattro legislature perché la legge fosse discussa. Ma ora, con questo voto cambiamo e introduciamo un sistema che taglia con il passato, guarda in faccia la propria storia e dice basta con l'impunità, le zone grigie del potere e il depistaggio per coprire, esecutori e mandanti politici".

Non sono dello stesso parere gli alfaniani e i berlusconiani, che non hanno condiviso l'impianto della norma. A tale riguardo, Renato Brunetta è intervenuto subito sul tema, definendo il provvedimento un "mostro giuridico". Per l'ex ministro della Pubblica amministrazione, sarebbe l'ennesimo regalo ai pm, che in questo modo accresceranno il loro potere in maniera incontrollata. Inoltre, in conferenza stampa ha aggiunto: "Non solo Forza Italia ma anche un partito di governo come quello di Alfano, l’Ncd, non condivide questa proposta di legge per l’introduzione nel codice penale del reato di depistaggio e inquinamento processuale. Si è spaccata la maggioranza su un provvedimento liberticida, un abominio per il nostro stato di diritto [...] Ha vinto ancora il partito delle procure, che fornisce ai magistrati, ai pubblici ministeri, uno strumento spaventoso per condizionare l’accertamento della verità" (Via il Velino).

In sintesi, ecco cosa comporta il nuovo reato di depistaggio:
- Pena di reclusione fino a quattro anni per chi impedisce (o ostacola) processi e indagini, per chi crea delle false piste, per chi modifica la scena del crimine, per chi occulta, distrugge o altera prove.

- Se a compiere il reato è un pubblico ufficiale, la pena aumenta da 1/3 alla metà. Inasprimenti della condanna sono predisposti anche nei processi per stragi e terrorismo, per mafia e associazioni segrete, per traffico di armi e per materiale nucleare, chimico o biologico, o per altri delitti considerati gravi (sequestro con finalità estorsiva, tratta di persone).

- Se la pena supera i tre anni, il condannato è interdetto dai pubblici uffici a vita.

- Una riduzione della pena ( da metà a due terzi) è contemplata per chi per chi ripristina la scena del crimine o "disocculta" le prove, e per chi aiuta la magistratura ad individuare i colpevoli.

- Il depistaggio aggravato comporta il raddoppio dei termini di prescrizione.

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