Finale di partita: Silvio Berlusconi non si ricandida. A dicembre (forse il 16) le primarie del PdL

Ora sì che c'è la notizia. Silvio Berlusconi ha deciso, definitivamente, di non ricandidarsi a premier per le Elezioni politiche 2013.

L'annuncio è arrivato in serata, con una nota scritta diffusa dall'ex premier, che rappresenta una vera e propria resa, naturalmente edulcorata dalla consueta retorica berlusconiana.

«Per amore dell’Italia si possono fare pazzie e cose sagge. Diciotto anni fa sono entrato in campo, una follia non priva di saggezza: ora preferisco fare un passo indietro per le stesse ragioni d’amore che mi spinsero a muovermi allora».

Non poteva mancare, poi, il riferimento calcistico. Che, a giudicare dai risultati sul campo del suo Milan ha un sapore ancora più crepuscolare.

«Non ripresenterò la mia candidatura a Premier ma rimango a fianco dei più giovani che debbono giocare e fare gol. Ho ancora buoni muscoli e un po’ di testa, ma quel che mi spetta è dare consigli, offrire memoria, raccontare e giudicare senza intrusività».



Poi, l'annuncio delle primarie:

«Con elezioni primarie aperte nel Pdl, sapremo entro dicembre chi sarà il mio successore, dopo una competizione serena e libera tra personalità diverse e idee diverse cementate da valori comuni»

La data suggerita dall'ex premier per la consultazione di partito è il 16 dicembre.

Poi, spazio al vecchio cavallo di battaglia contro il nemico comunista:

«La continuità con lo sforzo riformatore cominciato diciotto anni fa è in pericolo serio. Una coalizione di sinistra che vuole tornare indietro alle logiche di centralizzazione pianificatrice che hanno prodotto la montagna del debito pubblico e l'esplosione del paese corporativo e pigro che conosciamo, chiede di governare con uno stuolo di professionisti di partito educati e formati nelle vecchie ideologie egualitarie, solidariste e collettiviste del Novecento».

«Sta al Popolo della Libertà, al segretario Angelino Alfano, e a una generazione giovane che riproduca il miracolo del 1994, dare una seria e impegnativa battaglia per fermare questa deriva».

Infine, il commento a Mario Monti e al suo Governo:

«Hanno fatto quel che hanno potuto, cioé molto, nella situazione istituzionale, parlamentare e politica interna, e nelle condizioni europee e mondiali in cui la nostra economia e la nostra società hanno dovuto affrontare la grande crisi finanziaria. Sono stati commessi errori, alcuni riparabili a partire dalla legge di stabilità e ad alcune misure fiscali sbagliate, ma la direzione riformatrice e liberale è stata sostanzialmente chiara».

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

  • shares
  • Mail
8 commenti Aggiorna
Ordina:

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO