Sondaggi politici: la crisi nera di Forza Italia

Secondo alcune indiscrezioni, il partito di Berlusconi rischia di venire superato dalla Lega Nord. Ma di chi è la colpa?

Sondaggi politici - Fino a questo momento le intenzioni di voto nei confronti dei partiti ci hanno raccontato di una situazione abbastanza stabile: il Pd attorno al 40% e senza rivali, il Movimento 5 Stelle vicino al 20% e che resiste al periodo particolarmente in sordina per Beppe Grillo & co., Forza Italia attorno al 16/17%, ad annaspare per restare tra i partiti che contano e alle prese con un dilemma: continuare ad affidarsi a Silvio Berlusconi o tentare un ribaltone che dia il via a una nuova stagione?

Questo era il quadro, apparentemente immutabile fino a data da destinarsi e in larga parte legato ai successi o fallimenti del governo Renzi. Già da qualche tempo, però, si parla dei dati riservati in mano a Berlusconi, che avrebbe tenuto segreti per non aumentare ulteriormente la temperatura nel suo partito e che darebbero Forza Italia in una crisi di consensi molto peggiore di quanto stimato fino a oggi. La domanda che sorge spontanea è: ma perché gli altri istituti di sondaggi non se ne accorgono? Può essere che le metodologie siano diverse, può essere che gli altri istituti stiano di nuovo prendendo cantonate, può essere che tutta questa storia sia una bufala.

Fatto sta che i numeri del famoso sondaggio che inchioda Forza Italia a una posizione di quasi marginalità ora sono saltati fuori, ne dà notizia Affari Italiani, che in questi giorni sta inondando la rete di "retroscena clamorosi" e quindi da prendere sempre con tutte le precauzioni del caso:

I dati sono stati a dir poco uno choc per l'ex Cavaliere: percentuale probabile 11,5%. Poco più della Lega Nord di Matteo Salvini vicina al 10%. Il leader azzurro è andato su tutte le furie e ha cominciato ad attaccare i suoi colonnelli, rei - secondo lui - di non seguire la linea di una opposizione responsabile al governo.

Numeri che spiegherebbero, seguendo la logica di questi retroscena, la volontà di Berlusconi di dare vita assieme a Renzi a un Partito del Fare, visto che solo l'attuale premier è considerato dal leader di Forza Italia il suo vero erede. Un discorso che, francamente, non sta in piedi: al di là del fatto che l'idea del partito unico è al limite dell'assurdo, è molto più probabile che la crisi di Forza Italia sia causata proprio dal fatto che Berlusconi non sta facendo opposizione al governo, ma ne sia un partner d'eccezione.

Una situazione paradossale - le cui ragioni profonde sono ormai chiare - che non può che portare acqua al mulino del Partito Democratico (perché votare Fi, che appoggia su tutto il Pd? Si fa prima a votare direttamente il Pd tanto più che Renzi, al mondo del centrodestra, piace assai). E infatti i colonelli - a partire da Raffaele Fitto - sono sul piede di guerra, proprio perché si rendono perfettamente conto di come questa strategia stia affondando il partito. Sondaggi "clamorosi" o meno.

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