I candidati alle primarie Pdl

Sono passate solo poche ore da quello che dovrebbe essere il definitivo addio alla politica di Berlusconi e per tutti gli aspiranti leader del Pdl è come se fosse saltato il tappo: via libera alle ambizioni personali di chi da tempo aspettava il suo momento di gloria. Prima di tutto, una dedica a chi da dieci anni assaporava questo momento, e adesso che è giunto non ci può fare niente: Roberto Formigoni.

Per il resto sono in tanti a pregustare la sfida, che dovrebbe portare i simpatizzanti pidiellini al voto a dicembre (forse il 16). Ma le incognite sono ancora tante: le primarie saranno solo per il Pdl o di coalizione? Se, come si pensa, si trattasse di primarie per esprimere il candidato premier, allora la corsa dovrebbe essere allargata anche ai partiti alleati. Già, ma quali sono gli alleati? Quelli della Lega o quelli dell'Udc? E Montezemolo? Per il momento Maroni si limita a dire: "Il ritiro di Berlusconi apre nuove prospettive per il futuro", mentre Casini è freddo: "Per me dopo Monti, c'è Monti". Ma insomma, è ancora presto, vedremo come procederà la cosa.

E quindi quali sono a oggi i candidati alle primarie per il momento solo del Pdl? Alfano, la Santanchè, Alemanno e Galan.

Angelino Alfano
: da tempo investito del ruolo di 'delfino' di Berlusconi, sarebbe il candidato più naturale alla successione. 'Sarebbe', perché tra gli elettori non suscita entusiasmo, fa fatica a tenere a bada i pezzi grossi del partito (e questo non è un segnale di forza) e troppo spesso è sembrato eterodiretto dal Cavaliere. Ma essendo il segretario non può certo tirarsi indietro, e vista la concorrenza che si è presentata finora ai nastri di partenza, potrebbe anche spuntarla.

Daniela Santanchè
: la 'rottamatrice del Pdl'. Voleva Berlusconi a tutti i costi, adesso si sente pronta a prendere lei il testimone per un ritorno a Forza Italia e allo 'spirito del '94'. La cosa fa un po' ridere, se per prima Forza Italia e spirito del '94 si intendono le speranze liberali che Berlusconi aveva suscitato e che la Santanchè non è certo in grado di interpretare. Ma insomma, adesso lei si vuole fare portatrice di queste istanze: "Dobbiamo tornare al partito leggero, il partito di plastica. Voglio salvare il berlusconismo perché è stato fondamentale per non consegnare l’Italia alla sinistra".

Giancarlo Galan: lui rappresenta da tempo l'area liberale della prima Forza Italia e non l'ha mai nascosta. E da tempo spera in un passo indietro di Berlusconi. Forte soprattutto nel nord est e in quel Veneto che ha guidato da presidente della Regione, è una delle 'facce pulite' del Pdl, apprezzato soprattutto dai centristi. Con lui, l'alleanza con l'Udc e Montezemolo verrebbe da sé. Difficile però che riesca a spuntarla.

Gianni Alemanno: Nonostante le figuracce rimediate da Sindaco di Roma e la popolarità in costante calo, Alemanno non rinuncia alle sue ambizioni da leader da tempo coltivate. Ex An proveniente dalle fila della destra sociale, la sua è una candidatura che può pescare tra tutti gli ex An e anche a più a destra (visto che saranno primarie aperte). Il potenziale per un buon risultato c'è, ma il 2012 ha detto troppo male all'ex ministro per scommetterci sopra.

Altre candidature arriveranno: Crosetto imperversa sugli schermi da tempo, si parla di Vittorio Sgarbi e Vittoria Brambilla, ma al di là di nomi folkloristici adesso si attendono soprattutto le mosse dei possibili alleati, a partire da quel Montezemolo che ha appena rinunciato alla guida della sua Ntv.

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