Le pagelle del venerdì

Silvio Berlusconi: retromarcia. Voto – 9. Forte nelle accelerazioni e ancor più forte nelle retromarce, il premier si è ripetuto, negando di aver mai detto che manderà la polizia nelle scuole per fermare le proteste degli studenti. Anzi, aggiunge: “Non l’ho neppure pensato”. Insomma, quel minaccioso “avviso ai naviganti” è stato solo un brutto sogno degli italiani. Meglio così. C’è però qualcosa che non va. Un premier non può continuare a dire un giorno una cosa (pesante) e poi smentirla il giorno dopo. Una nazione non è un reality tv.

Roberto Maroni: schiena dritta. Voto + 9. Il ministro degli Interni Maroni difende la propria autonomia istituzionale e non si fa dettare la linea da nessuno, nemmeno dal presidente del Consiglio. Il Viminale detta una posizione forte e corretta: fermezza contro ogni degenerazione violenta, richiamo ai presidi e rettori per consentire la continuità didattica ma nessuna forzatura rispetto a chi manifesta nel rispetto delle leggi. Vanno garantiti tutti gli spazi per il libero confronto con e tra gli studenti. E spetta al Parlamento l’ultima parola.

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