Riforma Gelmini e riforma Fioroni: i tagli alla scuola del governo Prodi

In tempo così convulsi di manifestazioni contro la riforma Gelmini e i tagli all'istruzione previsti da Tremonti molti si sono chiesti se non ci sia una regia politica dietro il movimento studentesco, se così vogliamo chiamarlo. Che molti abbiano interesse a fomentare o comunque ingrandire la portata reale della protesta è indubbio, ma quel che ci si chiede è che cosa sarebbe successo a parti invertite. In altre parole, se i tagli li avesse annunciati un governo di centro-sinistra ci sarebbe stata la stessa mobilitazione?

Qualche distratto penserà trattarsi di domanda pleonastica, dato che la sinistra per sua stessa natura non può operare tagli in un comparto strategico come la scuola, e invece purtroppo si sbaglia. Il Ministro dell'Istruzione dell'ultimo governo Prodi, Fioroni, dopo essersi occupato di smontare la precedente riforma Moratti, nel Cap. III art. 65 - 68 della legge finanziaria 2006 prevede tagli per un importo complessivo non inferiore a 448,20 milioni per l’anno 2007, euro 1.324,50 milioni per l’anno 2008 ed euro 1.402,20 milioni a decorrere dall’anno 2009, per un importo complessivo di 3.174,90 milioni di euro.

Oltre alla parte economica ci sono anche diversi interventi strutturali, in particolare l'innalzamento del rapporto alunni/classe e la riduzione del numero degli insegnanti specialisti di lingua inglese nella scuola primaria. Il primo punto prevede che il rapporto alunni/classe aumenti mediamente dello 0,4. Un aumento che secondo le stime qui riportate doveva portare a risparmiare 189 classi nella scuola per l’infanzia, 2.925 classi nella scuola primaria, 1.443 nella scuola media, 3.124 alla scuola superiore: totale 7.682 classi che portano a 19.032 docenti risparmiati, cui aggiungere 7.000 unità di personale ATA (Ausiliari Tecnici Amministrativi). Risparmio complessivo stimato: 243.854.790 euro.

Quindi di nuovo migliaia di piccole scuole a rischio (ma veramente, non come ora, come abbiamo dimostrato). Quanto alla ricerca, citiamo la posizione dei sindacati di settore nel 2006:

Quanto a università e ricerca, le cose vanno ancora peggio, i sindacati confederali di settore hanno proclamato uno sciopero per il 17 novembre in quanto considerano quella in discussione «una finanziaria di autentico killeraggio»: La manovra «lascia immutati i finanziamenti ordinari per gli enti pubblici a 1.630 miliardi, mentre per l'università ci sono 94 milioni di finanziamento in più, ma a fronte di un taglio, operato dal decreto Bersani, di 200 milioni. È una situazione che, se permanesse, non consentirebbe agli enti pubblici e alle università di rinnovare i contratti di lavoro».

Bene benissimo. Assodato questo, e sottolineato che senz'altro qualche piccola reazione ci fu, quanti tra voi ricordano il movimento studentesco del 2006? Datevi una risposta e traete le vostri conclusioni.

Nella foto: l'ex-ministro Fioroni (Ansa)

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