Renzi, al “centro” verso la … Dc. Ma ecco la Costituente Popolare, il PPE Made in Italy

Matteo Renzi smorza i toni per “rabbonire” la minoranza interna (divisa) del Pd e offrire alla Cgil il contentino di un prossimo (inutile) incontro sull’art. 18 e dintorni ma non modifica di una virgola il proprio disegno politico.

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Chi pensa che il “rottamatore” segretario-premier sia poco più di un improvvisato imbonitore dedito a cinguettare su Twitter rimarrà fortemente deluso. Renzi procede alacremente seguendo passo dopo passo una precisa strategia che punta a snaturare il Pd per fare un partito “nuovo” capace di occupare il “centro”, conquistando i moderati, a cominciare dal poter recuperare quei dieci milioni di voti persi da Berlusconi e da Forza Italia.

La riforma del lavoro è un tassello di questa catena per arrivare a mettere in moto tutte le ruote verso la meta: garantirsi il voto dei ceti medi, a cominciare degli imprenditori delusi da Berlusconi e da sempre spaventati dalla sinistra, anche da quella del Pd.

Renzi vuole presentarsi con un partito “ripulito” dalle scorie del passato, non solo quelle ideologiche ex Pci, un partito nuovo amico dei piccoli e medi imprenditori, delle partite Iva, di quelli che vedono come fumo negli occhi il M5S, ma anche la Lega e tutti gli estremismi di ogni colore. La domanda è una sola: Renzi vuole rifare la nuova DC vanificando il tentativo (l’ennesimo) di riunificazione dei vari tronconi dei partiti moderati Udc, Ncd ecc?

Proprio domani, a Matera, parte la due giorni dei Popolari per l’Italia dell’ex ministro della difesa Mario Mauro, appuntamento significativo – dopo il recente meeting dell’Udc a Chianciano – per verificare la fattibilità della nuova “Costituente Popolare” e fare il nuovo partito dei moderati, di fatto il PPE italiano. Insomma, anche qui si tenta di andare a brucare l’erba del campo moderato.

Dice il presidente dei Popolari per l’Italia Mauro: “Ho incontrato nei giorni scorsi il presidente Silvio Berlusconi per ringraziarlo dell’appoggio dato da Forza Italia al movimento che ho fondato, i Popolari per l’Italia, per il nostro ingresso nel Partito Popolare Europeo. La nostra entrata nel Ppe, così come quella di Ncd, è stata possibile grazie a Forza Italia che non ha posto veti a riguardo. A mio avviso si tratta di una scelta saggia che guarda in prospettiva alla ricomposizione in un unico schieramento di tutte le forze che si riconoscono nel popolarismo europeo”.

Incalza il vice presidente dei Popolarei per l’Italia Potito Salatto: “Bisogna capire cosa succederà sullo scenario politico italiano. Il Pd subirà scissioni? Forza Italia saprà definire una sua nuova identità più chiara rispetto al passato, dove tutto e il contrario di tutto era aggregato sotto la forte leadership di Berlusconi? Il Cavaliere ha compreso che non siamo più nel 1994? Cosa significa rinnovare, ringiovanire il suo partito, se poi la sua guida è inamovibile così come gran parte della sua fedele classe dirigente emblematicamente rappresentata da Verdini? Può immaginare di continuare a sostenere il Governo Renzi pur definendosi opposizione? Una questione questa che riguarda anche Renzi. Un governo di coalizione non può rincorrere continuamente l’opposizione perché allora tanto vale includerla nella coalizione stessa superando quel patto del Nazareno ritenuto incestuoso e irrituale. Alfano e il suo Ncd, Cesa e la sua Udc, Mario Mauro con i suoi Popolari per l’Italia, ritengono di dover dar vita a un unico partito con simbolo, regole e contenuti diversi dagli attuali? Preferiscono forse creare, piuttosto, una confederazione dei popolari italiani che rafforzi la nostra posizione nel Ppe e si ponga in alternativa al Pd senza per questo interrompere la collaborazione di governo necessaria a superare la crisi? Quando mi riferisco al nostro ruolo nel Ppe lo faccio perchè anche in questo ambito è necessario modificare una prassi consolidata che vede egemone la delegazione tedesca spesso in contrasto con quel popolarismo nato con De Gasperi, Schuman e Adenauer. Un ruolo questo preminente e a tutela di interessi egoistici che penalizzano non solo l’Italia ma tutti i partner europei, soprattutto dell’area sud del Vecchio Continente”.

Da Matera, dove sono attesi ospiti “inviati” da Berlusconi e da Renzi, arriveranno risposte importanti o solo i soliti “bla-bla”?

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