Libia sull'orlo della guerra civile: assaltato l'aeroporto di Bengasi

Al Sisi invia truppe anti-jihadisti dall'Egitto. Si combatte per la conquista dell'aeroporto Benina di Bengasi

La Libia è sull'orlo della guerra civile: mai pacificatasi nella lunga fase post-Gheddafi, oggi il paese nordafricano è preda di quella che ad occhi distratti potrebbe essere una "guerra tra bande" (una definizione utilizzata più volte, ieri, durante un dibattito parlamentare alla Camera) ma che in verità è un vero e proprio scontro per il potere politico in Libia.

I jihadisti di Ansar al-Sharia (gruppo armato di milizie salafite) hanno ripreso l'assalto armato all'aeroporto Benina a Bengasi: l’assalto è iniziato nel pomeriggio di oggi con un doppio attacco kamikaze, al quale ne è seguito un terzo poco dopo. Sarebbero già ben 11 i morti e 55 i feriti tra i soldati filo-governativi messi a protezione dell'aeroporto dalle autorità di Tripoli.

Il primo attentato suicida, secondo quanto scrive il quotidiano LaStampa, è stato portato a termine da un uomo a bordo di un’auto carica di esplosivo che si è fatto esplodere contro un checkpoint dei filo-governativi nei pressi dell’aeroporto.

Le preoccupazioni che i jihadisti possano prendere sempre più il controllo sul territorio, le aziende e le istituzioni libiche ha convinto il presidente egiziano Al-Sisi (che è un militare e di strategia se ne intende) ad offrire alla Libia di addestrare unità anti-terrorismo per fronteggiare le milizie jihadiste. Un "doppio fronte" quello egiziano: se finora Il Cairo ha concentrato sforzi e risorse nel Sinai per incalzare le cellule di Bayt al-Maqqdis ora si aggiunge la Libia alle preoccupazioni militari egiziane.

Qualcuno in realtà parla di un tentativo armato di conquistare l'egemonia sull'Africa del nord con il beneplacito degli Stati Uniti e dell'Europa grazie al pretesto della lotta al terrorismo, ma certo è che il caos libico non può non preoccupare i paesi vicini, come spiegato anche da Federica Mogherini oggi a Napoli:

"Senza un governo stabile e un interlocutore razionale in Libia sarà come tentare di svuotare il mare con un cucchiaino".

ha dichiarato il ministro degli Esteri.

Sign of clashes near 27th Bridge of Tripoli

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