La Riforma Gelmini - Tremonti vista dagli studenti [5]: Movimento studentesco padano


Dopo il rosso e il nero, passiamo al verde e vediamo cosa pensano i giovani seguaci di Bossi, Borghezio e Maroni della Riforma della scuola e dell'università. La linea sembra quella ufficiale del governo: tutto quello che dicono i contestatori è falso. Punto.

Quindi non ci saranno problemi col tempo pieno, non ci saranno problemi col maestro unico, non verranno tagliati gli insegnanti di sostegno, non ci sarà nessun problema coi precari di scuole e atenei.

L'unico problema del nostro sistema di istruzione sono, nell'ordine, la sinistra e i sindacati, che utilizzano dati falsi, strumentalizzano i bambini (invece di mangiarli) e terrorizzano le famiglie. La Lega, invece, vuole degli insegnanti “autoctoni”, più preparati e meglio pagati, abbassare il costo dei libri di testo, diminuire il numero dei bidelli e usare il voto di condotta per combattere il bullismo. A questo proposito, la posizione dei giovani padani sembra più articolata rispetto a quella del partito, come emerge dall'audizione alla Camera dei Deputati di Lucio Brignoli, Coordinatore federale istruzione, che non crede che la semplice reintroduzione del voto in condotta possa risolvere lo stato di endemica anarchia in cui versano svariati istituti sul territorio. Anzi teme che questo strumento possa trasformarsi in un potente freno alla libertà di associazione tra gli studenti da parte di quella, purtroppo, massa di docenti che insiste nel far politica dalla cattedra.

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