Renzi supera Berlusconi nel gioco delle tre carte?

La capacità dimostrata dall’ex premier Silvio Berlusconi nel gioco delle tre carte è superata oggi dall’arte di Matteo Renzi nel propinare agli italiani delle vere e proprie “sole”.

silvius

L’ultima trovata, vera e propria perla dell’inesauribile scrigno del “rottamatore”, è – come noto - quella di mettere in busta paga dei lavoratori metà del trattamento di fine rapporto. L’obiettivo dichiarato è quello di spingere sui consumi ma, di fatto, è il solito luccichino per le allodole, in questo caso una fregatura (appunto, una sola) per i lavoratori ma anche per le imprese che si ritroverebbero peggio di oggi perché quei soldi destinati ai lavoratori che vanno in pensione di solito li investono nel proprio business.

Insomma, dopo il controverso e inutile bonus di 80 euro, il governo non fa altro che speculare sul lavoro. Insiste Susanna Camusso segretaria generale Cgil: “"Nessuno dica che si stanno aumentando i salari dei lavoratori: quelli sono soldi dei lavoratori, frutto di contratti e della contrattazione non è un'elargizione di nessun governo e non è un nuovo bonus. Vogliamo capire tre cose molte precise: la prima è se diventa un aumento della tassazione per i lavoratori e si mantengono regimi differenti di tassazione; la seconda questione è se il Tfr è investito nella previdenza, terza questione la libertà di decidere da parte del lavoratore”.

Invece di prendere il toro per le corna e abbassare drasticamente le tasse su lavoro e imprese sforbiciando l’apparato burocratico e smantellando le caste, si continua nella ricerca di rastrellare risorse alla rinfusa, cioè far passare lucciole per lanterne, non risolvendo i problemi né dei lavoratori né delle imprese, né tanto meno creando le condizioni per rilanciare l’economia. E’ questa la base strategica del piano di riforme di Renzi?

Dichiara il senatore e vicesegretario vicario dell’Udc Antonio De Poli. “Chiediamo al governo di mettere nero su bianco la proposta e di approfondire qualsiasi ipotesi che per noi sarà buona solo a due condizioni: alzare il potere d’acquisto delle famiglie e ridare ossigeno alle piccole e medie imprese. Se uno di questi due ‘paletti’ non viene rispettato, qualsiasi soluzione sarà per noi irricevibile”.

Dice Stefano Folli su Radio 24: “Che il cammino sia difficile, come dimostrano le polemiche sulla riforma del lavoro, non c'è dubbio. Ma adesso è utile che Renzi sia meno ossessionato dal risvolto mediatico delle sue iniziative, cioè dai sondaggi, e si preoccupi invece di mandare in porto almeno alcune delle riforme individuate. Sul lavoro, ad esempio, un accordo nel Pd è possibile, una volta garantita la volontà di raggiungere l'obiettivo (e Napolitano sta aiutando non poco il governo). Ma i conflitti a uso dei giornali e dei "talk show" televisivi, agitati come bandiere ideologiche, non aiutano. Nè da una parte né dall'altra”.

Appunto, come dicevamo all’inizio: Matteo, tale quale a Silvio. Anzi, di più. Populismo? In parole povere: “comprare” il consenso.

  • shares
  • Mail

I VIDEO DEL CANALE NEWS DI BLOGO