L'elezione di Papa Francesco non è valida?

La teoria di Antonio Socci nel suo nuovo libro: "Non è Francesco".

Qualche dubbio sulla legittimità dell'elezione di Papa Francesco l'aveva già sollevato la giornalista argentina Elisabetta Piqué, secondo la quale Bergoglio fu eletto nella quinta votazione del 13 marzo (la sesta in totale), con una serie di procedure che avrebbero trasgredito quanto previsto dalla Costituzione apostolica. E quindi rendendo non valida l'elezione stessa. Oggi, sulla possibile non validità dell'elezione di Francesco torna anche Antonio Socci, nel suo ultimo libro "Non è Francesco".

Che probabilmente è già un successo, vista la quantità di parole che si sta spendendo per analizzare questa vicenda e capire quanto possa esserci di vero. Per il momento, si è fatto notare il vicedirettore de Il Foglio, Maurizio Crippa: da quelle parti non sono molto teneri con Bergoglio, eppure hanno ritenuto di archiviare il libro e le teorie di Socci alla voce "ciarpame senza pudore". Punto a favore di Antonio Socci, che dovrebbe avergli fatto guadagnare almeno qualche secondo di attenzione per sentire che cosa ha da dire, è il fatto che lui per primo aveva pronosticato che Ratzinger fosse in procinto di dare le dimissioni. Anche allora le sue parole furono prese sul serio da praticamente nessuno, sappiamo poi come sia andata a finire.

Ma quindi, qual è la teoria di Socci? Perché l'elezione di Papa Francesco non sarebbe valida? Lo si legge in un estratto del libro, che ricostruisce quanto avvenuto nel giorno delle votazioni:

Dopo la votazione e prima della lettura dei foglietti, il cardinale scrutatore, che per prima cosa mescola i foglietti deposti nell’urna, si accorge che ce n’è uno in più: sono 116 e non 115 come dovrebbero essere. Sembra che, per errore, un porporato abbia deposto due foglietti nell’urna: uno con il nome del suo prescelto e uno in bianco, che era rimasto attaccato al primo. Cose che succedono. Niente da fare, questa votazione viene subito annullata, i foglietti verranno bruciati più tardi senza essere stati visti, e si procede a una sesta votazione. È precisamente da questa sesta votazione che uscirà eletto Bergoglio. Il fatterello è una semplice curiosità, a prima vista sembra far parte dell’aneddotica. C’è solo un – per così dire – «piccolo» problema di cui nessuno finora sembra essersi accorto: stando ai fatti riferiti dalla Piqué – e così autorevolmente confermati – l’elezione di Bergoglio è nulla. Infatti l’articolo 69 della Costituzione apostolica Universi Dominici Gregis che regola il Conclave recita testualmente: «Qualora nello spoglio dei voti gli Scrutatori trovassero due schede piegate in modo da sembrare compilate da un solo elettore, se esse portano lo stesso nome vanno conteggiate per un solo voto, se invece portano due nomi diversi, nessuno dei due voti sarà valido; tuttavia, in nessuno dei due casi viene annullata la votazione». La prima violazione delle norme che si può intravedere è quindi l’aver annullato una votazione che doveva essere ritenuta valida e scrutinata. Ma come se non bastasse si può ravvisare una seconda violazione, perché si è proceduto con una nuova votazione – la quinta di quel giorno (proprio quella che ha eletto Bergoglio) – laddove la stessa Costituzione apostolica prescrive invece che si debbano fare quattro votazioni al giorno, due al mattino e due al pomeriggio (articolo 63). Perché si tratterebbe di violazioni che comportano la nullità dell’elezione? Perché l’articolo 76 della Universi Dominici Gregis afferma: «Se l’elezione fosse avvenuta altrimenti da come è prescritto nella presente Costituzione o non fossero state osservate le condizioni qui stabilite, l’elezione è per ciò stesso nulla e invalida, senza che intervenga alcuna dichiarazione in proposito e, quindi, essa non conferisce alcun diritto alla persona eletta».

La teoria secondo cui l'elezione di Francesco non è valida, quindi, non appartiene a Socci ma per intero alla giornalista argentina Piqué. Che ne aveva già parlato un anno fa, in un suo libro inchiesta in seguito al quale nulla è accaduto. Perché le cose dovrebbero andare diversamente adesso? Perché intitolare un libro a una questione che sembra essere già chiusa? In verità, il libro sembra essere più che altro incentrato sulla "delusione" che Socci ha provato nei confronti di Francesco. Delusione che secondo alcuni potrebbe essere causata dal non essersi mai rassegnato ad accettare le dimissioni di Ratzinger per ciò che erano: il riconoscimento che le "forze, per l'età avanzata non sono più adatte per esercitare in modo adeguato il ministero petrino", come lui stesso aveva detto. Se invece vi interessa sapere quali sono le ragioni per cui Socci è deluso da Bergoglio, ecco un altro estratto del suo libro. Un lungo estratto lo potete invece trovare su Libero.it:

Ci si aspettava una ventata di rigore morale nei confronti della «sporcizia» (anche del ceto ecclesiastico) denunciata e combattuta dal grande Joseph Ratzinger. Ma come dobbiamo interpretare il segnale dato al mondo di lassismo e di resa nei confronti dei nuovi costumi sessuali della società e dello sfascio dei principi morali e delle famiglie? Come interpretare il rifiuto di papa Bergoglio di opporsi alle questioni etiche, come hanno fatto eroicamente i suoi predecessori, o anche solo di «giudicarle», cioè di contrastare culturalmente quella rivoluzione dei rapporti affettivi che distrugge ogni serio legame e ha lasciato tutti più soli e infelici, schiavi dell’istinto? San Paolo affermava «l’uomo spirituale giudica ogni cosa» (1Cor 2,15) e non «chi sono io per giudicare?». E perché non opporsi a quella cultura della morte che non riconosce più nessuna sacralità all’essere umano o a quell’ondata di anticristianesimo e antiumanesimo che, sotto diverse bandiere, pervade ormai il mondo? (...).

C’è del malcontento tra i vescovi USA nei confronti di papa Francesco?

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