Pd in piazza, per Veltroni ultima chance?

La danza della pioggia del Pdl, messa all’indice ieri apertamente dal segretario del Pd, sembra non sortire i suoi effetti. Qui a Roma, nonostante le nuvole, cominciano a vedersi proprio ora i primi raggi di sole. Un fattore importante, quello atmosferico, se si punta – come punta Veltroni – a fare di questa manifestazione “una delle più grandi della storia” portando in piazza il maggior numero di cittadini. E si giustifica così anche la scelta della location: il Circo Massimo (73 mila metri quadri) preferito alla storica piazza San Giovanni, piazza-simbolo della sinistra italiana e luogo nel quale si è manifestato, nel corso degli anni, il dissenso nei confronti dell’esecutivo al potere.

Ma “Salviamo l’Italia” non sarà solo critica. Da Veltroni – avverte D’Alema – “mi aspetto un discorso programmatico e di respiro sull'identità del Pd che affronti i problemi del paese e avanzi le nostre fondamentali proposte”. Per i Democratici, ça va sans dire, è un’occasione importante, da non lasciarsi scappare. Non tanto per contrastare il Governo che – nonostante le proteste degli studenti – è ai massimi storici per quanto riguarda il consenso ma, piuttosto, per rilanciare un partito che, avviatosi con buone intenzioni, si è logorato nel tempo a causa di attriti e mal di pancia interni. Come dimostrano i sondaggi che registrano un calo non affatto irrilevante: dal 33% delle politiche al di sotto del 30%. Un trend negativo che Veltroni in più occasioni ha giustificato additandolo alla situazione generale che vive la sinistra di tutta Europa.

E’ poco credibile, dunque, quando sostiene che la manifestazione di oggi, in realtà, “è più importante per il Paese che per me”. Perchè Walter sa benissimo che è l’ultimo treno (certo, assieme alle Europee che però saranno un banco di prova) per riconquistare la fiducia del proprio elettorato. Quello perso, ad esempio, a favore dell’Italia dei Valori che si è mostrata decisa e pronta a dar battaglia sulle leggi vergogna del Governo assurgendo ad unica opposizione del Paese. Nessuno vuole un Pd giustizialista (per quello c'è già Di Pietro!), sia chiaro, semmai un Pd responsabile, con idee chiare, coeso e coraggioso. Insomma, una grande forza democratica degna di questo nome.
Si può fare?

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