La Svezia ha riconosciuto lo stato di Palestina

È il primo grande paese dell'Unione Europea a farlo.

30 ottobre - Come annunciato a inizio ottobre, il governo svedese ha riconosciuto lo stato di Palestina, primo paese dell'Unione Europea a farlo, lo ha confermato il ministro degli Esteri, Margot Wallstrom: "Il riconoscimento è un contributo ad un futuro migliore per una regione che per troppo a lungo è stata caratterizzata da negoziati congelati, distruzione frustrazione". L'obiettivo è infatti quello di sostenere la causa dei palestinesi moderati, dando alla Palestina uno status simile a quello di Israele e rafforzando così la sua posizione nei trattati di pace.

La Svezia riconoscerà la Palestina

Il nuovo governo svedese di centrosinistra, che si è appena insediato, riconoscerà lo stato di Palestina. L'annuncio l'ha dato direttamente il primo ministro Stefan Loefven, affermando anche che il termine del conflitto deve passare necessariamente dalla soluzione dei due stati: “Una soluzione a due stati suppone un riconoscimento reciproco e la volontà di una coesistenza pacifica. Ecco perché la Svezia riconoscerà lo Stato della Palestina”.

Si tratta del primo importante paese europeo a decidere per un passo del genere. Nonostante l'autorità palestinese sia stata accettata come stato osservatore dell'Onu nel 2012, riconoscendone di fatto la sovranità territoriale, la maggior parte dei paesi europei non hanno infatti mai dato il loro riconoscimento formale.

Facile attendersi entusiasmo da parte palestinese e critiche feroci da parte di Israele, ma sarà soprattutto interessante vedere come reagiranno gli altri stati europei, visto che quanto ha promesso di fare la Svezia non ha precedenti. Polonia, Slovacchia e Ungheria hanno già riconosciuto lo stato palestinese, ma in quei si trattava di un riconoscimento avvenuto al di fuori del quadro dell'Unione Europea; non è questo invece il caso dello Svezia.

Le prime critiche alla Svezia, peraltro, iniziano già ad arrivare: si fa notare come lo stato di Palestina venga considerato dai palestinesi comprensivo di Gaza, la West Bank (da noi più nota come Cisgiordania) e con Gerusalemme Est come capitale. Se però i confini di Gaza sono ben definiti, la stessa cosa non può dirsi dei confini della Cisgiordania, che sono a macchia di leopardo e sui quali l'Autorità Palestinese non ha una vera autorità, ma solo un'autorità limitata che le è concessa dagli israeliani (per approfondire, qui un articolo sulla questioni della mappa di Israele e Palestina).

Uno stato vero e proprio, quindi, può nascere e poi essere riconosciuto solo in seguito alle trattative tra le due parti. La speranza della Svezia, con tutta probabilità, è che le cose possano andare anche in senso opposto. E cioè che la pressione internazionale che potrebbe nascere se tutti i paesi europei seguissero il suo esempio possa creare i presupposti affinché la soluzione dei due stati prenda finalmente piede.

SWEDEN-POLITICS-LOEFVEN

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