Matteo Renzi al Festival di Internazionale: "Il patto del Nazareno non è un segreto"

Una trentina di attivisti del Movimento 5 Stelle lanciano uova e contestano il premier.

Contestazioni e fischi (limitati) per Matteo Renzi, che ha parlato al Festival dell'Internazionale a Ferrara. Si è trattato di una trentina di attivisti del Movimento 5 Stelle che, coperti anche da applausi all'indirizzo del premier, hanno urlato slogan pro-lavoro e pro-articolo 18. Il premier non si è scomposto più di tanto, mentre il servizio sicurezza ha allontanato i contestatori: "La prima cosa è il rispetto delle idee anche quando non la pensano come me. A chi non ha altri argomenti rispetto alle uova, noi continuiamo a rispondere con il sorriso e con la voglia di andare avanti nonostante i tentativi di tappare la bocca e di impedire un'iniziativa così bella come quella di Internazionale".

Al di là di questo, si parla soprattutto di lavoro e del jobs act: "Non voglio cittadini di serie A e B, vogliamo andare incontro a tutti. Mi dicono che quindi sarei di destra, io credo che sia di destra conservare, io credo che sia di sinistra investire su chi in questi anni è stato dimenticato. Parlerò con i sindacati settimana prossima, ma anche loro devono cambiare, non solo la classe politica. Il 54% degli iscritti ai sindacati è un pensionato, i giovani li vivono come lontani. Fatemelo dire, non è pensabile che il sindacato non abbia colpe".

Servirà il voto dell'opposizione per far passare il jobs act? E cosa succederà nel caso? "Il governo è diverso dalle regole. Io credo che sia giusto fare gli accordi sulla legge elettorale e sul senato con l'opposizione. Se i grillini, invece che lanciare le uova, avessero il coraggio di confrontarsi, parlerei con loro. Le regole si scrivono assieme, è l'ABC. Io faccio le regole con loro proprio per non fare più governi di larghe intese. Per quanto riguarda il mercato del lavoro, non accadrà che il jobs act passi per i voti dell'opposizione, se dovesse accadere, ma non accadrà, non cambierà comunque il governo".

Sul patto del Nazareno: "Non c'è nulla sotto. Se dico che vogliamo fare la riforma elettorale e del Senato mi dicono che non gli interessa, che c'è sotto la giustizia. Ma non è vero. Se poi non mi credono, che cosa ci posso fare? Questi non sono discorsi astratti, ma atti parlamentari. C'è una cultura del sospetto".

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