Elezioni Presidente del Brasile 2014: vince Dilma Rousseff

I cittadini brasiliani hanno confermato Dilma Rousseff come Presidente del Paese.

27 ottobre 2014 - I cittadini brasiliani hanno scelto: Dilma Rousseff è stata confermata Presidente del Brasile. Gli scrutini sono quasi terminati e le cose sono ormai fatti: Rousseff si è vista confermare l'incarico con poco più del 51% dei voti - al momento si parla di 51,4% sul 97% delle sezioni scrutinate - mentre Aecio Neves sarebbe fermo intorno al 48%.

BRAZIL ELECTIONS-ROUSSEFF

18.00 - L’ultima tornata elettorale in Brasile sta proseguendo senza particolari problemi, se si escludono diversi arresti compiuti dalle forze dell’ordine nelle prime ore dopo l’apertura dei seggi. 28 persone sono finite in manette nello stato di Rio de Janeiro dopo esser state sorprese a distribuire materiale di propaganda, suggerendo agli elettori per chi votare.

I seggi resteranno aperti fino alle 23 di oggi, ora italiana.

Elezioni Presidente del Brasile 2014, il ballottaggio

26 ottobre 2014 - Tra poche ore gli elettori brasiliani torneranno alle urne per eleggere il nuovo Presidente. Dopo la prima tornata del 5 ottobre scorso, oggi la presidente uscente Dilma Rousseff e lo sfidante Aecio Neves si sfideranno al ballottaggio e tra una manciata di ore il Brasile potrà festeggiare insieme al nuovo Presidente.

I sondaggi non preannunciano colpi di scena: Dilma Rousseff continua a essere in netto vantaggio rispetto al suo avversario, tra i 4 e i 6 punti percentuali davanti a Neves.

Al voto sono chiamati 142 milioni di brasiliani.


E' ballottaggio tra Dilma Rousseff e Aecio Neves

Lunedì 6 ottobre 2014

Il 26 ottobre 2014 il Brasile sceglierà il suo Presidente e tutto sembra portare verso la riconferma di Dilma Rousseff, Capo dello Stato in carica, esponendo della sinistra di governo e delfina di Lula che, nonostante le contestazioni di cui è stata spesso oggetto (basti pensare ai fischi allo Stadio durante i Mondiali di calcio per i troppi soldi spesi per la manifestazione iridata), ha raccolto il 41,5% dei voti. Il suo avversario nell'atto finale delle elezioni sarà il moderato Aécio Neves, candidato di centrodestra, mentre resta fuori dai giochi l'ambientalista Marina Silva, a lungo data per favorita rispetto a Aercio, ma superata a sorpresa quando i brasiliani sono davvero andati alle urne.
Aecio, che è esponente del Psdb, Partito socialdemocratico (conservatore), movimento politico che si oppone al Pt, Partito dei Lavoratori della presidente Rousseff, ha ottenuto il 33,6%, mentre Marina Silva si è fermata al 21,3%.

I 142 milioni di brasiliani chiamati al voto hanno scelto non solo il Presidente, ma anche i governatori di 26 Stati più il distretto federale dove ha sede la capitale Brasilia. Il voto riguardava anche 513 deputati nazionali, 1.069 deputati federali e 27 senatori, ossia un terzo del Senato.

Per i governatori di due dei tre Stati più ricchi e abitati del Paese, San Paolo e Minas, non servirà ballottaggio. Al primo turno, infatti, Geraldo Alckmin è stato riconfermato a San Paolo con il 57% dei voti, mentre a Minas Gerais ha vinto Fernando Pimentel con il 52%. Alckmin fa parte del Psdb di Aécio, mentre Pimental, ex ministro dell'Industria, è dello stesso partito di Rousseff.
A Rio, invece, un altro dei tre Stati più importanti del Paese, sarò ballottaggio tra Luiz Fernando Pezao, che è membro del Pmdb, un partito alleato di Rousseff, e il vescovo evangelico Marcelo Crivela. Pezao, che è stato anche vice dell'ex governatore Sergio Cabral, ha ottenuto il 40% dei voti, mentre Crivela, che fa parte del Partito repubblicano, ne ha avuti il 20%, ma serve il ballottaggio. Anthony Garotinho, ex governatore, membro del Partido da Republica, ha avuto il 19% ed è escluso dal ballottaggio.

A Rio, tra l'altro, l'ex calciatore Romario, che molti ricorderanno perché uno dei più forti giocatori della Seleção che nel 1994 vinse i Mondiali battendo in finale l'Italia negli Usa, ha ottenuto uno strepitoso successo elettorale guadagnando l'accesso al Senato con più del 63% dei voti.

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Bianco

Elezioni Presidenziali Brasile 2014


Domenica 5 ottobre 2014

Oggi 142 milioni di elettori sono chiamati alle urne per eleggere il nuovo primo ministro, 513 deputati nazionali, 27 senatori, 27 governatori, 1.069 deputati federali. I candidati in corsa sono la Presidente in carica Dilma Rousseff del Partito dei Lavoratori (Pt), Marina Silva del Partito Socialista (Psb) e Aecio Neves del Partito Social Democratico (Psbd, formazione conservatrice).

Recarsi alle urne è obbligatorio nella fascia di età che va dai 18 ai 70 anni e facoltativo per i giovani dai 16 ai 18 anni e per over 70. I seggi sono aperti dalle 8 alle 17 (dalle 13 alle 22 italiane) ed i risultati ufficiali dovrebbero essere annunciati entro la mezzanotte (le 05:00 di lunedì in Italia). Nel paese verde oro è in vigore il sistema di voto elettronico dal 1996. Ciò non ha provocato grandi polemiche, non ci sono mai state denunce di brogli. Tutte le formazioni politiche hanno diritto ad avere osservatori nei seggi e al momento dello spoglio.

Secondo gli ultimi sondaggi, Dilma Rousseff è in vantaggio al primo turno e di misura al secondo turno (che si svolgerà eventualmente il 26 ottobre prossimo). Fino a due mesi fa, era considerata come ultra favorita, ma poi è accaduta una serie di circostanze che le hanno fatto subire un decremento nelle intenzioni di voto. Gli scandali corruzione in cui è rimasto implicato il suo partito (tra cui l'ultimo legato alla multinazionale del petrolio Petrobras), l'entrata in recessione tecnica del Brasile e una certa insofferenza delle classi medie sono tutti fattori che hanno prodotto un forte rallentamento alla sua corsa per la rielezione. Per questo motivo, Luiz Inácio Lula da Silva si è sentito in dovere di scendere in campo al suo fianco nel corso della campagna elettorale. L'ex Presidente, ancora amatissimo fra la gente, si è schierato senza se e senza ma al fianco della sua campagna di partito, contestando le scelte ecologiste portate avanti dalla candidata del Psb.

Marina Silva è stata la vera sorpresa di questa campagna elettorale. Dopo la morte in un incidente aereo di Eduardo Campos, lo ha sostituito come candidato alle presidenziali. Da allora la ex Ministro dell'Ambiente del governo Lula ha progressivamente aumentato i consensi nei sondaggi, almeno fino a 10 giorni fa, quando ha subito una battuta d'arresto. Il suo nome ha riscosso successo soprattutto nella fascia medio alta della popolazione, tra le formazioni ecologiste ed indigene. Non dispiace all'imprenditoria emergente e a Washington, visto che parrebbe favorevole ad un accordo di libero scambio tra Usa e Brasile. I suoi punti deboli, però, non sono pochi. Nei confronti con gli altri contendenti alla presidenza ha dimostrato poca concretezza nel presentare il suo programma e non è riuscita ad incontrare il favore delle classi medio-basse del paese, che hanno maggiormente beneficiato del modello petista.

Aecio Neves è sensibilmente risalito nelle proiezioni, dunque non è detto che non riesca a soffiare all'ultimo un secondo posto a Silva nella prima tornata elettorale. E' sostenuto dai ceti più abbienti del paese, è favorevole ad un vasto piano di liberalizzazioni e non è un sostenitore delle strette relazioni con gli altri governi socialisti latinoamericani, così come le ha impostate Rousseff.

La vittoria finale si gioca tra gli elettori della classe media, lì il risultato è molto in bilico. Ma attenzione, bisogna tenere conto che c'è anche un 20% di indecisi spalmati su tutti i ceti sociali. La conquista della presidenza, dunque, potrebbe essere una battaglia all'ultimo voto.

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