Corea del Nord: Kim Jong-un sostituito dalla sorella?

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Cosa stia accadendo in Corea del Nord è difficile dirlo con precisione: la dittatura asiatica lascia trapelare all'esterno solo notizie ufficiali. Quello che è certo è che Kim Jong-un, capo di Stato e segretario del partito dei Lavoratori, non si presenta in pubblico dal 3 settembre scorso. Le voci su una presunta malattia si moltiplicano sulle varie testate internazionali, si è parlato di gotta, problemi alle caviglie, disfunzioni cardiache. Qualcuno ha perfino adombrato l'ipotesi di un decesso. Ma mettendo da parte i rumors più fantasiosi, sono due gli elementi concreti che fanno capire che Pyongyang ci siano problemi non trascurabili ai vertici.

Il primo fatto, che non è passato inosservato, è che Kim Jong-un non si è presentato alla seconda sessione dell’Assemblea suprema del popolo, cosa che non è mai avvenuta da quando ha sostituito suo padre Kim Jong-il al potere. Altra circostanza che ha scatenato molte perplessità sulla tenuta della leadership nordcoreana è senz'altro la notizia diffusa dall'autorevole New Focus International. Secondo la testata, dal 27 settembre, Pyongyang ha imposto il divieto di transito. Tale divieto riguarderebbe anche i residenti permanenti della capitale, dunque l'elìte burocratica del regime. Ciò porterebbe a sospettare un tentativo di colpo di Stato in corso.

Nelle ultime ore è filtrata un'altra informazione, tutta da confermare: le redini dello Stato sarebbero passate temporaneamente nelle mani della sorella minore di Kim Jong-un, Kim Yo­-jong (classe 1987). La notizia va presa con le molle, visto che a diffonderla è stato Intellectuals Solidarity, centro studi sud coreano, gestito ad un gruppo di dissidenti del nord.

Secondo quanto riportato da una fonte anonima, la sorella del dittatore avrebbe dettato al partito quattro priorità a cui obbedire: procedere alle cure di Kim Jong-un; obbligo per tutti i funzionari di attenersi a quanto stabilito da Kim in precedenza; messa in stato di allerta dell’esercito e, infine, il dovere di far riferimento per la gestione degli affari correnti proprio a Kim Yo­-jong.

Sul caso coreano è intervenuto anche Toshimitsu Shigemura, esperto di Studi sulla Nord Corea all'università Waseda University di Tokyo. In un'intervista al The Daily Telegraph, ha detto che l'ipotesi di un colpo di Stato non è da escludere ed ha aggiunto: "ho letto rapporti che dicono che Kim sarebbe stato spostato fuori dalla capitale". Anche qui bisogna, però, andarci con i piedi piombo. L'accademico parla dal Giappone, che insieme alla Corea del Sud, sono i principali avversari del governo di Pyongyang.

© Foto Getty Images - Tutti i diritti riservati

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